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domenica 21 ottobre 2018

Dampyr #223 - Cuba Libre!

Sono stato “rimproverato” di pubblicare troppi post sulle uscite mensili di Dampyr. Ho replicato al bonario appunto che al massimo sono uno, appunto, al mese, oppure due se è il periodo dello “speciale” annuale (in edicola in questi giorni e che promette bene). Ma forse è solo un invito a dedicare attenzione anche ad altri fumetti e temi. Vedrò di fare tesoro del suggerimento.



Per il momento però impegno qualche riga per il numero dampyriano 223 “Cuba Libre!”.
Probabilmente non è sufficiente far fare ad Harlan Tesla e Kurjak un viaggio ai Caraibi ed inserire in alcune tavole Che Guevara e Fidel Castro per trasmettere al lettore un ambiente ed una condizione sociale ed ambientale. Se però i disegni di Dario Diotti sono ricchi di particolari, densi nei dettagli senza perderne in chiarezza e pulizia, allora la questione si fa interessante. La sua resa degli scorci de L'Havana è emozionante, la cura nella rappresentazione degli ambienti naturali e nelle fisionomie dei personaggi storici è tra le migliori nella serie. 


Ancora migliore è il risultato quando la sceneggiatura di Luigi Mignacco, dopo una non banale e anche utile premessa storica, offre un nuovo antagonista per Harlan e soci, non dimenticandosi di attingere a piene mani dalle tradizioni cubane, fatte di musica creola, santeria, credenze cultutrali e politico-sociali, mescolanze di eventi storici e leggende.


Il nuovo Maestro della Notte, Huracàn, non gode di un adeguato approfondimento, tale da rivelarne per il momento precise caratteristiche, strategie ed obiettivi, forse penalizzato dalla scelta narrativa di optare per uno sviluppo tutto sommato lineare della trama e degli eventi, ma poiché è stato solo temporaneamente sconfitto dai nostri eroi, possiamo legittimamente aspettarci che tornerà ad incrociare i loro destini.

Non un albo memorabile, ma testimone della buona qualità, del costantemente apprezzabile livello della serie, che perciò continua a piacermi e donarmi buoni momenti di lettura e di riflessione.




Quando i conquistadores raggiunsero l’isola, ancora prima che si chiamasse Cuba, trovarono un misterioso e antico padrone, venerato come il dio uragano dagli indigeni. Da allora questo potente Maestro delle Tenebre comanda nell’ombra e, sia i rivoluzionari di Ernesto “Che” Guevara, che il Dampyr e i suoi pards devono fare i conti con la furia di Huracán! (da sergiobonelli.it)

sabato 16 marzo 2013

Cosa volevo dirle?




Una sera estiva, in occasione di una cena con amici e colleghi, ho incontrato una ragazza che due anni prima mi aveva catturato a sé e poi fatto soffrire.

Qualche scambio di convenevoli, un mio sorriso un po’ tirato e poi più sciolto, frasi leggere ed una cortesia non nuova, sincera, una sensazione che sfiorava le mie guance e rendeva inquieto lo sgabello su cui sedevo.

A conclusione di battute e frasi rivolte l’una all’altro, come commiato a lei che si volgeva verso altri luoghi, in cerca di abbracci e baci non più miei, ho preso a prestito alcune parole del CHE e le ho detto: “vedi … (nome della suddetta ragazza) io andrò così lontano che il ricordo muoia disperso tra le pietre della strada. Ma sappi che continuerò ad essere lo stesso pellegrino, con dentro la pena e fuori il sorriso”.

Chissà se si ricorda. Chissà se ha capito cosa le ho detto.

Ma poi, io cosa volevo dirle? (alla stronza!)