(Edward Hopper, Summertime - 1943)
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"Era quell'ora della sera che riempie il cielo di rondini e l'aria della luce di un altro tempo, quella luce che ti colma il cuore di felicità e di paura insieme e ti fa credere possibile che una finestra si apra in alto a destra da qualche parte dietro le tue spalle e una madre ancora giovane e bella si affacci per gridare il tuo nome e chiamarti a cena."
(Fabrizio Silei, "Trappola per volpi" - Giunti, 2019)
René Magritte - L'impero delle luci
Sì, vivo in un castello, Tony. Da solo! E i ricchi bianchi mi pagano per suonare il piano solo per sentirsi colti. Ma una volta sceso dal palco, torno ad essere un negro come tutti gli altri per loro. Perché questa è la loro cultura. La mia gente mi evita, facendomi sprofondare nella solitudine perché io non gli somiglio! E se non sono abbastanza nero e non sono abbastanza bianco, e non sono abbastanza uomo, dimmelo tu Tony, cosa sono?!
(Don Shirley/Mahershala Ali in “Green Book”, di Peter Farrelly – 2018)
Non fuggire mattino
trattieni le tue creature alate
potrai ancora girarti e rigirarti nel tempo
fermati per me primavera nel mezzo di una
piroetta di luce
e vibra un istante tra le sfumature del verde.
Prolunga a non finire per me crepuscolo la tua eternità
non affrettarti maggio
rimani intatto mio amore
oh anni – quando potrò godere di voi.
Passa la vita come la notte: in un lampo
passa la terra in una frazione di raggio.
(Urszula Kozioł, da “Il taccuino”, PIW 2023 – trad. Raffaella Belletti)
Ero contento. Quella sera avevo un appuntamento. Qualcuno da toccare, da guardare, con cui parlare. Con cui dimenticare la morte, pane quotidiano.
La donna mi piaceva. Mi era piaciuta fin dalla prima volta che l’avevo vista in un caffè di Panama City. In quell’occasione accompagnava l’uomo corpulento che ci aveva dato le istruzioni necessarie e le parole d’ordine per passare in Costa Rica, e da lì proseguire fino al confine settentrionale dove ci saremmo uniti al grosso della brigata.
(Luis Sepúlveda, “Incontro d'amore in un paese in guerra” - trad. Ilde Carmignani)
| Gustave Courbet, "Uomo disperato", 1845 - Collezione privata |
(Isidoro Bianchi - Allegoria con Cherubini Alati, c. 1635)
Gustave Caillebotte, “Strada di Parigi, tempo piovoso”, 1877 - The Art Institute of Chicago
Cominciai a camminare senza meta, percorrendo strade che mi sembravano più vuote che mai, convinto che se non mi fossi fermato, se avessi continuato a camminare, non mi sarei reso conto che il mondo che credevo di conoscere non c’era più.
(Carlos Ruiz Zafón - in “Il Gioco dell’Angelo", trad. Bruno Arpaia)
Tancredi e Clorinda, 1761, olio su tela, 195×261, Lagrenée, Louis-Jean-François - Galleria Statale Tretyakov, Mosca
L’episodio di Tancredi che uccide Clorinda è uno dei punti più alti della “Gerusalemme Liberata” per la sua carica emotiva, tragica e morale. La narrazione mescola eroismo e vulnerabilità, amore e morte, in una sintesi perfetta del dramma epico di Torquato Tasso.
La morte di Clorinda è il culmine di una tensione tra il conflitto esterno della guerra e quello interiore dei sentimenti, offrendo una riflessione profonda sul destino umano e sul ruolo della grazia divina.
Propongo il combattimento di Tancredi e Clorinda sulle note di Monteverdi: la musica e le voci del soprano e dei due tenori sono parte di un’esperienza emozionale.
Il fiume modella le sponde e le sponde guidano il fiume.
(Gregory Bateson in “Verso un'ecologia della mente” - trad. Giuseppe Longo - 1976)
La solitudine non è mai con voi; è sempre senza di voi, e soltanto possibile con un estraneo attorno.
(Luigi Pirandello, in Uno, nessuno e centomila - 1926)