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martedì 27 gennaio 2026

27 Gennaio - Giorno della Memoria

 


“In due millenni si sono mai visti casi in cui siano stati la libertà e l’amore per l’uomo a impiegare l’antisemitismo quale strumento della propria battaglia? A me non risulta. L’antisemitismo del quotidiano è un antisemitismo non cruento. È la prova che al mondo esistono idioti, invidiosi e falliti. Nei paesi democratici può insorgere un antisemitismo di natura sociale, che si manifesta negli organi di stampa appartenenti a gruppi reazionari, nell’operato di quegli stessi gruppi (per esempio nel boicottaggio della manodopera o delle mercanzie ebraiche) e in un sistema religioso o ideologico reazionario. Nei paesi totalitari, dove la società civile non esiste, può svilupparsi solo un antisemitismo di Stato. L’antisemitismo di Stato è la prova che lo Stato si serve di idioti, reazionari e falliti, che sfrutta l’ignoranza dei superstiziosi e il rancore di chi ha fame. Al suo primo stadio un tale antisemitismo è discriminatorio: lo Stato permette agli ebrei di vivere solo in determinati luoghi e di svolgere determinate professioni, vieta loro di occupare posizioni di rilievo, di frequentare le università, di ottenere titoli accademici e via dicendo. Dopo di che passa allo sterminio. In epoche in cui le forze reazionarie di tutto il mondo si scontrano – a loro fatale detrimento – con le forze della libertà, l’antisemitismo si fa ideologia di Stato e di partito. Così è successo nel XX secolo, l’era del nazismo.”

(da "Vita e Destino", di Vasilij Grossman - trad. Claudia Zonghetti)










mercoledì 8 ottobre 2025

Fiume

 


Il fiume modella le sponde e le sponde guidano il fiume.

(Gregory Bateson in “Verso un'ecologia della mente” - trad. Giuseppe Longo - 1976)






giovedì 3 luglio 2025

Il Ballo - Irène Némirovsky

 

Titolo: Il Ballo
Autore: Irène Némirovsky
Traduttore: Margherita Belardetti
Editore: Adelphi - Piccola Biblioteca Adelphi - 2005



L'intera opera di Irène Némirovsky verte su precisi argomenti e nuclei tematici, due dei quali sono magistralmente contenuti in questo folgorante racconto breve.

Il Ballo, scritto nel 1928 e pubblicato la prima volta nel 1930, presenta personaggi e temi narrativi, quali l'attacco alla classe sociale alla quale la stessa Némirovsky apparteneva e l'impietosa analisi dei rapporti familiari, fra madre e figlia in particolare, che successivamente verranno riproposti anche in romanzi e altri racconti.

In poche decine di pagine, di abrasiva concisione e con un meticoloso lavoro di analisi e rappresentazione, l'autrice costruisce la storia di una vendetta, che mostra, allo stesso tempo, la violenza e la crudeltà che si insinua nei rapporti affettivi e l'ipocrisia e la volgarità di quanti, durante gli anni successivi al primo grande conflitto mondiale, si sono arricchiti con metodi e comportamenti deprecabili agli occhi della Némirovsky, entrando così a far parte della “nuova borghesia” postbellica.


Questi nuovi ricchi, finemente caratterizzati nella loro grossolanità rampante, desiderano arrivare al culmine dell'agognata ascesa sociale. Genitori di una quattordicenne a suo modo ancora non intaccata dagli spasimi del padre e dichiarata antagonista della madre, intendono organizzare una serata in cui invitare tutte le persone “che contano”.

Il ballo, di cui con maestria la Némirovsky descrive la preparazione, scandagliando con ferocia non priva di ironia l'idea di raffinatezza e di stile degli “arricchiti”, diviene per la giovane ragazza, figlia relegata a ruolo marginale e quasi infantile dalla madre che ne limita il desiderio di vita per non subirne la concorrenza in tema di affetto e visibilità sociale, occasione di vendetta.

Una serata che diviene danza grottesca e a tratti macabra, con la giovane che di fronte alle lacrime materne ed alla bruciante umiliazione procuratagli, compie un sadico passaggio all'età adulta, appropriandosi di un potere sottratto ai genitori e ormai segnata e condannata ai tratti tipici di una classe sociale. Classe sociale che viene dipinta nelle pagine del libro come instabile, a dispetto di quanto ottenuto e di quanto ritiene di possedere. Una classe sociale che crede unicamente nel denaro, solo ed unico valore, divinità pagana che diviene strumento di compravendita.


Inoltre ne “Il Ballo” si intuisce l'avanzare di un'epoca terribile e violenta, in cui le vecchie disuguaglianze di classe muteranno di aspetto. Al senso di responsabilità sociale ed alla visione etica della società europea, propria di una borghesia illuminata, si sostituirà l'assenza di scrupoli, la greve grossolanità dei “nuovi ricchi”, poveri di ethos e di visione prospettica di una relazione sociale, dotati di sordida assenza di scrupoli. Una società a cavallo fra le due grandi guerre che diviene essa stessa territorio di guerra, in cui a primeggiare sono gli individui peggiori, in ogni senso e sotto ogni profilo. Analisi che l'autrice presenta con una narrazione perfettamente calibrata e che inserisce ogni elemento come in un oliato e magnifico ingranaggio capace di nascondere i propri componenti meccanici e mostrare un brillante risultato.




sabato 19 agosto 2023

Un'illusione

 


Quando una persona soffre di un'illusione, si chiama pazzia.
Quando molte persone soffrono di un'illusione, si chiama Religione.
(Robert M. Pirsig, “Lo Zen e l'arte della manutenzione della motocicletta”, trad. Delfina Vezzoli)




sabato 17 giugno 2023

La propria strada, la propria vita

 


"Quando le persone muoiono, non possono essere rimpiazzate. Lasciano dei buchi che non possono essere riempiti, perché è destino di ogni essere umano - destino genetico e neurale - quello di essere un individuo unico, di trovare la propria strada, di vivere la propria vita, di morire la propria morte".

(Oliver Sacks, "Gratitudine", trad. Isabella C. Blum)



domenica 5 febbraio 2023

Mese per le vergini e martiri

 


I preti non ci raccontano mai di vergini e martiri come sant’Agata, 5 febbraio. Febbraio è un mese forte per le vergini e martiri. Sia come sia, i pagani di Sicilia ordinarono a sant’Agata di rinunciare alla sua fede in Gesù e come tutte le vergini e martiri lei rispose: manco per sogno. Loro la torturarono, la stirarono sulla ruota, le lacerarono i fianchi con gli uncini di ferro, la bruciarono con le torce fiammeggianti ma lei seguitava a ripetere: manco per sogno, non rinnegherò Nostro Signore. Le schiacciarono i seni e glieli tagliarono dopodiché la fecero rotolare sui carboni ardenti. A questo punto però lei non ne poté più e allora spirò lodando Dio.”

(da “Le ceneri di Angela”, di Frank McCourt – trad. Claudia Valeria Letizia)




giovedì 22 dicembre 2022

La gente

 


La gente può fare a meno di tante cose; il problema è che non riesce a non andare a comprarle.”

Nudi e crudi, di Alan Bennet – trad. Giulia Arborio Mella e Claudia Valeria Letizia




domenica 14 agosto 2022

Sopravvissuto

 



Sono sopravvissuto alla scarlattina, agli orecchioni, a due rapine a mano armata, alle piattole, all’estrazione di tutti i denti, a un’operazione all’anca, a un processo per omicidio e a tre mogli.”

(da “La versione di Barney”, di Mordecai Richler – trad. Matteo Codignola)




martedì 9 agosto 2022

Attenzione professionale

 


"La Mouravine lo guardava con l'attenzione professionale, gelida e penetrante degli usurai, degli avvocati, dei medici, di tutti quelli che vivono a spese degli altri."

(da "Il signore delle anime", di Irène Némirovsky - trad. Marina Di Leo)




venerdì 22 luglio 2022

Incipit 82/100

L'idea dell'eterno ritorno è misteriosa e con essa Nietzsche ha messo molti filosofi nell'imbarazzo: pensare che un giorno ogni cosa si ripeterà così come l'abbiamo già vissuta, e che anche questa ripetizione debba ripetersi all'infinito! Che significato ha questo folle mito? ”

(L'insostenibile leggerezza dell'essere, di Milan Kundera – trad. Giuseppe Dierna) 







venerdì 10 giugno 2022

Incipit 76/100

La posta giaceva sul tavolo della prima colazione. Una notevole pila di lettere, perché avendo Leonida da poco festeggiato il suo cinquantesimo compleanno, arrivavano ancora ogni giorno gli auguri dei ritardatari. Leonida si chiamava proprio Leonida. Per quel nome opprimente non meno che eroico poteva dir grazie a suo padre, che a parte eredità, da povero insegnante di ginnasio qual era, non gli aveva lasciato altro che un'intera collezione di classici greci e latini, nonché dieci annate dei “Tűbinger altphilologische Studien”. Per fortuna il troppo solenne Leonida si lasciava facilmente trasformare nel più agile e semplice Leo. Così lo chiamavano i suoi amici, e Amelie lo aveva sempre e soltanto chiamato Leon. Lo fece anche adesso, mentre con la sua voce scura accentuava la seconda sillaba di León in un acuto strascicato e melodioso.

(Una scrittura femminile azzurro pallido, di Franz Werfel – trad. Renata Colorni)




venerdì 27 maggio 2022

Incipit 74/100

All'amministratore Rudkowski della tenuta dei Łubieński a Grochów, ove regnava penuria di personale, doveva essere presentata una nuova serva. Uscendo dal suo ufficio accompagnato da una donna che reggeva un lume e affacciandosi nell'ingresso dell'edificio dell'amministrazione, vi trovò il fattore Hartlieb, che subito si profuse in inchini, e accanto a lui, con una pelliccia di pecora addosso, un fazzoletto in testa e un fagotto nella mano, stava una giovane donna con un bell'incarnato, sopracciglia scure e occhi grigi.

(Avventure di un giovane ufficiale in Polonia, di Alexander Lernet-Holenia – trad. Elisabetta Dell'Anna Ciancia)








venerdì 20 maggio 2022

Incipit 73/100

I tedeschi sono entrati in Moravia. Sono arrivati a cavallo, in macchina, in motocicletta, in camion ma anche in carrozza, seguiti da unità di fanteria e da colonne di rifornimento, poi da qualche semicingolato di piccola taglia e poco altro. È ancora presto per vedere i garndi Panzer Tiger e Panther guidati da carristi in divisa nera, colore che si rivelerà assai pratico per nascondere le macchie d'olio. Alcuni Messerschmitt monomotore da ricognizione di tipo Taifun sorvolano l'operazione, ma hanno solo il compito di assicurarsi dall'alto che tutto fili liscio, non sono neanche armati. È soltanto una piccola invasione lampo senza scosse, una piccola annessione senza tante storie, per ora non è la guerra vera e propria. Diciamo che i tedeschi arrivano e si insediano, tutto qua.”

(Correre, di Jean Echenoz – trad. Giorgio Pinotti)




venerdì 29 aprile 2022

Incipit 70/100

Buzi è un nome, il vezzeggiativo di Ester-Libe: Libuzi – Buzi. Lei è più grande di me di un anno, forse di due, e insieme non arriviamo neanche a venti. Adesso fate un po' il calcolo: quanti anni ho io, e quanti ne ha lei? Ma questo, credo, non è importante. Vi racconterò piuttosto in due parole la sua storia.”

(Cantico dei Cantici, di Sholem Aleykhem – trad. Anna Linda Callow e Claudia Rosenzweig)





venerdì 22 aprile 2022

Incipit 69/100

Casa Ransome era stata svaligiata. “Rapinata” disse Mrs Ransome. “Svaligiata” la corresse il marito. Le rapine si fanno in banca; una casa si svaligia. Mr Ransome era avvocato e riteneva che le parole avessero la loro importanza. Anche se in questo caso era difficile trovare un termine preciso. Di solito un ladro sceglie, fa una cernita, prende un oggetto e ne lascia altri. C'è un limite a ciò che riesce a far sparire: per esempio, è raro che porti via una poltrona, ancor più raro un divano. Questi ladri, però, l'avevano fatto. Avevano preso tutto.”

(Nudi e Crudi, di Alan Bennet – trad. Giulia Arborio Mella e Claudia Valeria Letizia)










venerdì 4 marzo 2022

Incipit 62/100

Ti ho fatto male?”.

No”.

Ce l'hai con me?”.

No”.

Era vero. In quel momento tutto era vero, perché viveva ogni cosa così come veniva, senza chiedersi niente, senza cercare di capire, senza neppure sospettare che un giorno ci sarebbe stato qualcosa da capire. E non solo tutto era vero, ma era anche reale: lui, la camera, Andrée ancora distesa sul letto sfatto, nuda, con le gambe divaricate e la macchia scura del sesso da cui colava un filo di sperma.

(La Camera Azzurra, di Georges Simenon – trad. Marina Di Leo)




venerdì 4 febbraio 2022

Incipit 58/100

Sarà dura, pensavano i parigini. Aria di primavera. Una notte di guerra, l'allarme. Ma la notte svanisce, la guerra è lontana. Quelli che non dormivano, i malati nei loro letti, le madri con un figlio al fronte, le donne innamorate con gli occhi sciupati dal pianto, sentivano il primo soffio della sirena, ancora solo un ansito profondo simile al sospiro che esce da un petto oppresso. In pochi istanti il cielo tutto si sarebbe riempito di clamori. Che venivano da lontano, dall'estrema linea dell'orizzonte – senza fretta si sarebbe detto. Quelli che dormivano sognavano il mare che spinge davanti a sé i ciottoli e le onde, la tempesta di marzo che scuote la foresta, una mandria di buoi che galoppano pesanti facendo tremare il suolo con gli zoccoli; ma il sogno finiva e socchiudendo appena gli occhi gli uomini mormoravano: ' è l'allarme?'. ”

(Suite Francese, di Irène Némirovsky – trad. Laura Frausin Guarino)




venerdì 24 dicembre 2021

Incipit 52/100

La nebbia copriva la terra. Il bagliore dei fanali delle automobili rimbalzava sui fili dell'alta tensione che correvano lungo la strada. Non aveva piovuto, ma all'alba il terreno era umido e, quando si accendeva il semaforo, sull'asfalto bagnato si spandeva un alone rossastro. Il respiro del lager si percepiva a chilometri di distanza – lì convergevano i fili della luce, sempre più fitti, la strada e la ferrovia. Era uno spazio riempito di linee rette, uno spazio di rettangoli e parallelogrammi che fendevano la terra, il cielo d'autunno, la nebbia. Sirene lontane – un ululato lungo e sommesso.”

(Vita e Destino, di Vasilij Grossman – trad. Claudia Zonghetti)




venerdì 26 novembre 2021

Incipit 48/100

“Davvero, Else, non vuoi più giocare?. - No, Paul, non me la sento più. Ciao. - arrivederla, signora Mohr. - Else, la prego, mi chiami: signora Cissy. - O, meglio ancora, semplicemente: Cissy. - Arrivederci, signora Cissy. - Ma Else, come mai se ne va così presto? Abbiamo ancora due ore buone prima del dinner. - Faccia pure il suo single con Paul, signora Cissy. Oggi con me non c'è proprio da divertirsi. La lasci stare, signora Mohr, è sgarbata oggi, si è svegliata male. A proposito, Else, lo sai che il malgarbo ti sta d'incanto? E più ancora il rosso del tuo sweater. - Ti auguro di trovar maggior grazia nel blu. Ciao, Paul.”

(La signorina Else, di Arthur Schnitzler – trad. Renata Colorni)