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Visualizzazione post con etichetta Guerra Civile Spagnola. Mostra tutti i post
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“Il mondo
è giusto che lo sappia. Deve vedere in un colpo d’occhio che da
una parte c’è la guerra vecchia di secoli, i generali sbarcati dal
Marocco con le feroci truppe mercenarie, dall’altra parte gente che
desidera difendere quel che sta vivendo, e si desidera l’un
l’altra.
A
Barcellona, in quel principio d’agosto del 1936, stanno arrivando
in tanti per unirsi al primo popolo d’Europa che non ha esitato ad
armarsi contro il fascismo.”
(da “La
ragazza con la Leica”, di Helena Janeczek)
La
curiosità era stimolata dalla foto sulla copertina, incentivata
dall'ambientazione storica del romanzo, ovvero gli anni 30 del '900 e
la Guerra Civile Spagnola, definitivamente passata a scelta di
leggere “La Ragazza con la Leica” quando ho capito che
avrei potuto leggere di una donna, di uomini ed altre donne che mi
avrebbero catturato con le loro vite ed i loro destini.
Romanzo
non-romanzo, la scrittura di Helena Janeczek non è facile e
richiede concentrazione ed un pizzico di determinazione nel
continuare a leggere, sia per lo stile elegante ma non sciolto o
agevole, sia per la scelta di sovrapporre piani temporali, narrazioni
e personaggi dai cui ricordi ed emozioni prende il via e continua un
lavoro di ricerca e scoperta di fatti, vicende storiche, accadimenti
privati e di conoscenza di caratteri.
La
narrazione spesso procede per immagini, non sempre del tutto “a
fuoco”, poiché quando le vicende sono raccontate da più persone e
da diversi punti di vista, accade di vederne più aspetti, mai
assoluti o completi, ma quasi per forza di cose “parziali”.
L'uso dell'espressione “a fuoco” non è casuale poiché sia la
protagonista, di cui il lettore ammira le immagini, sia una parte dei
suoi amici e compagni sono fotografi e della fotografia vivono le
peculiarità, dalle fotografie scattate personalmente e a loro
scattate parte tutto il libro.
Gerda
Taro, nata Gerta
Pohorylle a Stoccarda nel 1910, tedesca di origine polacca (come
l'autrice), ebrea e
comunista, morta nel 1937 a Brunete, dove si era recata per uno dei
suoi reportage fotografici, durante la guerra civile spagnola, è il
centro della narrazione, da lei si parte ed a lei si giunge. Per anni
dimenticata, ora con questo libro se ne ricorda la figura. Ma il
libro non è solo un omaggio ad una giovane donna, intraprendente,
carismatica, molto bella ed affascinante, volitiva e determinata, ma
soprattutto il risultato di un grande lavoro di ricerca e studio.
Studio di un periodo storico, reso in modo emozionante e
coinvolgente, ricerca sui personaggi, sui loro vissuti e le emozioni
che hanno provato e trasmesso, analisi dei contesti e delle dinamiche
che li hanno generati e da cui sono stati influenzati.
La
scrittura, si è detto, è elegante e ricercata, la lettura non
sempre semplice, ma in fondo lo sforzo è ripagato dal gusto di avere
tra le mani un'opera di valore e che probabilmente elargisce
ulteriori stimoli e sensazioni anche a distanza di tempo.
Consigliarne
la lettura o, addirittura, farne dono a qualcuno con l'idea di
proporre un romanzo femminile o al femminile, sarebbe un errore a mio
avviso. Non è del tutto un romanzo, forse un insieme di oggetti e
procedimenti letterari, dove un minimo di involuzione nello stile
aiuta a comprendere come le tre voci che compongono le tre parti
principali del libro siano forse da accomunare a tre satelliti che
hanno orbitato attorno ad un eccezionale corpo celeste. Quel corpo
celeste era Gerda Taro, grazie a lei ed a Helena Janeczek leggiamo di
vite, di uomini, di donne, di una Europa lontana ma che sentiamo
vicina pagina dopo pagina.
(Risposta di Picasso all'ambasciatore tedescoOtto Abetz, in visita al suo studio,
di fronte ad una fotografia di Guernica)
L’anniversario del bombardamento di Guernica,
avvenuto il 26 aprile 1937 ad opera della Legione Condor della Germania
Nazista e della Aviazione Legionaria dell’Italia Fascista, è l’occasione
per leggere, o rileggere, “No Pasarán” di Vittorio Giardino.
È un racconto a fumetti, una graphic novel a tema
storico, dove gran parte di ciò che viene presentato non è realmente
accaduto, sebbene tutto sarebbe potuto accadere come rappresentato. Mi
riferisco al ruolo dei brigatisti internazionali di Giustizia e Libertà,
ai bombardamenti dei fascisti italiani su Barcellona, l’influenza del KGB sui
settori della fazione repubblicana, l’azione della “quinta colonna” franchista,
l’effettivo evolversi della guerra e dello scontro fra le parti protagoniste
della Guerra Civile Spagnola.
Vittorio Giardino, con maestria narrativa e
rappresentativa, ci mostra l’orrore della storia, i complotti orditi nel
costruirla, l’assurdità delle logiche politico-militari, la responsabilità
degli italiani nell’appoggio militare del fascismo a Franco, la giusta
posizione dei repubblicani, l’inumanità politica e le ambiguità dei comunisti e
dei sovietici in particolare nel difendere queste posizioni, la dignità umana,
e più in generale una visione umanistica, viste come unica possibile Resistenza.
Un senso etico permane la narrazione, che si
sviluppa abilmente, evitando eccessive semplificazioni, moralismi inutili ed
anzi rappresentando al meglio i temi e le tematiche che, per quanto legate al
momento storico rappresentato, si elevano a messaggio eterno e costante
per tutti quanti hanno in odio violenza, sopraffazione, totalitarismo e
ingiustizia.
Conosco, si fa per dire, la Guerra Civile
Spagnola, essenzialmente grazie a quanto letto durante l’adolescenza, “Per
chi suona la campana” e “Omaggio alla Catalogna” sono i testi
principali da cui è stata sollecitata la mia curiosità. Romanzi, quello di Hemingway
e di Orwell, a cui poi si aggiungerà il film “Terra e Libertà” di
Ken Loach, che mi hanno aiutato ad entrare in contatto con una vicenda
della storia europea trascurata nei programmi delle nostre scuole, ancora
considerata forse troppo scomoda, a causa del ruolo avuto dall’Italia Fascista.
Quella guerra, per certi versi, fu l’antipasto degli
orrori della Seconda Guerra Mondiale, tra cui i bombardamenti di intere
città e della popolazione civile, fatto allora ancora “eccezionale” e non “di
routine”. In No Pasarán ad essere bombardata è Barcellona e non
la cittadina basca di Guernica, ma le analogie sono evidenti e ben mostrate da
Giardino.
Ernest Hemingway pose in epigrafe al suo “Per chi
suona la campana” un pensiero di John Donne:
“Nessun uomo è un’Isola, intero in se stesso. Ogni uomo è
un pezzo del Continente, una parte della Terra. Se una Zolla viene portata
dall’onda del Mare, l’Europa ne è diminuita, come se un Promontorio fosse stato
al suo posto, o una Magione amica, o la tua stessa Casa. Ogni morte d’uomo mi
diminuisce, perché io partecipo dell’umanità. E così non mandare mai a chiedere
per chi suona la campana:
Essa suona per te.”
Questa suggestione pervade anche “No Pasarán”, che ne
diviene un’autentica resa per immagini e narrazione, infatti l’antieroe Max
Fridman(da leggere anche le altre storie di cui è protagonista), è
al centro di una trama fitta ed intricata, dove non tutto è funzionale
alla risoluzione del “mistero”, ma dove molto ci parla di lui, della sua
personalità e di temi che trascendono il contesto, per toccare corde e temi
“universali”.
L’opera è stata più volte ristampata (Rizzoli
Lizard) per cui facilmente reperibile, sia on line che nelle librerie/fumetterie,
ed è ovviamente consigliatissima!
Ad aggiungere qualità e motivi per gustare
quest’opera ci sono i disegni, tanto semplici e splendidamente colorati
da rasentare la perfezione per cura dei dettagli, delle espressioni e
delle pose. Giardino è consapevole del suo talento, ma lo mette in campo
con intelligenza e gusto, evitando di esagerare, ovvero non cerca la tavola ad
effetto, che lasci a bocca aperta, ma bensì mette in primo piano un immane lavoro
di studio e costruzione delle scene, sia quelle d’azione che quelle un po’
più statiche, regalandoci intere pagine che destano ammirazione e stupore.
Inoltre possiamo ammirare un personaggio femminile,
la giornalista belga Claire Blon, molto moderno per gli anni 30 e a dir
poco incantevole.
Nel video seguente musica e testo di una delle canzoni più
rappresentative dello spirito di chi combatté per la Repubblica e la Democrazia
ed immagini di quella tragedia che fu la Guerra Civile Spagnola.