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giovedì 25 aprile 2024

25 aprile - Non dimenticate!

 


Il 28 giugno 1960, Sandro Pertini, allora presidente della Camera, pronunciò un discorso sui valori della Resistenza e dell’antifascismo nella vita democratica del Paese.

In quell’occasione, di fronte alla folla genovese che protestava contro il congresso del Movimento Sociale Italiano, Pertini disse: “Il fascismo non è un’opinione, è un crimine. E ogni atto, ogni manifestazione, ogni iniziativa di quel movimento è una chiara esaltazione del fascismo e poiché il fascismo, in ogni sua forma è considerato reato dalla Carta costituzionale”.








martedì 25 aprile 2023

25 Aprile - Conosciamo e ricordiamo

 


I ragazzi delle scuole imparano chi fu Muzio Scevola o Orazio Coclite, ma non sanno chi furono i fratelli Cervi. Non sanno chi fu quel giovanetto della Lunigiana che, crocifisso ad una pianta perché non voleva rivelare i nomi dei compagni, rispose: «Li conoscerete quando verranno a vendicarmi», e altro non disse.

Non sanno chi fu quel vecchio contadino che, vedendo dal suo campo i tedeschi che si preparavano a fucilare un gruppo di giovani partigiani trovati nascosti in un fienile, lasciò la sua vanga tra le zolle e si fece avanti dicendo: «Sono io che li ho nascosti (e non era vero), fucilate me che sono vecchio e lasciate la vita a questi ragazzi».

Non sanno come si chiama colui che, imprigionato, temendo di non resistere alle torture, si tagliò con una lametta da rasoio le corde vocali per non parlare. E non parlò. Non sanno come si chiama quell'adolescente che, condannato alla fucilazione, si rivolse all'improvviso verso uno dei soldati tedeschi che stavano per fucilarlo, lo baciò sorridente dicendogli: «Muoio anche per te… viva la Germania libera!».

Tutto questo i ragazzi non lo sanno: o forse imparano, su ignobili testi di storia messi in giro da vecchi arnesi tornati in cattedra, esaltazione del fascismo ed oltraggi alla Resistenza”.

Piero Calamandrei





sabato 25 aprile 2020

25 Aprile - Una parte giusta ed una sbagliata

"Dietro il milite delle Brigate nere più onesto, più in buonafede, più idealista, c'erano i rastrellamenti, le operazioni di sterminio, le camere di tortura, le deportazioni e l'Olocausto; dietro il partigiano più ignaro, più ladro, più spietato, c'era la lotta per una società pacifica e democratica, ragionevolmente giusta, se non proprio giusta in senso assoluto, chè di queste non ce ne sono."
(Italo Calvino - scrittore e partigiano)




giovedì 25 aprile 2019

25 Aprile - Vivere oggi con gli insegnamenti di ieri


“… mi dissero quella tremenda condanna e mi feci vedere molto orgoglioso ma quando fui portato in quella tremenda cella di nuovo mi inginocchiai mi misi a piangere avevo nelle mani la tua foto ma non si conosceva più la tua faccia per le lacrime e i baci che ti ho fatto, questo cara Anna devi perdonarmi sii forte a sopportare questo orrendo delitto e fatti coraggio avrai il tuo amore fucilato alla schiena.”




mercoledì 25 aprile 2018

25 Aprile - Sempre!




Quando io considero questo misterioso e miracoloso moto di popolo, questo volontario accorrere di gente umile, fino a quel giorno inerme e pacifica, che in una improvvisa illuminazione sentì che era giunto il momento di darsi alla macchia, di prendere il fucile, di ritrovarsi in montagna per combattere contro il terrore, mi vien fatto di pensare a certi inesplicabili ritmi della vita cosmica, ai segreti comandi celesti che regolano i fenomeni collettivi, come le gemme degli alberi che spuntano lo stesso giorno, come certe piante subacquee che in tutti i laghi di una regione alpina affiorano nello stesso giorno alla superficie per guardare il cielo primaverile, come le rondini di un continente che lo stesso giorno s'accorgono che è giunta l'ora di mettersi in viaggio. Era giunta l'ora di resistere; era giunta l'ora di essere uomini: di morire da uomini per vivere da uomini.
Il compito degli uomini della Resistenza non è finito. Bisogna che essa sia ancora in piedi.

Piero Calamandrei

martedì 25 aprile 2017

25 Aprile - Gli occhi aperti







PER I MORTI DELLA RESISTENZA

Qui

Vivono per sempre

Gli occhi che furono chiusi alla luce

Perché tutti

Li avessero aperti

Per sempre

Alla luce
(Giuseppe Ungaretti)

lunedì 25 aprile 2016

Citazioni Cinematografiche n. 145 - 25 Aprile


Finirà, Pina, finirà. E tornerà pure la primavera. E sarà più bella delle altre, perché saremo liberi. Noi lottiamo per una cosa che deve venire, e non può non venire.

(Francesco/Francesco Grandjacquet in “Roma Città Aperta”, di Roberto Rossellini - 1945)



sabato 25 aprile 2015

25 aprile 1945 - 25 aprile 2015

“Una sera di settembre l’Agnese tornando a casa dal lavatoio col mucchio di panni bagnati sulla carriola, incontrò un soldato nella cavedagna. Era un soldato giovane, piccolo e stracciato. Aveva le scarpe rotte, e si vedevano le dita dei piedi, sporche, color di fango. Guardandolo, l’Agnese si sentì stanca. Si fermò, abbassò le stanghe. La carriola era pesante.
Ma il soldato aveva gli occhi chiari e lieti, e le fece il saluto militare. Disse: - La guerra è finita. Io vado a casa. Sono tanti giorni che cammino -. L’Agnese si slegò il fazzoletto sotto il mento, ne rovesciò le punte sulla testa, si sventolò con la mano: - Fa ancora molto caldo -. Aggiunse, come se si ricordasse: - La guerra è finita. Lo so. Si sono tutti ubriacati l’altra sera, quando la radio ha dato la notizia -. Guardò il viso del soldato e sorrise, un sorriso rozzo e inatteso sulla sua faccia bruciata dall’aria. – Io credo che i guai peggiori siano ancora da passare, - disse improvvisamente, con la rassegnata incredulità dei poveri; e il soldato si fregò le mani: era un ragazzo molto allegro.”


 
















“In quel momento i due soldati si scostarono: - Raus! Raus! – L’Agnese corse dietro gli altri, sbatté le palpebre nella luce viva, s’incontrò prima col tenente, poi con un’altra faccia di tedesco, si fermò. Quella faccia divenne a un tratto sformata, malsana, mosse le labbra, certo gridava. Ma l’Agnese non intese la voce, vide soltanto chiaro il disegno di un nome: Kurt. Vide anche il maresciallo, questa stessa faccia, seduto sul muretto con la Vandina, risentì l’odore di quella sera, odore di erba bagnata sotto il pesco. Due ceffoni furibondi la sommersero in uno stordito giro di circoli rossi.
Il maresciallo gridò ancora; prese la pistola, le sparò da vicino negli occhi, sulla bocca, sulla fronte, uno, due, quattro colpi. Lei piombò in giù col viso fracassato contro la terra. Tutti scapparono urlando. Il maresciallo rimise la pistola nella fondina, e tremava, certo di rabbia. Allora il tenente gli disse qualche cosa in tedesco, e sorrise.
L’Agnese restò sola, stranamente piccola, un mucchio di stracci neri sulla neve”

(“L’Agnese va a morire”, di Renata Viganò)


venerdì 25 aprile 2014

25 Aprile - C'era una parte giusta ed una sbagliata



Da una parte c’era chi, messo alla prova da un regime odioso e criminale, non indietreggiò, non si voltò da un’altra parte e rifiutando il fascismo ed il suo alleato dalla croce uncinata combatté e pose le basi per la nostra libertà e la democrazia.

Libertà, Giustizia, Democrazia e Dignità per tutti!



Dall’altra parte c’era chi si prestò, ancora una volta, alla barbarie ed alla sopraffazione, facendosi strumento di ingiustizia e iniquità.



Non ci può essere dubbio, non deve esserci dubbio su quale fosse la parte giusta!



Non vi è alcuna pacificazione possibile, non può esserci memoria condivisa.

Il diritto alla libertà, alla giustizia sociale, alla democrazia è un valore portato avanti ed incarnato da chi si ribellò al fascismo e pagò con la vita il suo schierarsi con coraggio e altruismo.

Non dobbiamo rendere vano il loro sacrificio. Ricordiamo il coraggio e il valore dei partigiani.



I repubblichini ed i fascisti non erano portatori di alcun diritto comune, incarnavano la violenza e l’arbitrio dell’arroganza e del terrore, erano servi e strumenti di due regimi ciechi e totalitari, nemici della democrazia e della pace sociale.
 
THE PARTISAN
(or "The Song Of The French Partisan")

Leonard Cohen
 Album: "Songs from A Room" (1969)
Adattamento di
Complainte du partisan

Parole francesi di Emannuel d'Astier de la Vigerie detto "Bernard",
adattate da Hy Zaret in inglese
Musica di
Anna Marly





When they poured across the border
I was cautioned to surrender,
This I could not do;
I took my gun and vanished.

I have changed my name so often,
I have lost my wife and children
but I have many friends,
and some of them are with me.

An old woman gave us shelter,
Kept us hidden in the garret,
Then the soldiers came;
She died without a whisper.

There were three of us this morning
I'm the only one this evening
but I must go on;
the frontiers are my prison.

Oh, the wind, the wind is blowing,
Through the graves the wind is blowing,
Freedom soon will come;
Then we'll come from the shadow.

Les Allemands étaient chez moi,
Ils me dirent, "Resigne-toi",
Mais je n'ai pas peur;
J'ai repris mon arme.

J'ai changé cent fois de nom,
J'ai perdu femme et enfants
Mais j'ai tant d'amis,
J'ai la France entière.

Un vieil homme dans un grenier
Pour la nuit nous a caché,
Les Allemands l'ont pris;
Il est mort sans surprise.

Oh, the wind, the wind is blowing,
Through the graves the wind is blowing,
Freedom soon will come;
Then we'll come from the shadow.


Versione italiana di Riccardo Venturi
IL PARTIGIANO

Quando a frotte passarono la frontiera
Mi fu detto, Stai attento e arrenditi,
Ma non lo potevo fare;
Presi il mio fucile e scomparvi.

Ho cambiato spesso nome,
Ho perso mia moglie e i miei figli,
Ma ho tanti amici,
E qualcuno di loro e' con me.

Una vecchia ci ha dato riparo,
Ci ha nascosti in soffitta,
E poi sono arrivati i soldati,
È morta senza dir niente.

Stamani eravamo in tre,
Stasera sono solo
Ma devo andare avanti;
Le frontiere sono la mia prigione.

Il vento, il vento soffia,
Tra le tombe il vento soffia,
La libertà arriverà presto;
E allora usciremo dall'ombra.

I tedeschi erano da me,
Mi dissero "Consegnati",
Ma non ho paura,
Ho ripreso la mia arma.

Ho cambiato nome cento volte,
Ho perso mia moglie e i miei figli,
Ma ho tanti amici,
Ho la Francia intera.

Un vecchio, in una soffitta
Ci ha nascosti per la notte,
I tedeschi lo hanno preso;
È morto senza sorprendersi.

Il vento, il vento soffia,
Tra le tombe il vento soffia,
La libertà arriverà presto;
E allora usciremo dall'ombra.


 

giovedì 25 aprile 2013

25 Aprile: è festa!



25 Aprile: Festa della Liberazione.

Non dimentichiamo.
L’anagrafe mi ha permesso di ascoltare chi era giovane in quegli anni, chi fece una scelta e la portò avanti con forza e convinzione. Ho letto, chiesto ed ascoltato. Purtroppo ancora oggi sento dichiarazioni sconfortanti su ciò che è accaduto in Italia dal 1943 alla primavera del 1945. Non solo politici, che l’ignoranza e la malafede sono per loro strumenti utili per raccogliere attenzioni e consensi, bensì anche da educatori, insegnanti, colleghi, rappresentanti del clero, delle istituzioni, del mondo del lavoro e persone “comuni” che incontro.
No, non sono vittime di disinformazione e campagne di mistificazione, sono semplicemente superficiali, distanti, disoneste e qualunquiste. Questa è una colpa! Partigiani e Repubblichini non erano uguali, non possono essere equiparati! Chi ha appoggiato e sostenuto quel che rimaneva del regime fascista non è come chi si opponeva alle camicie nere ed al loro padrone dalla croce uncinata. Non si trattava di un scontro fra eserciti, comunque deprecabile. Non era una rivalità fra tifoserie, ma una scelta decisiva e netta. I partigiani, uomini e donne, socialisti, comunisti, cattolici, laici e repubblicani lottavano, insieme per un ideale e per uno scopo comune, per una fede politica e sociale. I fascisti si schierarono dalla parte opposta, in antitesi a tutto ciò, in antitesi a qualsiasi fede politica o ideale, perché il fascismo è un’aberrazione, è il contrario di tutto questo, perché opprime le fedi e gli ideali altrui.

C’era una parte giusta ed una sbagliata!
La parte di chi voleva cambiare ed ha liberato il nostro paese donandogli libertà e democrazia non può essere equiparata a quella di chi serviva un regime odioso e responsabile di immani tragedie! Civiltà e diritto non sono accostabili alla barbarie ed alla sopraffazione.
La parte di chi combatteva per la dignità e la libertà di una nazione e del suo popolo era quella giusta. Chi difendeva la tirannide e voleva perpetuarla era la parte sbagliata.
Ricordiamolo! Ricordiamo la Storia e rendiamo onore a chi è morto e si è sacrificato per la libertà, per la democrazia ed il nostro futuro!


Nessuna pacificazione è possibile, non esiste una memoria che possa essere condivisa. I martiri chiedono vendetta. E le storie non sono altro che “asce di guerra da disseppellire” come hanno scritto i Wu Ming.