Blog su Cinema, Letteratura, Arte, Cultura, Tempo libero, Esperienze.
Post su Film, Libri, Mostre, Esperienze di vita, Fumetti, Cartoni Animati e quello che mi piace ed anche che mi piace di meno.
Lady Bird: Perché non puoi dire che sono bella? Marion: Credevo non ti importasse il mio parere. Lady Bird: Voglio comunque che pensi che sono bella. Marion: Ok, scusa. Ti stavo dicendo la verità, vuoi che menta? Lady Bird: No, dico, vorrei solo che... vorrei... vorrei solo piacerti. Marion: È ovvio, ti voglio bene. Lady Bird: Sì... ma ti piaccio? Marion: Io voglio solo che tu sia la migliore versione di te stessa e basta. Lady Bird: E se fosse questa la versione migliore?
(Christine "Lady Bird" McPherson/Saoirse Ronan e Marion McPherson/Laurie Metcalf in "Lady Bird", di Greta Gerwig - 2017)
Il legame turbolento tra una madre e la figlia adolescente.
Christine “Lady Bird” McPherson combatte, ma è esattamente come sua
madre: selvaggia, profondamente supponente e determinata. Ambientato a
Sacramento, in California nel 2002, in un panorama economico americano
che cambia rapidamente, Lady Bird è uno sguardo commovente sulle
relazioni che ci formano, le credenze che ci definiscono e
l’ineguagliabile bellezza di un luogo chiamato casa…
In diversi
momenti ho inserito in queste pagine riferimenti a film in cui
Saoirse Ronan fosse protagonista. Torno a scrivere qualche
riga su un'opera cinematografica in cui la giovane attrice dimostra
il suo talento, ben valorizzato da una sceneggiatura indovinata e da
una regia che merita attenzione ed apprezzamento.
“Lady
Bird”, a firma dell'allora esordiente GretaGerwig,
è stato a mio avviso ingiustamente ritenuto poco più di un onesto
teen-movie, da una parte sottolineandone solo gli aspetti più
evidenti e dall'altra concentrandosi eccessivamente sui pur presenti
limiti. Per esempio qualche settimana fa il film è stato trasmesso
su una rete televisiva mediaset notoriamemte conosciuta per “passare”
opere nel migliore dei casi mediocri, quando non pessime o irritanti,
all'interno di una programmazione dedicata all'amore e
all'adolescenza. Questo a mio parere segnala quanto “Lady Bird”
sia stato frainteso, almeno da una parte di pubblico e per lo più
sottovalutato anche da chi è più informato sul Cinema (i Golden
Globes vinti lo confermano o non fanno testo, a seconda di come li si
valuti).
Pur non
volendo attribuirmi meriti o qualità maggiori di quanto possa
effettivamente dimostrare, ritengo che la coppia Gerwig (regia e
sceneggiatura) e Ronan, a cui si aggiunge l'eccellente Laurie
Metcalf, ci abbia regalato un bel film. Forse, anzi sicuramente
non ottimo e con qualche carenza, specie nei momenti in cui vorrebbe farci
gustare quel tanto di disillusione ed amarezza che intende mettere
in scena, ma ben più di una commedia indie con canzoni annesse.
Si
riscontra un certo equilibrio fra i sentieri narrativi percorsi,
ovvero fra quel tanto di teen indie comedy che ha ormai i meccanismi
ben oliati, ma qui senza gratuite volgarità, e gli elementi
(semi)autobiografici. Il tutto regala
momenti di originalità e offre spunti rivitalizzanti all'interno di
più di una semplice opera di genere.
Insomma,
accanto al racconto di formazione, sufficientemente classico e
lineare, si vedono ben scritti, filmati e recitati elementi più
originali, come il contesto proletario, cinematograficamente
fuori luogo in
California, a cui si aggiunge
l’ambiente scolastico cattolico, che offre l'occasione per mettere
in scena suore, sacerdoti e farli vittime di nuove situazioni e
scherzi goliardici. In più, come raramente si vede in certe opere,
mirabilmente vera e sentita è la rappresentazione
del rapporto madre-figlia, con le già citate
Ronan e Metcalf che si esprimono su più livelli e con grande
bravura. Il rapporto fra le due donne è difficile e contrastato,
come da prassi, ma il merito della Gerwig e delle attrici è di
renderlo vero, sentito e toccante senza ricorrere a fastidiosi ed
abusati cliché, facendo sì che questo permetta al film di
raggiungere le sue vette, narrative, visive e cinematografiche.