martedì 1 settembre 2026

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In una giornata pervasa
dall'odore del fieno,
cerco il sapore
delle tue labbra

Sfioro con le labbra
le foglie dei girasoli
e il muro freddo
color miele.

E quando arriva la notte
lo bevo da sola,
con le labbra appesantite dalla sete
come fragole mature.

(Małgorzata Hillar, da La brocca d'argilla – 1957)


lunedì 31 agosto 2026

Citazioni Cinematografiche n.683

 

Silver: Quando un uomo ha il senso della dignità, non può sfuggire al ricordo dei suoi errori. Bastano cinque minuti per prendere una decisione, ma poi non basta un'intera vita per pentirsene.
Sally: Ma perché ti tormenti così? Tutti vorremmo non aver fatto sbagli.
Silver: Ah, sicuro. Ma non a tutti capita una seconda occasione.

(Cass Silver/Robert Ryan e Sally/Virginia Mayo in “La grande sfida”, di Robert D. Webb - 1956)










giovedì 27 agosto 2026

Cesare Pavese (1908 – 1950)



Cesare Pavese (Santo Stefano Belbo, 9 settembre 1908 – Torino, 27 agosto 1950) 


E Cesare, perduto nella pioggia, 
sta aspettando da sei ore il suo amore, ballerina.
E rimane lì a bagnarsi ancora un po'
E il tram di mezzanotte se ne va
Ma tutto questo Alice non lo sa

(Francesco De Gregori, Alice)



“È morto d’estate. La nostra città, d’estate, è deserta e sembra molto grande, chiara e sonora come una piazza; il cielo è limpido ma non luminoso, di un pallore latteo; il fiume scorre piatto come una strada, senza spirare umidità, né frescura.”

“Non c’era nessuno di noi. Scelse, per morire, un giorno qualunque di quel torrido agosto; e scelse la stanza d’un albergo nei pressi della stazione: volendo morire, nella città che gli apparteneva, come un forestiero.”

(Natalia Ginzburg, Le piccole virtù)



“Pavese si uccise un’estate che non c’era, a Torino, nessuno di noi.”

“Aveva parlato, per anni, di uccidersi. Nessuno gli credette mai. Quando veniva da me e da Leone mangiando ciliegie, e i tedeschi prendevano la Francia, già allora ne parlava.”

“Guardò anche oltre la sua vita, nei nostri giorni futuri, guardò come si sarebbe comportata la gente, nei confronti dei suoi libri e della sua memoria. Guardò oltre la morte, come quelli che amano la vita e non sanno staccarsene, e pur pensando alla morte vanno immaginando non la morte, ma la vita.”

(Natalia Ginzburg, Lessico famigliare)







mercoledì 26 agosto 2026

lunedì 24 agosto 2026

Citazioni Cinematografiche n.682

 

Tom: Ti tengono d'occhio e se tu a loro già vuoi bene hanno bisogno di essere un po' convinti. Hai due settimane per farti accettare.
Grace: Lo fai sembrare come se facessimo un gioco...
Tom: È così, è un gioco. Salvare la tua vita non vale un giochino?
Grace: Che cosa vuoi che faccia?
Tom: Ti secca il lavoro fisico?
Grace: No.
Tom: Dogville ti ha offerto due settimane ora offri tu loro.

(Tom Edison Jr/Paul Bettany e Grace Margaret Mulligan/Nicole Kidman in “Dogville”, di Lars von Trier - 2003)






lunedì 17 agosto 2026

Citazioni Cinematografiche n.681


Harrah: E tu che diavolo ci fai qui?
Thornton: Sto guardando una stella di latta con un ubriaco attaccato.

(J.P. Harrah/Robert Mitchum e Cole Thornton/John Wayne in “El Dorado”, di Howard Hawks – 1966) 





venerdì 14 agosto 2026

L'uomo è ciò che mangia #15

 

L'uomo è ciò che mangia/Der Mensch ist, was er isst.

(Ludwig Feuerbach)


Kenneth Choi in “The Wolf of Wall Street”, di Martin Scorsese - 2013




giovedì 13 agosto 2026

Quell'estate

 

Ernst Ludwig Kirchner, Davos in estate - 1925




Qualche volta pensava che quell'estate non sarebbe finita più, e insieme che bisognava far presto a godersela perché, cambiando la stagione, qualcosa doveva succedere.

(La bella estate, Cesare Pavese)




lunedì 10 agosto 2026

Citazioni Cinematografiche n.680

 

Sam: Vuole che saliamo sull'auto.
Mikaela: Per andare dove?
Sam: Fra cinquant'anni, quando ci ripenserai, non vuoi poterti dire sono salita su quell'auto?

(Sam Witwicky/Shia LaBeouf e Mikaela Banes/Megan Fox in “Transformers”, di Michael Bay - 2007)






venerdì 7 agosto 2026

L'uomo è ciò che mangia #14


L'uomo è ciò che mangia/Der Mensch ist, was er isst.

(Ludwig Feuerbach) 


Gianni Cavina in “La rivincita di Natale”, di Pupi Avati - 2004



mercoledì 5 agosto 2026

martedì 4 agosto 2026

Squali al cinema

In torride giornate d'estate in molti cercano momentaneo refrigerio al mare, magari facendo un bagno. Ma siamo certi che non ci sia pericolo?
E se all'orizzonte comparisse una pinna, sinistro presagio di un destino da compiersi?
Squali al cinema: un capolavoro ed i tentativi di imitarlo!




LO SQUALO (di Steven Spielberg – 1975)

Il primo film di grande successo diretto da Steven Spielberg, un misto di horror, thriller, spettacolarità e suggestione, per molti giustamente considerato un cult.

I tre protagonisti e lo squalo insieme funzionano alla perfezione, esaltando una scrittura già eccezionale. Centrale, a mio parere, è il dato che il film rappresenti un evidente ed affascinante punto di (ri)partenza del grande romanzo della lotta dell’uomo contro la natura. Brody, Quint e Hooper – il borghese metropolitano, il vecchio lupo di mare proletario e il biologo miliardario – sono, uni e trini, degli Achab post-moderni alla disperata caccia della loro Moby Dick, la Bestia appunto.


Ci ha regalato una delle frasi più iconiche del Cinema (“Ci serve una barca più grossa”) ed il monologo di Quint che sa, allo stesso tempo, far ghiacciare il sangue nelle vene e solleticare la sardonica anarchia che risiede nell'intimo di ogni uomo libero. Come se non bastasse, la scrittura è talmente magistrale e azzeccata che il film risulta diviso in maniera lineare in due segmenti precisi e tra loro antitetici, il primo sulla terraferma (lo squalo a caccia di bagnanti) e il secondo in mare aperto (i tre uomini alla caccia del predatore).

Perfetto!




LO SQUALO 2 (di Jeannot Szwarc – 1978)

Primo dei tre seguiti, è l'unico tollerabile. Rimane solo un componente del precedente, apprezzabile ed opportuno, trio (o quartetto?) di protagonisti e nella prima parte il film gareggia con quello di Spielberg per ritmo, capacità di emozionare e padronanza dello script e delle sequenze. Successivamente, diventa un gioco a nascondino tra ragazzi che urlano e piangono sulle barche, lo squalo e lo sceriffo appena licenziato che lo insegue. Ad ogni modo, godibile e con un finale che può risultare avvincente, anche se la maggior parte degli ingredienti risulta una stanca riproposizione del lungometraggio da cui tutto partì.

Si può guardare.




LO SQUALO 3 (di Joe Alves– 1983)

Come il titolo fa intuire, terzo squalo della serie. Che guaio!

Dialoghi assolutamente terribili, umorismo involontario, trama al limite dell'inverosimile, personaggi dello stesso spessore della carta velina e rilevanza di uno starnuto in un tornado contribuiscono a rendere il film un'esperienza deprimente.

Rimane quello che sembra un sottomarino, al centro di un film dove ragazzi terrorizzati urlano a squarciagola e a ripetizione: “Lo squalooooo!!!”.

Assurdo, balordo e irritante.



LO SQUALO 4 – LA VENDETTA (Joseph Sargent – 1987)

A volte si pensa che, dopo una schifezza, non si possa fare di peggio. Invece non solo ci hanno provato, ma ci sono riusciti, per quello che, a conti fatti, è un esempio d’imbecillità premeditata. Manca del tutto la tensione, l'inquietudine che si prova ha origine dalla ciarlataneria dei dialoghi e dalle facce dei protagonisti, che provano a recitare ma non ci credono neanche per un attimo.


Michael Caine dichiarò: “Uno dei film più brutti che ho fatto è stato Lo squalo 4, anche se avevo solo una piccola parte. Sono stato pagato un milione di dollari per circa due settimane di lavoro, e con quei soldi ho comprato la casa a mia madre. Qualcuno mi aveva detto di aver visto Lo squalo 4 e che era terribile, io gli ho risposto che non l'avevo nemmeno visto, ma ho visto la casa che ha comprato a mia madre, ed è bellissima.”

Ringraziamo tutte le divinità, di terra, di mare e dell'aria che a nessuno più sia venuto in mente (finora) di fare un ulteriore sequel!





lunedì 3 agosto 2026

Citazioni Cinematografiche n.679

 

Julienne: Tu sei Michael, sei in un famoso ristorante francese e ordini creme brulè come dessert: è bella a vedersi, è dolce, è insopportabilmente perfetta. All'improvviso Michael si rende conto che non "vuole" la creme brulè... no, vuole un'altra cosa.
Kim: E che cosa vuole invece?
Julienne: Gelatina...
Kim: Gelatina?! Perché la gelatina?
Julienne: Perché è più di suo gusto la gelatina! La gelatina risponde di più ai sui gusti, capisco che in confronto alla creme brulè è solo gelatina, ma probabilmente è quella che ci vuole per lui.
Kim: Posso diventare gelatina!
Julienne: No, la creme brulè non sarà mai gelatina, tu non potrai mai essere gelatina!
Kim: Devo diventare gelatina!
Julienne: Tu non diventerai mai gelatina!

(Julianne Potter/Julia Roberts e Kimberly Wallace/Cameron Diaz in “Il matrimonio del mio migliore amico”, di P.J. Hogan - 1997)





venerdì 31 luglio 2026

L'uomo è ciò che mangia #13

 

L'uomo è ciò che mangia/Der Mensch ist, was er isst.

(Ludwig Feuerbach)


Laura Morante in “Turné”, di Gabriele Salvatores - 1990




lunedì 27 luglio 2026

Citazioni Cinematografiche n.678


Wolverine: Allora, mi risveglio nel mio corpo più giovane Dio sa dove, e poi?
Professor X: Dovrai andare a casa mia e trovarmi, convincermi di tutto questo.
Wolverine: Non potrebbe leggermi nel pensiero?
Professor X: Non avevo i miei poteri nel 1973. Logan, tu dovrai fare per me ciò che una volta io ho fatto per te! Insegnami, guidami, ero un uomo diverso all'epoca. Dovrai avere pazienza con me.
Wolverine: La pazienza non è il mio forte...
Magneto: Avrai bisogno anche di me.
Wolverine: Che cosa?
Magneto: Dopo che Mystica ha lasciato Charles è venuta con me. E io l'ho messa su una strada pericolosa... Una strada più oscura. Serviremo entrambi fianco a fianco nel periodo in cui eravamo più distanti.
Wolverine: ...Fantastico. E a te dove ti trovo?
Magneto: Oh, è complicato.

(Wolverine/Hugh Jackman, Professor X/Patrick Stewart e Magneto/Ian McKellen in “X-Men - Giorni di un futuro passato”, di Bryan Singer - 2014) 





venerdì 24 luglio 2026

L'uomo è ciò che mangia #12

 

L'uomo è ciò che mangia/Der Mensch ist, was er isst.

(Ludwig Feuerbach)



Aldo Fabrizi in “C'eravamo tanto amati”, di Ettore Scola - 1974



mercoledì 22 luglio 2026

Estate #5

 

John Constable (1776-1837), Sera d’estate con tempesta di nuvole


La Finlandia intera entrava nella stagione estiva. Le acque si erano liberate, gli umani risvegliati. Il sole splendeva raggiante, una brezza leggera turbinava nell’aria. Dalle parti di Lestijärvi, in campagna, una madre di famiglia sfornava brioche alla cannella, a Kokkola, sulla costa, un automobilista ubriaco provocava un incidente mortale. Insomma, era cominciata l’estate.

(“Lo smemorato di Tapiola”, di Arto Paasilinna, Iperborea - Trad. Helinä Kangas e Antonio Maiorca)





lunedì 20 luglio 2026

Citazioni Cinematografiche n.677

 

Per l'uomo di Neanderthal il suo cugino mutante, l'Homo sapiens, era un'aberrazione. La coabitazione pacifica, se mai ci fu, ebbe vita breve: i ritrovamenti indicano senza eccezione che all'arrivo della specie umana mutata in qualsiasi regione è seguita l'immediata estinzione del parente meno evoluto. 

(Charles Xavier/James McAvoy in “X-Men – L'inizio”, di Matthew Vaughn - 2011)






domenica 19 luglio 2026

Quell'ora della sera

 



"Era quell'ora della sera che riempie il cielo di rondini e l'aria della luce di un altro tempo, quella luce che ti colma il cuore di felicità e di paura insieme e ti fa credere possibile che una finestra si apra in alto a destra da qualche parte dietro le tue spalle e una madre ancora giovane e bella si affacci per gridare il tuo nome e chiamarti a cena."

(Fabrizio Silei, "Trappola per volpi" - Giunti, 2019)


René Magritte - L'impero delle luci 




venerdì 17 luglio 2026

L'uomo è ciò che mangia #11


L'uomo è ciò che mangia/Der Mensch ist, was er isst.

(Ludwig Feuerbach)


Elena Anaya in “Lucía y el sexo”, di Julio Medem - 2001


 

mercoledì 15 luglio 2026

Estate #4

 

Caspar David Friedrich, Estate, 1807 - Neue Pinakothek, Monaco


Chiunque tu sia, siedi all’ombra di questo florido alloro,
bevi nel tempo giusto la dolce acqua del rivo,
sì che alle membra ansanti per la calura d’estate
tu dia ristoro, offrendole al soffio dello Zefiro.
(Anite di Tegea, Antologia Palatina, IX, 313)