Perché? Perché i robot devono sempre venire distrutti per l'egoismo umano?
(Tima in “Metropolis”, di Osamu Tezuka - 2001)
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Perché? Perché i robot devono sempre venire distrutti per l'egoismo umano?
(Tima in “Metropolis”, di Osamu Tezuka - 2001)
Potrebbe sembrarvi una favola, potreste persino riderne, o dirmi che al mondo non possono accadere cose così strane. Eppure questa, senza alcun dubbio, è la vera storia di mia madre. La persona di cui mia madre s'innamorò era un uomo lupo.
(Yuki in “Wolf Children”, di Mamoru Hosoda - 2012)
Lei non crede che i sogni e internet siano abbastanza simili? Sono luoghi in cui si esprimono desideri repressi.
(Paprika in “Paprika”, di Satoshi Kon - 2006)
(Chihiro e Haku-Kohaku in “La città incantata”, di Hayao Miyazaki - 2001)
Ho scoperto che le piante della giungla tossica non sono velenose se vivono in un ambiente puro. In sé le piante sarebbero innocue, è la contaminazione della terra che le rende mortali. Anche l'acqua e la terra di questa valle sono contaminate. Chi ha ridotto così il mondo?
(Nausicaä in “Nausicaä della Valle del vento”, di Hayao Miyazaki - 1984)
Halloween è l'unico giorno dell'anno in cui un'anima del purgatorio può essere liberata: se prega a sufficienza finalmente può accedere al paradiso.
(Vincent Volaju in “Cowboy Bebop: il film”, di Shinichiro Watanabe - 2001)
“"Scherzi di cattivo genere non ne faccia; non sta bene neppure infilare le dita nella bocca delle ragazze che dormono" raccomandò la donna della locanda al vecchio Eguchi.
Al piano superiore probabilmente c'erano solo la stanza di otto tatami, in cui Eguchi stava parlando con la donna, e quella da letto attigua; da quanto aveva visto, anche al pianterreno non c'era salotto né altro, e dunque non si poteva parlare di una vera locanda. Fuori mancava persino l'insegna. Né il segreto di quella casa consentiva forse di affiggerne. All'interno non si udiva alcun rumore. A parte la donna che aveva accolto il vecchio Eguchi al cancello chiuso a chiave, e con la quale egli stava ora parlando, non si vedeva nessuno; e a lui, giunto là per la prima volta, non era chiaro se la donna fosse la padrona o un'inserviente. Sembrava comunque opportuno non fare domande superflue.”
(La casa delle belle addormentate, di Yanusari Kawabata – trad. Mario Teti)
“Avevo
la pasta sul fuoco in cucina, quando squillò il telefono. Alla radio
davano la Gazza ladra
di Rossini, il
sottofondo musicale ideale per prepararsi un piatto di spaghetti, e
io l'accompagnavo fischiando. Fui tentato di non rispondere, gli
spaghetti erano quasi cotti, e Claudio abbado stava giusto per
portare l'orchestra filarmonica di Londra all'apice dell'intensità
drammatica. Pazienza, mi rassegnai ad abbassare il fuoco, andai nel
soggiorno e sollevai il ricevitore. Poteva anche essere un conoscente
con qualche nuova proposta di lavoro.”
(L'uccello che girava le
viti del mondo, di Murakami Haruki – trad. Antonietta Pastore)
In ogni caso, era da un bel po' che non leggevo un libro solo e unicamente per il mio piacere, soprattutto un libro di letteratura. Le mie letture degli ultimi anni avevano tutte più o meno a che fare con la legge, o erano cosette poco impegnative che si potevano sfogliare in treno andando al lavoro. Senza che nessuno ne avesse mai fatto una regola, nello studio legale il fatto di prendere in mano un'opera letteraria di una certa consistenza in qualche modo non sembrava venire apprezzato. Nessuno era mai arrivato a sostenere che fosse qualcosa di disdicevole, ma se avessero scoperto libri di tal fatta nella mia borsa o nei cassetti della scrivania, mi avrebbero sicuramente guardato come si guarda un cane con la scabbia. “Ah, così lei ama la letteratura! - mi avrebbero detto, - anch'io. Da giovane ho letto parecchio”. Per loro la letteratura era qualcosa che si leggeva da giovani. Come in primavera si colgono le fragole, e in autunno si vendemmia.
(da “L'uccello che girava le viti del mondo”, di Murakami Haruki – trad. Antonietta Pastore)
Tutti di solito sono convinti che le persone si separano perché una si è stancata dell'altra, per propria volontà o per volontà dell'altra persona. Ma non è così. I periodi finiscono, come cambiano le stagioni. Semplicemente. È una cosa su cui la volontà individuale non ha nessun potere. Viceversa, si ha la possibilità, fino a quando verrà quel giorno, di godere di ogni momento. Noi, fino all'ultimo, vivemmo nella gioia.
(da H/H, di Banana Yoshimoto, Feltrinelli - trad. Giorgio Amitrano)