L'uomo è ciò che mangia/Der Mensch ist, was er isst.
(Ludwig Feuerbach)
Elena Anaya in “Lucía y el sexo”, di Julio Medem - 2001
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L'uomo è ciò che mangia/Der Mensch ist, was er isst.
(Ludwig Feuerbach)
Elena Anaya in “Lucía y el sexo”, di Julio Medem - 2001
Caspar David Friedrich, Estate, 1807 - Neue Pinakothek, Monaco
“Il mio corpo può essere un lavoro in corso, ma non c'è niente di sbagliato nella mia anima.”
(Sabrina "Bree" Osbourne/Felicity Huffman in “Transamerica”, di Duncan Tucker – 2005)
“La promessa“, sesto libro della serie dedicata alla Sezione Q capitanata da Carl Mørck, ci porta su una delle isole della Danimarca, Bornholm.
In pratica il simpatico ed accattivante, quanto anomalo, trio formato dall’ispettore Mørck, da Rose e Assad, opera in trasferta e si trova alle prese con un caso complesso, che li porterà a confrontarsi con una setta, in cui non mancano un santone, riti, litanie, adepti ingenui ed altri disposti a tutto in nome delle proprie convinzioni o dei desideri dei singoli.
Ricordiamo che la Sezione Q si occupa di casi irrisolti, di cold case rimasti per anni in archivio. Si parte da un fatto tragico, il suicidio dell’ispettore Christian Habersaat, che opera a Bornholm, la più orientale delle isole danesi e che da diciassette anni indaga sulla misteriosa morte di una ragazza. Poco prima del tragico gesto, Habersaat aveva contattato proprio Mørck, che si troverà quindi in una indagine che lo opporrà a personaggi potenti e manipolatori, pronti ad ogni tipo di azione pur di difendere i loro interessi e impedire che la verità venga a galla.
Un elemento originale e che mi ha coinvolto è la scelta di far divenire l'isola di Bornholm un vero e proprio personaggio. I suoi prati, le coste, le atmosfere e le leggende narrate o anche solo evocate rendono l'ambientazione un tassello importante della storia e della scrittura. Un ulteriore punto di forza, insieme all'indagine vera e propria che comunque non evita qualche lentezza, è l'analisi dei meccanismi che portano un leader carismatico ad ottenere potere ed influenza su persone fragili o anche solo sprovvedute, così come la riflessione su quanto un individuo è disposto a fare per ottenere ciò che ritiene sia suo di diritto. Qui non mancano passaggi perturbanti ed una certa tensione al limite del l'inquietudine.
Jussi Adler-Olsen, come una certa tradizione nordica, ci offre insomma un buon thriller che si concentra anche sull'indagine psicologica e non teme di avvicinarsi a temi e ambienti dal fascino pericoloso.
La consueta pennichella mattutina di Carl Mørck nel seminterrato della centrale di polizia di Copenaghen viene bruscamente interrotta dalla telefonata di un collega di Bornholm, la più orientale delle isole danesi. L’ispettore Mørck è riluttante ad accollarsi un nuovo caso, ma quando, poche ore dopo, Habersaat muore in circostanze drammatiche, si sente in dovere di precipitarsi a Bornholm insieme ai suoi due stravaganti assistenti, Rose e Assad. Tra sette esoteriche, guru carismatici e ragazze troppo ingenue, la Sezione Q al completo dovrà indagare su personaggi dalla volontà d’acciaio e dalle incredibili doti manipolatorie, disposti a tutto pur di raggiungere i loro fini e difendere i loro interessi. (da marsilioeditori.it)
Peter Paul Rubens, estate, 1620 ca. - Castello di Windsor
Sì, vivo in un castello, Tony. Da solo! E i ricchi bianchi mi pagano per suonare il piano solo per sentirsi colti. Ma una volta sceso dal palco, torno ad essere un negro come tutti gli altri per loro. Perché questa è la loro cultura. La mia gente mi evita, facendomi sprofondare nella solitudine perché io non gli somiglio! E se non sono abbastanza nero e non sono abbastanza bianco, e non sono abbastanza uomo, dimmelo tu Tony, cosa sono?!
(Don Shirley/Mahershala Ali in “Green Book”, di Peter Farrelly – 2018)
L'uomo è ciò che mangia/Der Mensch ist, was er isst.
(Ludwig Feuerbach)
Maggie Cheung in “In the Mood for Love”, di Wong Kar-wai - 2000
(Giuseppe Arcimboldo, Figura seduta dell’Estate - 1573)
Faceva un caldo enorme, il piccolo ventilatore che mi ero portato non dava nessun refrigerio, la città sembrava morta.
(Antonio Tabucchi, Il gioco del rovescio)
L'uomo è ciò che mangia/Der Mensch ist, was er isst.
(Ludwig Feuerbach)
da “Julie & Julia”, di Nora Ephron - 2009
(Pieter Bruegel il Vecchio, I mietitori, 1565 - MET museum, New York)
Questo clima che ci infligge sei mesi di febbre a quaranta gradi. Li conti, Chevalley, li conti: Maggio, Giugno, Luglio, Agosto, Settembre, Ottobre; sei volte trenta giorni di sole a strapiombo sulle teste; questa nostra estate lunga e tetra quanto l’inverno russo e contro la quale si lotta con minor successo; Lei non lo sa ancora, ma da noi si può dire che nevica fuoco, come sulle città maledette della Bibbia; in ognuno di quei mesi se un Siciliano lavorasse sul serio spenderebbe l’energia che dovrebbe essere sufficiente per tre.
(Giuseppe Tomasi di Lampedusa, Il Gattopardo)
Figlio, se hai una spada nel cuore, devi strapparla e adoperarla. Ma non v'è spada nel mio cuore: nessuno è mio nemico.
(Giona Birdwell/Gary Cooper in “La legge del Signore”, di William Wyler – 1956)
Ma è possibile che tutte le volte che muore un gatto tu mi cucini il coniglio?!?
(Artemio/Renato Pozzetto in “Il ragazzo di campagna”, di Franco Castellano e Giuseppe Moccia – 1984)
L'uomo è ciò che mangia/Der Mensch ist, was er isst.
(Ludwig Feuerbach)
Christian De Sica in “Vacanze di Natale”, di Carlo Vanzina - 1983 |
Sai, dicono che la fortuna è superstizione... No, non è superstizione: lo sai che cos'è? La fortuna è un'arte, un'arte che io ho.
(Dave Conway/Glenn Ford in “Angeli con la pistola”, di Frank Capra - 1961)
Sapevo che sarebbe tornato. Da me ritornano tutti.
(Lola/Marlene Dietrich in “L'angelo azzurro”, di Josef von Sternberg – 1930)
Colin Smith: La corsa è sempre stata una cosa importante nella nostra famiglia, soprattutto scappare dalla polizia. È difficile da capire. Tutto quello che so è che devi correre, correre senza sapere perché, attraverso campi e boschi. E il traguardo non è la fine, anche se la folla impazzita si sta scatenando in un'ovazione. Ecco cosa si prova nella solitudine di un maratoneta.
(Colin Smith/Tom Courtenay in “Gioventù, amore e rabbia”, di Tony Richardson – 1962)
Non fuggire mattino
trattieni le tue creature alate
potrai ancora girarti e rigirarti nel tempo
fermati per me primavera nel mezzo di una
piroetta di luce
e vibra un istante tra le sfumature del verde.
Prolunga a non finire per me crepuscolo la tua eternità
non affrettarti maggio
rimani intatto mio amore
oh anni – quando potrò godere di voi.
Passa la vita come la notte: in un lampo
passa la terra in una frazione di raggio.
(Urszula Kozioł, da “Il taccuino”, PIW 2023 – trad. Raffaella Belletti)