Blog su Cinema, Letteratura, Arte, Cultura, Tempo libero, Esperienze. Post su Film, Libri, Mostre, Esperienze di vita, Fumetti, Cartoni Animati e quello che mi piace ed anche che mi piace di meno.
lunedì 19 agosto 2024
lunedì 29 novembre 2021
Citazioni Cinematografiche n.435
Pat: È solo lavoro, sa, qualcosa che mi tiene attivo. La mia vera passione è il mio hobby.
Mary: Davvero? E quale sarebbe?
Pat: Lavoro coi ritardati mentali.
Mary: Non è politicamente inesatto?
Pat: Be', vaffanculo, nessuno può venire a dirmi con... con chi posso o non posso lavorare. No.
Mary: No, intendevo dire...
Pat: Abbiamo questo ragazzo, Mongo, ha una fronte grande quanto un drive-in, ma è un bravo ragazzo, perciò non gli stiamo tanto addosso. E così un giorno Mongo è uscito dalla sua gabbia.
Mary: Cosa, lo tengono in una gabbia?
Pat: Be', è solo una recinzione.
Mary: Lo tengono rinchiuso?
Pat: Sì, esatto.
Mary: È una stronzata!
Pat: È quello che ho detto io. Così sono uscito e gli ho comprato un... gli ho comprato un guinzaglio.
Mary: Un guinzaglio?
Pat: Sì, uno di quelli che si possono agganciare alla corda del bucato. Lui corre avanti e indietro, su e giù, e... e ha tutto lo spazio che vuole per scavare, giocare... quel ragazzo è veramente... come posso dire... rifiorito! E adesso me lo posso portare al cinema, alle partite di baseball... Insomma un divertimento. Un gran divertimento.
Mary: Da panico.
Pat: Oh, sì, per loro è da panico, mentre per me è molto di più... per me è una gioia infinita. Sa, quei rincoglioniti sono la cosa più bella che mi poteva capitare in questo pazzo mondo.
(Pat Healy/Matt Dillon e Mary Jensen in “Tutti pazzi per Mary”, di Peter e Bobby Farrelly - 1998)
lunedì 26 luglio 2021
Citazioni Cinematografiche n.417
Noi siamo una famiglia da pesce rosso. Non siamo gente da cani!
(George Newton/Charles Grodin in "Beethoven", di Brian Levant - 1992)
martedì 22 dicembre 2020
Inizia l'inverno
venerdì 30 ottobre 2020
lunedì 18 novembre 2019
Citazioni Cinematografiche n.329
Victor Prinzim: Era ammalato.
J.J. McClure: Ora ascolta quello che ti dico, va a trovare un dottore; dammi il dottor Kildare, dammi il dottor Livingstone, dammi il dottor Frankenstein; voglio un dottore, vai dove si trovano i dottori.
Victor Prinzim: E dove?
J.J. McClure: Nei bar, posti di mare.
Victor Prinzim: Al mare, nei bar; va bene.
J.J. McClure: Ecco!
Victor Prinzim: Negli ospedali!!?.
lunedì 26 agosto 2019
Citazioni Cinematografiche n.317
Susan: Dov'è cosa?
David: La mia clavicola intercostale.
Susan: La sua cla...
David: Il mio osso! È un pezzo unico, prezioso! Che cosa ne ha fatto?
Susan: L'osso non...
David: Susan, lei lo ha nascosto. Me lo ridia!
Susan: No-no, davvero, io non l'ho preso!
David: L'ha portato da qualche parte?
Susan: Ma scusi, che ragione avrei di andarmene in giro con un osso in tasca?!
David: Ah, be', se è per questo nessuna delle cose che fa ha una ragione!
Susan: Be', bisognerà che se ne procuri un altro.
David: Ci sono voluti cinque anni e tre spedizioni per trovare quello!
Susan: Be', comunque ora che avete scoperto dove si trovano potete andare a prenderne un altro!
lunedì 3 giugno 2019
Citazioni Cinematografiche n.305
Melandri: Ma dico sul cuore, bischero...
lunedì 27 maggio 2019
Citazioni Cinematografiche n.304
lunedì 29 aprile 2019
Citazioni Cinematografiche n.300
lunedì 28 gennaio 2019
Citazioni Cinematografiche n.287
domenica 6 gennaio 2019
lunedì 1 ottobre 2018
Citazioni Cinematografiche n.270
lunedì 24 settembre 2018
Citazioni Cinematografiche n.269
lunedì 20 agosto 2018
Citazioni Cinematografiche n.264
domenica 17 dicembre 2017
sabato 23 settembre 2017
lunedì 1 maggio 2017
1° MAGGIO 2017 - Il Lavoro al Cinema
Il regista britannico Ken Loach ha posto tra i temi centrali dell’intera sua opera cinematografica diversi temi sociali, tra i quali non poteva mancare il Lavoro. “Bread and Roses” forse non è il migliore da proporre, ma con tutta probabilità il più “godibile” anche per chi non fosse particolarmente avvezzo alla sua produzione.
Il titolo è di per sé già un manifesto: si tratta dello slogan che contrassegnò la lotta degli operai tessili nel 1912. Essi reclamavano per sé non solo il pane quotidiano ma anche il diritto a poter godere della bellezza senza che quest’ultimo venisse annullato da una vita in cui contasse solo il lavoro.
Giorni e Nuvole (Silvio Soldini - 2007)
Una riflessione sull’incertezza del lavoro, l’ansia del futuro e le conseguenze sull’armonia e stabilità familiare. Lo sguardo acuto ed originale del regista permette allo spettatore di gustare un’opera ricca di connotazioni estetiche ed eleganze formali e di contenuto percependo allo stesso tempo la drammaticità di questioni vere ed esistenziali. Il precariato come perno di un sistema socio-economico, forza di un metodo di condurre le vite altrui da parte di chi si trova in una condizione di vantaggio senza possedere virtù o morale. Eccezionale anche la resa delle conseguenze di ciò sulla vita di coppia e sul rapporto con gli altri.
Full Monty (Peter Cattaneo - 1997)
giovedì 20 aprile 2017
In un mondo ideale
lunedì 17 aprile 2017
Citazioni Cinematografiche n.196
Dante: – Io che tiravo via una scatola dalla mano di un deficiente?
Randal: "Il ritorno dello Jedi" [...] Tu cosa preferisci, lo "Jedi" o "L'Impero Colpisce ancora"?
Dante: L'Impero.
Randal: Bestemmia!
Dante: L'Impero ha un finale migliore. Intendo: a Luke viene amputata la mano, lui scopre che Lord Fener è suo padre, Han viene ibernato e portato via da Bobba Fett... Un finale che t'ammazza. Insomma, questo è la vita: una serie di finali duri uno appresso all'altro. Invece lo Jedi è solo una massa di pupazzi!
Randal: No, nello Jedi c'è in ballo qualcos'altro, non me n'ero mai accorto prima d'oggi... loro costruiscono una nuova Morte Nera, giusto? Ora, l'altra era pronta e del tutto funzionante prima che i ribelli la distruggessero...
Dante: Luke l'aveva fatta saltare, tutto merito suo!
Randal: ...e la seconda quando è stata fatta esplodere era in costruzione...
Dante: Già, e a farlo è stato Lando Calrissian.
Randal: C'è sempre stato qualcosa che non mi tornava nella seconda esplosione, qualcosa che non riuscivo a mettere a fuoco e che proprio non mi andava giù.
Dante: E ora ci sei riuscito?
Randal: La prima era presidiata dalle armate imperiali... le sole persone a bordo erano le truppe d'assalto e in più diciamo i vari dignitari.
Dante: Sostanzialmente.
Randal: Ragion per cui quando quando salta i conti tornano: il male è punito.
Dante: Mentre la seconda volta?
Randal: La seconda invece non avevano ancora finito di lavorare, erano ancora in fase di costruzione.
Dante: Allora?
Randal: Allora un'impresa di quella portata richiede un sacco di manodopoera in più rispetto al semplice esercito imperiale, scommetto che c'erano di mezzo un mucchio di appaltatori esterni, idraulici, metalmeccanici, muratori...
Dante: Cioè non solo imperiali, è questo che vuoi dire.
Randal: Esattamente, specialisti di ogni tipo per finirla alla svelta e di nascosto, figurati se le truppe d'assalto saprebbero installare un gabinetto, loro tutto quello che sanno si limita alle armi e alle divise!
Dante: D'accordo, coinvolgono degli appaltatori esterni, ma che cos'è che ti disturba tanto quando viene distrutta?
Randal: Che saltano per aria quei poveri lavoratori in proprio che erano lì per costruire, vittime di una guerra che non li riguardava affatto. Allora, senti, tu hai un'impresa, lo stato ti offre un bell'appalto su un piatto d'argento, hai moglie e figli a carico, un villino di due piani in periferia, si tratta di un appalto goverrnativo e quindi ci sono un fottio di vantaggi, poi arrivano i militanti di sinistra e distruggono tutto quello che c'è nel raggio di sei chilometri con i laser, tu non c'entri niente, non hai una posizione politica, tu cerchi solo di far quadre i conti.
Un Cliente: – Scusate, non volevo interrompere, ma di che cosa state parlando?
Randal: Del finale di "Il Ritorno dello Jedi".
(Jeff Anderson/Randal e Brian O'Halloran/Dante in "Clerks - Commessi" di Kevin Smith - 1994)





































