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giovedì 6 giugno 2019

Odessa #1


Non ho saputo resistere al fascino di una nuova serie Bonelli. Se poi è una serie a tema fantascienza, genere che per lo più si identifica con Nathan Never e poco altro per quanto riguarda la casa editrice milanese, l'attrattiva aumenta.
Odessa, dal nome della città ucraina dove si svolge quanto narrato, in questo primo numero in edicola presenta molti e notevoli punti e tratti interessanti, ma inevitabilmente sconta alcuni limiti e limitazioni dall'essere introdotta come dire “tutto (o quasi) e subito”.

Alcuni passaggi tendono al didascalico nella volontà di spiegare al lettore quanto più possibile ed il ritmo ne risente fortemente. In più punti si cerca di introdurre il numero maggiore di elementi e tratti distintivi della serie, finendo per approfondirne pochi e lasciandone molti solo accennati. In particolare ambientazione e personaggi tendono a rimanere un po' troppo sullo sfondo, con più di un dialogo deludente e sbrigativo e fin troppe didascalie. Ma ci sono ovviamente i punti positivi: il colore, che anche se non è più una novità in casa Bonelli qui svolge bene il suo compito; i disegni, fortemente dinamici e di impatto; le inquadrature, che a volte risultano ardite e stimolanti; i temi socio-politici, chiaramente al passo dei tempi e legati in modo efficace all'attualità; la capacità di utilizzare la fantascienza come veicolo di argomenti e spunti di riflessione; l'alternanza intelligente e ragionata fra gabbia bonelliana, splash pages e interessanti tavole divise in quattro grandi vignette (alla Jack Kirby potremmo dire). 


Inoltre questo primo numero fa ben sperare anche per la possibilità di offrire un genere altamente interessante e appetibile, come la fantascienza che incontra altri generi e stili.


domenica 6 ottobre 2013

La Leggenda n.1 di Yves Swolfs




Editoriale Cosmo inaugura una collana dedicata al fumetto fantasy!


Si inizia con uno degli indiscutibile capolavori del maestro belga Yves Swolfs: La Leggenda!

La casa editrice di Zola Predosa (BO) non poteva farmi regalo migliore: dopo aver goduto di alcuni fantastici lavori di Yves Swolfs, “Il Cacciatore” e “Dampierre” in particolare, ora porta in edicola, ad un prezzo come al solito veramente popolare, una serie da leggere e assaporare assolutamente.

“La Leggenda” dimostra le doti e la versatilità del maestro belga, una “punta di diamante” nel mondo del fumetto, franco-belga nello specifico, qui ideatore, creatore, sceneggiatore e disegnatore.

Swolfs infatti sa creare, sceneggiare e disegnare storie horror, poliziesche (James Healer) ed anche western, come Durango e Black Hills (serie entrambe veramente di ottimo livello), riuscendo a delineare trame leggibili, avvincenti e appassionanti e a scrivere testi e dialoghi ben costruiti. Con questo primo numero de La Leggenda, che inaugura la collana Cosmo Serie Verde dedicata al fantasy, si conferma la mia assoluta preferenza per i suoi lavori.

Siamo di fronte non ad un semplice fumetto, non ad una serie banalmente inseribile nel genere Sword and Sorcery, bensì abbiamo tra le mani vera “letteratura per immagini”!


Ovvero “La Leggenda” è un vasto, avvincente ed intenso affresco narrativo, che oltre ai temi e caratteristiche della letteratura fantasy, presenta la complessità della grande letteratura, senza peraltro appesantire la lettura, che risulta fin dalle prime tavole intrigante e capace di appassionare.

Il passaggio e l’alternarsi tra presente e passato del giovane Tristan di Halsbourg, cavaliere errante e perseguitato da uomini spietati, l’uso magistrale della voce fuori campo richiamano ottime competenze narrative e di rappresentazione, ben evidenziate da tavole in più casi vicine alla perfezione.


I disegni sono magnifici. Il bianco e nero valorizza il tratto di Swolf, specialmente se si prendono in considerazione le sequenze ambientate negli esterni, cupe e pericolose foreste, e quelle negli interni, inquietanti e claustrofobiche sale all’interno di castelli e manieri. I primi piani sono di matrice cinematografica e il tratto è attento ai dettagli che evocano e definiscono le peculiarità di ogni personaggio.


La costruzione delle tavole è originale e funzionale alla narrazione, particolarmente nelle sequenze dei combattimenti e degli inseguimenti.

 Probabilmente la serie migliore fin qui proposta dalla Editoriale Cosmo.

Yves Swolfs

sabato 15 giugno 2013

Tre Numeri Uno in un mese




TRE numeri UNO questo mese nel mondo del fumetto, almeno per quanto mi riguarda!
Numeri uno nel senso di prime uscite, primi albi di 3 serie che promettono molto bene.


N.1 di Dragonero. Prima serie fantasy della realtà SergioBonelliEditore. Serie regolare, ovvero non miniserie con termine già fissato, nata da Luca Enoch (Sprayliz, Gea e Lilith tra le altre cose) e Stefano Vietti (Nathan Never, Zona X, Martin Mystère, Gregory Hunter, Greystorm e molto altro). Questo primo albo non è autoconclusivo, bensì la prima parte di una lunga storia che si concluderà dopo quattro albi, per cui bisognerebbe attendere ad esprimere giudizi o pareri. Ma la sceneggiatura si presenta efficace e ben costruita, i disegni e la copertina di Giuseppe Matteoni sono molto belli e curati, per cui sono contento dell’arrivo di questa serie, giunta in edicola sei anni dopo l’uscita (2007) del Romanzo a Fumetti Dragonero, della stessa casa editrice milanese. Mi sbilancio a dire che mi sembra un fantasy maturo, moderno, ovvero non propriamente “classico” (lo era probabilmente il Romanzo), con personaggi noti e conosciuti (eroe, orchi ed elfi ad esempio), ma più vicini alla sensibilità odierna, senza la visione manichea o stereotipata che a volte abbiamo incontrato in alcuni romanzi e film.


N.1 di Long Wei. Ho avuto difficoltà a trovare una copia decente di quest’albo, ovvero dopo tre edicole e 6 albi rovinati o fallati (inchiostro sparso o pagine lesionate), finalmente sono riuscito a leggere il primo capitolo (di 12) delle avventure del giovane ex attore cinese. Storia avvincente il giusto, protagonista accattivante ma non ancora del tutto messo a fuoco, altri personaggi non propriamente riusciti al meglio, ma è il primo numero e quindi ci sarà sicuramente spazio anche per loro ed altro ancora. I disegni di Luca Genovese sono spettacolari nelle (parecchie) scene di combattimento e si fanno apprezzare anche nelle situazioni “ordinarie”, sorretti da una sceneggiatura che, anche se potrebbe convincere di più, è comunque opera di Diego Cajelli (fermiamoci a Napoleone, Dampyr e Zagor, ma quanta altra roba ci sarebbe). Per il momento mi limito a dire che la AUREA editoriale, da un’idea di Enzo Marino e Roberto Recchioni, ci propone una serie sicuramente coraggiosa ed innovativa, originale per ambientazione (da sviluppare e valorizzare) e con un linguaggio moderno e per niente “ingessato”, che ha le evidenti basi per essere anche entusiasmante. Vedremo nei prossimi mesi!


N.1 di Dampierre. Nuova proposta della Editoriale Cosmo, che si sta distinguendo per la riproposizione di opere e classici del fumetto francese e belga. Dampierre, nato dalla matita di Yves Swolfs nel 1988, ha una connotazione storica ben definita che caratterizza fortemente le vicende. Tutto si svolge durante la Rivoluzione Francese, ma non a Parigi, centro dei focolai di rivolta, bensì in Vandea, dove la popolazione, fortemente cattolica, resistette al cambiamento e non vedeva di buon occhio gli ideali rivoluzionari. Ottimamente sceneggiato e disegnato, con cura dei dettagli ed una bella ricostruzione storica, l’albo ci presenta il protagonista, Dampierre appunto, che ambizioso e spregiudicato approfitterà degli eventi per trarne personale vantaggio. Dovrebbe essere rispettata la formula ormai consolidata della casa editrice emiliana, per cui mi aspettano altri 4 albi di avventura e azione immerso nella Storia, da interessante e magari insolita prospettiva.