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giovedì 28 maggio 2020

Dampyr #242 - Il Pittore della Scuola Nera


Da quando, ormai sette anni fa, uscì il Dampyr Speciale n.9 attendo con emozione nuove storie ambientate nella Scuola Nera, o almeno con alcuni di quei fantastici personaggi. Talvolta sono stato accontentato, come ad esempio durante la lettura dell'albo numero 242 della serie regolare, “Il Pittore della Scuola Nera”.

Sappiamo che Harlan è stato studente del college infernale in questione, dove gli iscritti apprendono le arti della malvagità, ultimo umano (o almeno umano in gran parte) ad essere accettato prima di una perentoria proibizione ad ulteriori iscrizioni da parte di mortali umani. Ma scopriamo che invece, successivamente, è stata fatta una eccezione per lo straordinario talento artistico di Adam Weber.

Proprio il pittore Weber si presenta come un gran bel personaggio, in grado di affiancarsi ai nostri eroi, alla preziosa ed affascinante Ann Jurging ed ai vari docenti della Scuola per ritagliarsi un suo spazio ed un suo ruolo. Quindi le aspettative, procedendo nella lettura, si fanno alte, ma vengono deluse, poiché nonostante Adam Weber avrebbe tutte le carte in regola per meritare un approfondimento maggiore, la conclusione dell'albo delude un po', dal momento che invece di un valido ed emozionante antagonista, in grado di dare pepe alla narrazione e, perché no, anche alla continuity della serie, sembra risolversi solo come una effimera variante e carattere da poco più di sfondo.

La storia è comunque godibile, dal momento che il comparto grafico è di sicuro impatto visivo e apprezzabile. Le tavole si fanno incarnazione della fantasia di Michele Cropera, con uno
stile ricco di neri e fatto di segni e linee spezzate, in grado di creare nelle pagine incubi, atmosfere, visioni, architetture e creature mostruose emozionanti e mirabili.
Nonostante la proibizione di arruolare studenti dalla Terra dopo la storica crisi causata dalla ribellione del pur promettente Harlan Draka, il direttore Adar Melek e il suo fedele Haborym hanno fatto un’eccezione per Adam Weber, pittore dallo straordinario talento. Una volta diplomato, Adam s’imbatte però in un agente infernale che ha un conto da regolare con il Dampyr e i suoi amici. Ed è così che Harlan, Tesla e Kurjak, in compagnia di Ann Jurging, si trovano proiettati nel visionario mondo di Adam Weber, il pittore che dipinge gli incubi della sua anima perduta… (da sergiobonelli.it)

domenica 3 maggio 2020

Dampyr #241 - Il Cavaliere di Roccabruna


Albo speciale all'interno della serie regolare per festeggiare i venti anni di Dampyr, speciale nella foliazione (118 pagine), speciale nella colorazione e speciale perché il protagonista non è Harlan, bensì suo padre Draka.
Mauro Boselli, Majo e Matteo Vattani, quest'ultimo ai colori, fanno squadra per celebrare una iniziativa editoriale che raggiunge un traguardo niente affatto trascurabile. Venti anni di vita nelle edicole sono un tempo notevole, che solo perché inseriti nell'ambito delle pubblicazioni Bonelli non ci fanno gridare al mezzo miracolo.
Ma il festeggiamento non è con un “semplice” albo più grande e colorato, bensì si sostanzia in una sorta di celebrazione di alcuni fra i più grandi meriti e peculiarità di una testata che continua a ritagliarsi una sua dimensione, un suo ruolo ed una sua ragione d'essere, mese dopo mese.

Il cavaliere di Roccabruna”, il numero 241, è un esempio del valore e della ricchezza di un mondo narrativo che caratterizza ciò che Boselli ha costruito in due decenni di storie. Storie che hanno condotto i lettori in un universo, non solo narrativo, che ha spaziato in secoli di Storia, unendo e facendo danzare fra loro folklore, leggende, cronaca, avvenimenti diversi tra loro, mito e realtà, con il valore aggiunto di presentare decine di personaggi, tutti protagonisti a loro modo e secondo differenti inclinazioni, di altrettanti cicli narrativi, altro elemento della serie che mi appassiona. 

 

L'invito è a leggere l'albo, gustoso sia per chi conosce la serie, poiché scoprirà ulteriori tasselli del passato e anche del presente dei protagonisti, sia per il lettore occasionale, che potrà quantomeno godere della narrazione densa, nutrita e preziosa di Boselli e delle tavole ricche, dettagliate e precise di Majo, sempre a suo agio nel ricostruire gli ambienti, i costumi e le situazioni dell'Europa del '600, la Guerra dei Trent'anni in questo caso.

Un antico e magico volume della libreria di Harlan, quello che lo fece entrare nel corpo di suo padre e rivivere la sua lotta contro i Wehrwolfe di Sassonia, proviene dalla Biblioteca del Castello di Hochosterwitz, in Carinzia. L’antica fortezza, che Draka difese dai Turchi, è di nuovo minacciata, quando la Carinzia, risparmiata in parte dalla guerra che imperversa in tutta Europa, viene invasa dalle creature inviate dal Maestro della Notte Vlatna. Insieme all’amata Fortunata e al di lei fratello Orlando, Draka, sotto le spoglie dell’anziano generale Drago dell’Armata Imperiale, difende il castello dai non-morti di Vlatna, tra cui il perfido Vulcan e la crudele Dorka, in questa avventura di 110 pagine a colori! (da sergiobonelli.it)


giovedì 2 aprile 2020

Dampyr #240 - Possessione!


La serie Dampyr ci porta in Ucraina, passando per la Polonia. Lo fa introducendo un personaggio che riesce, anche solo nello spazio di un singolo albo, a crearsi un suo spazio ed una sua dimensione. Molto ben caratterizzata e resa con maestria la bella e sfuggente Jadwiga, le sue abitudini, la sua genesi e la sua maledizione diventano il punto centrale e il motore di tutto ciò a cui assistiamo, disegnato sulle apprezzabili tavole del numero 240. Lo sceneggiatore Stefano Piani ci consegna un personaggio tormentato, niente affatto piatto o monodimensionale, che, schiavo delle sue pulsioni sessuali che si ripercuotono per l‘intero episodio e su altri personaggi. Il suo dolore insormontabile, la sofferenza che ha vissuto (a questo servono i momenti di flashback) ha attirato creature terribili ed innominabili. Creature che probabilmente avrebbero meritato maggior spazio e altre pagine per spiegarne efficacemente il luogo di origine e lo scopo, che invece rimane (per ora) fin troppo misterioso.



Possessione!”, che vanta una gran bella copertina, ha un buon ritmo, dosa bene gli elementi reali e quelli fantastico/onirici, il livello di azione e quello di indagine, con qualche passaggio concitato che stimola il lettore e la sua curiosità. La serie procede, tra avventure singole e storie di più ampio respiro, e si fa sempre apprezzare, anche se dopo una lunga saga e avvenimenti mozzafiato e quel respiro di epico ed “eterno” a volte il lettore si sente parzialmente insoddisfatto. Comunque la lettura continua e si procede nei festeggiamenti per i 20 anni di Dampyr.


Un terribile morbo, una ragazza dal fascino magico che vive in una villa misteriosa, inesplicabili e bizzarri suicidi. Qual è il segreto di Jadwiga? Perché chi fa l’amore con lei subisce metamorfosi orrende o è vittima di spaventose allucinazioni? A Leopoli, in Ucraina, Harlan Draka si troverà faccia a faccia con l’irresistibile Jadwiga! (da sergiobonelli.it)

sabato 14 marzo 2020

Dampyr # 239 - Il Condottiero di Calabria

Harlan torna ancora in Italia!
Dampyr ha spesso fatto tappa nel BelPaese, con una serie di belle storie che sovente hanno mescolato toni e tinte horror fantastiche con il folklore e le leggende o storie tradizionali delle varie regioni della Penisola.

Ne sono un buon esempio quanto da poco raccontato in questo blog a proposito dell'Alto Adige, come anche l'albo numero 239, “Il Condottiero di Calabria”, ambientato nella regione meridionale. La storia trae soggetto e sceneggiatura oltre che dalle questioni tipicamente territoriali anche dall'incontro con la comunità arbëreshe, ossia gli albanesi d’Italia, una minoranza etnico-linguistica storicamente stanziata nel sud del Paese.
Ispirandosi a questa realtà locale il racconto, ben strutturato e bilanciato tra azione e approfondimenti vari, porta il lettore in provincia di Cosenza, dove ritrova il Maestro della Notte Vrana (storicamente conosciuto come il Cavaliere d’Altafoglia) già incontrato nello speciale numero 13 “LaTerra delle Aquile”.


Vrana è un personaggio interessante, antagonista più vicino come spirito e morale a Draka, padre di Harlan, piuttosto che alle solitamente sanguinarie e spietate creature della stirpe contro cui il protagonista porta avanti la sua missione.

Molto dettagliati i disegni, in particolare gli sfondi e le ambientazioni, con una resa soddisfacente sia delle scene più scure che delle parti di raccordo, oltre che di quelle di approfondimento e di richiamo alla odierna realtà calabrese.

Dopo la sconfitta del leggendario condottiero Skanderbeg, molti albanesi si trasferirono in Calabria dove vissero per secoli creando le loro comunità di arbëreshe. Da quel momento in poi sono stati protetti in segreto dal Maestro della Notte Vrana che è tornato Italia per affrontare il pericoloso boss che comanda la 'ndrangheta. Nella loro sanguinaria lotta si inserisce il Dampyr Harlan Draka, insieme ai suoi pard Tesla e Kurjak! (da sergiobonelli.it)



domenica 8 marzo 2020

Dampyr 238 - Roxana

Fin dalla copertina ci è chiaro che l'albo numero 238 di Dampyr è improntato all'incontro fra l'arte, i disegni e le atmosfere della Belle Epoque ed i toni e le situazioni tipiche della serie.
Il Liberty, detto anche Art Noveau, ebbe una grande diffusione in Europa, partendo dalla Francia e giungendo anche a quelle zone “di confine” degli Imperi dell'epoca. Anche in Romania, quindi, dove si svolge l'avventura di questo numero, il cui sviluppo, pur essendo fin troppo classico nelle vicende di Harlan e soci, attrae e convince il lettore.

Il disegnatore Giorgio Gualandris rende molto bene atmosfere ed ambienti Belle Epoque, con disegni rappresentativi di uno stile, riuscendo anche ad offrire scene e situazioni terrorifiche e horror, senza che si avverta troppo contrasto tra gli elementi che compongono la sceneggiatura a firma di Giovanni Di Gregorio.

Una nota merita l'antagonista di cui gustiamo la presenza scenica e le azioni, tanto che dispiace salutarla alla fine della lettura.



L’Hotel Imperial ha chiuso i battenti ai tempi della Grande Guerra. Durante la Belle Epoque era l’albergo più lussuoso della Romania, ma ora, tra le sue stanze polverose, le tappezzerie coperte di ragnatele, i mobili che odorano di muffa, non ci sono più ospiti paganti… solo oscure presenze, sotto lo sguardo di vetro di Roxana, l’antica proprietaria, ritratta in una magnifica vetrata dipinta Art Nouveau dai riflessi di sangue… (da sergiobonelli.it)

sabato 29 febbraio 2020

Dampyr #237 – Krampus!

In più di una occasione è stato possibile rendersi conto del potenziale e delle caratteristiche fondamentali di una pubblicazione seriale come Dampyr. Krampus! è uno degli albi che utilizza quel potenziale e propone l’essenza stessa delle storie con protagonisti Harlan, i suoi amici e la loro lotta contro Maestri della Notte e affini. Il personaggio ideato da Mauro Boselli e Maurizio Colombo scava spesso all’interno delle tradizioni e mitologie mondiali, ed i vari autori trovano sempre ottimi spunti per realizzare storie che mischiano il genere con la Storia. Krampus! scava nella tradizione dei miti natalizi.

L'ambientazione in Alto Adige, in un borgo dove ogni notte di Natale i demoniaci servitori di San Nicola invadono le caratteristiche zone innevate del nord Italia, sostiene l'indagine del nostro eroe, di Sophie Mutter dell’Università di Friburgo e del suo fidanzato sardo Angelo Sanna sul folklore altoatesino. Ciò che cercano di comprendere è se le storie sui Krampus possano riguardare uomini mascherati o mostri. Così, come spesso accade tra leggenda e realtà l’ombra di un vecchio nemico di Harlan Draka si allunga ancora una volta.





Probabilmente possiamo dire che il ritmo stenta a decollare, la narrazione risulta un po' lenta e procede a singhiozzo, ma la sceneggiatura risulta valida e suggestiva, con più di un momento degno di nota. La parte più legata al mitologico ed al leggendario risulta meglio godibile, rispetto all'azione vera e propria che sembra non reggere il ruolo che dovrebbe rivestire. Fortunatamente viene in soccorso la parte grafica, con la creazione di scenari suggestivi, rappresentando al meglio i borghi dell’Alto Adige, grazie al lavoro di Fabrizio Longo, che usa dei chiaroscuri, marcando molto il nero.

Comunque l‘idea di inserire i Krampus, i maestri della Notte, San Nicola e Dampyr, tradizioni e mitologie, invenzioni narrative e fantasie, superstizioni ed espressioni religioso-culturali nella stessa storia è sicuramente qualcosa di intrigante.

Ogni notte di Natale, i demoniaci servitori di San Nicola invadono i caratteristici e innevati borghi del nord Italia. Sophie Mutter dell’Università di Friburgo e il suo fidanzato sardo Angelo Sanna indagano sul folklore altoatesino. Uomini mascherati o mostri? Leggenda o realtà? L’ombra di un vecchio nemico si allunga ancora sul bel Paese e solo l’intervento del Dampyr può risolvere il mistero dei Krampus maledetti! (da sergiobonelli.it)

venerdì 29 novembre 2019

Dampyr #236


















Diverse settimane, mesi, sono passati dall'ultimo post dedicato a Dampyr. Una benedizione per qualcuno degli sparuti lettori di questo blog, una casualità assolutamente non degna di nota per altri che incrociano queste pagine solo ogni tanto, quando non hanno nulla di meglio da fare o cose più interessanti da leggere.
Ma a me un po' dispiace, dal momento che la serie che vede protagonisti Harlan, Tesla e Kurjak è una delle mie preferite, nonché a mio parere una delle migliori della Sergio Bonelli, sia per trama orizzontale e verticale che per il comparto grafico.



 





Con l'albo numero 235 su Dampyr si è conclusa la emozionante, soddisfacente e splendida saga dedicata ai Grandi Antichi. Resa visivamente da artisti fra i più straordinari all'opera su albi editi in Italia, come Nicola Genzianella, Maurizio Rosenzweig, Corrado Roi e Luca Rossi, nel corso di ben sei episodi ha regalato ai lettori, anche grazie alle solide sceneggiature del co-creatore Mauro Boselli, sorprese, sensazioni varie e diverse nonchè grandi soddisfazioni C'è da consigliare di recuperare gli albi e tuffarsi nella lettura, interessante e coinvolgente anche per conoscitori occasionali del nostro eroe.


Non era facile mantenere alto il livello ed il tasso di emozioni, ma il soggetto, la sceneggiatura e i disegni sono ampiamente all'altezza in questo numero 236, "L'amica mortale".
Suggestioni e legami con il cinema, l'arte e la letteratura donano qualità e profondità ad una storia che vive di atmosfere e di sensazioni, come spesso accade nei migliori episodi della serie, senza far mancare azione e momenti splatter, come anche passaggi toccanti e commoventi.


Da un incipit coinvolgente prende avvio un episodio di eccezionale intensità, che conduce il lettore attraverso drammi e crudeltà ad un finale struggente e bellissimo.



Il tutto è ulteriormente impreziosito dal lavoro di Alessio Fortunato ai disegni, che con la sua penna biro, alternata ad una evocativa mezzatinta, rende benissimo le ombre, la nebbia e le atmosfere, quasi fossero più vere del vero. Analogo discorso per la resa dei personaggi, la loro grazia e bellezza così come la loro crudeltà e orrorifica presenza, rese con efficacia tale da giungere dirette al lettore.



domenica 5 maggio 2019

Dampyr #229 - Kurjak il vampiro






La sceneggiatura di Giovanni Di Gregorio mette Harlan e Tesla nella difficile situazione di valutare il loro operato e la loro missione. Saranno in grado di mettere in campo lucidità e decisione d'azione di fronte ad un Kurjak trasformato in creatura della notte?
Episodio che funge da collante ed allo stesso tempo “da esca” per il lettore e per il prosieguo della serie. A mio parere è segno di una certa maturità e profondità della testata porre gli eroi protagonisti di fronte a difficili quesiti sulla morale, sul senso delle loro azioni e sulla volontà o debolezza individuale e del gruppo, come ad esempio interrogarsi su quale linea mantenere davanti alla spietatezza e la ferocia che sembra sopraffare il loro amico, inoltre offrendo dialoghi adeguati ed apprezzabili, per lo più azzeccati e mai ridondanti.

Fabio Bartolini con il suo tratto pulito, delineato da neri decisi che valorizzano le figure e l'impostazione che il disegnatore propone, illustra il tormento di Harlan e la sua difficoltà nello scontarsi con Kurjak, fratello di vita e di battaglia, con tavole leggibili e impreziosite dalla cura per il dettaglio.

Da qualche tempo Emil Kurjak, l’unico umano del terzetto di ammazzavampiri, soffre di una brutta tosse. Inoltre un parassita noto come “Pallida Maschera” è stato innestato nel suo corpo per conto dei terribili Grandi Antichi. Che cos'altro gli accadrà? Qual è il nemico di Dampyr dietro a questo diabolico piano ordito alle spese dei nostri eroi?… Ma, soprattutto, Emil Kurjak, soldato tutto d’un pezzo e amico fidato, può schierarsi contro i suoi compagni di sempre? (da sergiobonelli.it)

martedì 26 marzo 2019

Dampyr #228 - La Serva


Non nascondo una leggera delusione alla fine della lettura de “La Serva”, albo numero 228 di Dampyr. Dopo un interessante e stimolante prologo, arricchito da un excursus storico che faceva ben sperare, mi sono trovato in bilico fra sensazioni contrastanti.

Viene introdotto un nuovo nemico, Dorka, la serva della Contessa Bathory, esecutrice di una serie di omicidi che hanno poi reso tristemente celebre la nobile vampira, sanguinaria e crudele. Successivamente la sceneggiatura ci conduce all'attualità, in Ungheria, dove Harlan si trova ad aiutare il detective privato Vilmos Farkas a risolvere una serie di rapimenti e omicidi dietro i quali si nasconde proprio Dorka. Il protagonista, o meglio la voce narrante è proprio il detective ungherese, che dona un sapore noir all'albo, per una storia in buona parte veloce, agile e godibile, nonostante la scelta di affidarsi al testo e meno alle immagini, che non sempre rendono al meglio e riescono ad essere al pari dell'efficacia della scrittura (cosa che per alcuni lettori equivale ad un peccato pressoché imperdonabile).
Quel po' di delusione a cui accennavo risiede nel fatto che anche se l’albo risulta ben dosato nelle sue componenti, bilanciando sequenze dialogate e altre prettamente di azione, come nel finale amaro e indovinato, soffre invece per alcune scelte di caratterizzazione dei personaggi. Farkas è il “solito” ex poliziotto, come molti altri prima di lui retto ed incorruttibile come anche solitario e addolorato, mentre la figura di Dorka, che avrebbe potuto essere molto più trattata e “utilizzata” anche in una storia più lunga, all'interno di una valutazione obiettiva risulta piatta nella sua violenza e nel suo agire, mentre sarebbe stato apprezzabile conoscerla meglio, magari con qualche flashback aggiuntivo, che avrebbe potuto fornire ulteriori dettagli sulla sua vita, il suo passato, le sue vicende.

Molti secoli dopo gli efferati delitti della vampiresca assassina Erszbeth Bathory, la contessa che beveva il sangue delle giovani donne a lei affidate, il detective privato Vilmos Farkas, indagando a Budapest su alcune ragazze rapite, si imbatte in un terzetto di cacciatori di vampiri. Harlan, Kurjak e Tesla stanno dando la caccia alla vera mente e alla vera vampira dietro i leggendari eccessi della Contessa di sangue: Dorka, la serva! (da sergiobonelli.it)

mercoledì 20 febbraio 2019

Dampyr #227 - Pirati!

Mar delle Antille e Pirati per Dampyr n.227. Sceneggiatura lineare, non banale, bensì dinamica e densa d'azione, dove Harlan si trova coinvolto in una faida fra pirati vampiri, una parte dei quali dedita a traffici loschi.
Pirati”, come opportunamente si intitola l'albo, mette quasi in secondo piano i protagonisti della serie, che lasciano spazio e parole ad una fra le figure più affascinanti ed utilizzate nei romanzi e serie d'avventura. Passato e presente si alternano per mettere i predoni dei mari al centro di quella che è di fatto un'avventura di passaggio, volgarmente si direbbe un numero riempitivo, ma che presenta più di un motivo di interesse.

La scrittura, come detto, ma anche i disegni di Simone Delladio, che con tratto pulito ed elegante definisce tavole ricche di particolari, con personaggi sempre ben caratterizzati e dotati di grande espressività. Sicuramente apprezzabile è il fitto tratteggio a trama di tessuto, molto efficace e di impatto nel delineare le ombre e donare il senso di profondità.



Molti anni fa, all’epoca d’oro della pirateria, il Maestro della Notte Akhar Nun condannò una ciurma di pirati a un’eternità di buio e sofferenza, in un vascello sommerso nelle profondità … Cercando i responsabili di morti misteriose tra gli uomini di mare delle Antille, Harlan e soci s’imbattono non solo nei vendicativi non-morti, ma anche nell’equipaggio segreto del loro nemico Akhar Nun… (da sergiobonelli.it)

sabato 29 dicembre 2018

Dampyr #225 - Gli Orrori di Red Hook

Dopo la scorpacciata di colori dello scorso numero, con “Gli Orrori di Red Hook” si torna al bianco e nero. Paolo Raffaelli su soggetto e sceneggiatura di Mauro Boselli presenta un bel lavoro che punta sulle atmosfere e la resa dei passaggi più orrorifici, con un uso sapiente di neri densi e “pesanti”, che caratterizzano la scrittura. Un posto speciale lo rivestono i Grandi Antichi di Lovecraft, uno dei numi tutelari della testata che qui fa la sua apparizione in più di una tavola, mostrando più di un lato della sua personalità oltre che del suo lavoro.


La continuity della serie è rispettata e subisce una certa accelerazione, nonostante l'impianto essenzialmente classico, per Dampyr, dell'episodio. I nodi, o almeno qualcuno dei principali, si avvicinano sempre più al proverbiale pettine. Al lettore rimane il gusto di scoprire come i protagonisti della testata se la caveranno.

Brooklyn, durante il Proibizionismo. Mentre poliziotti e contrabbandieri d’alcool fanno una gran brutta fine inoltrandosi nei docks abbandonati di fronte alla baia di New York, John Angel, l’enigmatico proprietario dell’esclusivo “Club delle Nuvole”, situato al novantesimo piano del Chrysler Building, fa la conoscenza del paranoico scrittore H. P. Lovecraft e dei suoi vividi, orridi sogni, legati al quartiere dove vive poveramente, Red Hook. Anni dopo, Harlan e Kurjak scopriranno che Lovecraft aveva ragione, che innominabili culti si svolgevano davvero nelle viscere di Red Hook, e che, oggi, i seguaci di Kuen Yuin sono tornati! (da sergiobonelli.it)


venerdì 7 dicembre 2018

Dampyr #224 - Il Santo venuto dall'Irlanda



Il Santo venuto dall'Irlanda, numero 224 di Dampyr, ha ben più di una particolarità da godere. È a colori nonostante non sia un albo “a cifra tonda” o celebrativo nel senso più tradizionale in casa Bonelli, è ambientato a Lucca proprio nel periodo di Lucca Comics, ci disegnano quattro fra i più noti ed apprezzati artisti che prestano chine e matite alla serie ed inoltre ospita alcune splendide illustrazioni di nove rappresentanti dell’Artist Playground che si sviluppa ogni anno nell’Area Performance di Lucca.




Scritto da Mauro Boselli, il numero ha inoltre il merito di fondere folklore e leggenda lucchesi con due delle principali linee narrative della serie, facendo incontrare San Frediano, monaco irlandese che divenne vescovo della città, con Taliesin (il dampyr medievale) e facendo ripercuotere gli eventi di tale connubio nella continuity che vede impegnati Harlan e soci.



Emozionanti sia i disegni degli “ospiti” che le tavole del fumetto, anche se
Genzianella, Cropera e Majo, abituati a regalarci ricchi tratteggi, toni di grigio e contrasti di luci e ombre, sembrano un po' penalizzati dal pur splendido ed intenso colore, come se l'intensità del loro tratto fosse poco adatta a tale apporto, al contrario dei disegni di Rubini, il cui segno è esaltato dalla colorazione.





Tra passato e presente, tra l’Irlanda e la Toscana, seguiamo le gesta del principe ramingo Finnian, destinato a diventare vescovo di Lucca con il nome di Frediano. Al suo fianco ha il dampyr Taliesin, che lo aiuta nella lotta contro la Maestra della Notte Vanth. Molti secoli dopo, Harlan, Kurjak e Tesla si troveranno a riallacciare le fila di quella storia in un drammatico confronto nei sotterranei di Lucca. Tredici diversi disegnatori per una storia sospesa tra realtà e fantasia! (da sergiobonelli.it)