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lunedì 13 giugno 2022

Citazioni Cinematografiche n.463

Nolan: Mi sono giunte voci, John, di alcuni metodi non ortodossi di insegnamento nella sua classe, non voglio dire che abbiano qualcosa a che fare con Dalton e la sua bravata, ma non credo di doverle rammentare che a quell'età i ragazzi sono molto impressionabili.

Keating: Be', la sua ramanzina penso che li abbia impressionati.

Nolan: Che stava succedendo in cortile l'altro giorno?

Keating: In cortile?

Nolan: Sì, li ho visti marciare, battere le mani...

Keating: Oh, già... Stavo cercando di provare una cosa: i rischi del conformismo.

Nolan: Be' John, lei sa che qui esiste già un programma e funziona. Se lei lo mette in discussione, gli studenti faranno altrettanto.

Keating: Ho sempre creduto di dovergli insegnare a ragionare da soli...

Nolan: A quell'età? Ma neanche per sogno! Tradizione John, disciplina. Li prepari per l'università, il resto si risolve da sé.

(Prof. Nolan/Norman Lloyd e Prof. Keating/Robin Williams in "L'attimo fuggente", di Peter Weir - 1989)




 

sabato 21 maggio 2022

Colpa di qualcuno


Ogni tanto, durante la settimana, vado fuori dalla scuola di mia figlia all'orario di uscita, per accompagnarla a casa o a diverse attività. Qualche volta arrivo nel momento in cui gli studenti escono dall'istituto, in altre occasioni diversi minuti prima. In questo caso, facendomi forza e vincendo la mia asocialità, scambio qualche parola con gli altri genitori o li ascolto conversare sui più svariati temi. Oggi ho ascoltato.

In particolare ho ascoltato una madre definire “mongoloidi” gli amministratori locali, i responsabili di una ditta di lavori stradali e altri soggetti rei, a suo dire, di non aver programmato con sufficiente lungimiranza e non realizzato nei tempi “giusti” alcune opere di manutenzione stradale e relative alla viabilità.

Li ha chiamati mongoloidi! Non so se le rimostranze della signora siano fondate oppure non lo siano. Ma li ha appellati con il termine mongoloidi! Non so dire con esattezza se le opere in questione presentino deficienze o criticità, ci sia stata semplice imperizia o dolo. Rimane il fatto che quella madre si è riferita ad alcuni individui definendoli mongoloidi!

Ovviamente se il figlio o i suoi amici usano certi termini rivolgendosi ad altri bambini, la colpa è degli insegnanti, della Scuola, del personale educativo, di qualcun altro insomma. Di qualcuno che è mongoloide!




giovedì 28 maggio 2020

Dampyr #242 - Il Pittore della Scuola Nera


Da quando, ormai sette anni fa, uscì il Dampyr Speciale n.9 attendo con emozione nuove storie ambientate nella Scuola Nera, o almeno con alcuni di quei fantastici personaggi. Talvolta sono stato accontentato, come ad esempio durante la lettura dell'albo numero 242 della serie regolare, “Il Pittore della Scuola Nera”.

Sappiamo che Harlan è stato studente del college infernale in questione, dove gli iscritti apprendono le arti della malvagità, ultimo umano (o almeno umano in gran parte) ad essere accettato prima di una perentoria proibizione ad ulteriori iscrizioni da parte di mortali umani. Ma scopriamo che invece, successivamente, è stata fatta una eccezione per lo straordinario talento artistico di Adam Weber.

Proprio il pittore Weber si presenta come un gran bel personaggio, in grado di affiancarsi ai nostri eroi, alla preziosa ed affascinante Ann Jurging ed ai vari docenti della Scuola per ritagliarsi un suo spazio ed un suo ruolo. Quindi le aspettative, procedendo nella lettura, si fanno alte, ma vengono deluse, poiché nonostante Adam Weber avrebbe tutte le carte in regola per meritare un approfondimento maggiore, la conclusione dell'albo delude un po', dal momento che invece di un valido ed emozionante antagonista, in grado di dare pepe alla narrazione e, perché no, anche alla continuity della serie, sembra risolversi solo come una effimera variante e carattere da poco più di sfondo.

La storia è comunque godibile, dal momento che il comparto grafico è di sicuro impatto visivo e apprezzabile. Le tavole si fanno incarnazione della fantasia di Michele Cropera, con uno
stile ricco di neri e fatto di segni e linee spezzate, in grado di creare nelle pagine incubi, atmosfere, visioni, architetture e creature mostruose emozionanti e mirabili.
Nonostante la proibizione di arruolare studenti dalla Terra dopo la storica crisi causata dalla ribellione del pur promettente Harlan Draka, il direttore Adar Melek e il suo fedele Haborym hanno fatto un’eccezione per Adam Weber, pittore dallo straordinario talento. Una volta diplomato, Adam s’imbatte però in un agente infernale che ha un conto da regolare con il Dampyr e i suoi amici. Ed è così che Harlan, Tesla e Kurjak, in compagnia di Ann Jurging, si trovano proiettati nel visionario mondo di Adam Weber, il pittore che dipinge gli incubi della sua anima perduta… (da sergiobonelli.it)

lunedì 31 ottobre 2016

Citazioni Cinematografiche n. 172


Mortillaro: Tutti che vogliono andare a scuola: beduini che vogliono fare i medici, beduini che vogliono fare i professori! E ditelo, voi volete un mondo senza beduini!
Vivaldi: Mortillà, tu non devi bere, che poi i beduini sono ottime persone. Sei un razzista.
Mortillaro: Eccolo là, ha parlato il difensore dei beduini. Beduini, accomodatevi!

(Mortillaro/Roberto Nobile e Vivaldi/Silvio Orlando in “La Scuola”, di Daniele Luchetti - 1995)



lunedì 20 luglio 2015

Citazioni Cinematografiche n. 106

Bluto: Sai che cosa ti consiglio, di prenderti una bella sbronza.
Otter: Farai bene a dargli retta, Sogliola, lui studia medicina.

(John “Bluto” Blutarsky/John Belushi e Eric “Otter” Stratton/Tim Matheson in “Animal House”, di John Landis - 1978)



sabato 29 giugno 2013

Compagni di classe che nessuno vorrebbe avere





La Top Ten dei compagni di classe che nessuno vorrebbe avere.

Anche se ho finito le superiori da quasi due decenni ne ho ben impressi nella memoria ricordi, sensazioni, odori, esperienze relazionali e suggestioni percettive.

Orbene, di seguito la mia personale Top Ten delle tipologie di compagni di classe che sarebbero da evitare, o quantomeno che nessuno vorrebbe avere.


10. I Piagnoni: si distinguono tra quelli che si disperano a ragione e i finti disperati. I primi sono quelli che non aprono il libro nemmeno per vedere le figure e si presentano in classe in preda a rimorsi, mal di pancia e alla paranoia, spargendo ansia. Frase tipica? DIMMI QUALCOSA! I secondi (spesso ragazze) sono quelli che ad ogni verifica / test / interrogazione / esame si premurano di informarti che non sanno nulla, non hanno studiato, non hanno capito niente e così via. Soggetti odiosi, soprattutto alla distanza. Regolarmente prendono ottimi voti e fingono incredulità. Frase tipica? TE LO GIURO NON SO NIENTE!


9. I Fumati: sguardo assente, occhi impallati, presenza volatile, sorriso ebete. Basano le loro giornate su canne e simili, facendosi sempre e comunque, appena ne hanno la possibilità. Un mondo a parte, della stessa consistenza del fumo. Frase tipica? CIAO BELLO!

8. Gli eterni fidanzati: si sono messi insieme la prima settimana del primo mese del primo anno di scuola e da quel momento vivono in una pressoché totale simbiosi. In genere è la lei a comandare, spesso il lui è rincoglionito dalle chiacchiere e dalle lunghe, estenuanti maratone di “limonate” ed altro in cui non li batte nessuno. Di solito avulsi dal contesto ed estranei alla vita di classe, non si lasciano mai, ad eccezione di qualche brevissima pausa (che lei decide quanto debba durare). Dopo l’esame di maturità la coppia si scioglie, ovvero lei trova un altro. Frase tipica? MMMMMMM (stanno limonando duro durante l’intervallo);


7. Gli Artisti: quelli che disegnano e scrivono sul banco, sulle sedie, sulle porte dello spogliatoio, sui muri. Non importa cosa, dallo slogan socio-rivoluzionario all’invettiva contro la prof di chimica, senza farsi mancare gli intramontabili cazzi e la lode alla f**a. Spesso si evolvono ed arrivano a divenire virtuosi dell’incisione, con la non troppo celata ambizione a sopravvivere al proprio passaggio scolastico, attraverso la metodica decorazione di banchi e armadietti. Frase tipica? VEDI CHE HO FATTO!


6. Gli Impegnati: quelli che sposano una causa, un’ideologia, una fede o un partito e ci si dedicano 24 ore su 24, frantumando i maroni a tutta la classe. Arrivano a scuola un’ora prima dell’inizio delle lezioni per far volantinaggio e passano tutto l’anno scolastico ad organizzare “scioperi”, manifestazioni, sit-in e cortei, cercando di coinvolgere anche te, che come principio ispiratore hai Ken il guerriero e unico riferimento l’hamburger e birra del sabato sera. Frase tipica? MA LO SAI COSA STANNO FACENDO IN … (qualsiasi paese, stato, nazione o buco dimenticato da dio e dagli uomini sia sotto la loro e solo loro attenzione);


5. Le Pasionarie: come sopra, ma in genere sono cozze e se la prendono con tutti quelli che non la pensano come loro. Possono essere animaliste, vegetariane, cielline, di sinistra, femministe, cattoliche, atee, movimentiste, “scopa in c**o”, non importa, tu devi essere assolutamente informato e la loro missione è renderti edotto su ciò che mangi, bevi, ascolti, leggi o vedi. Frase tipica? DOBBIAMO PRENDERE CONSAPEVOLEZZA!



 









4. I Fighi / Le Fighe: ragazzi e ragazze popolari, che piacciono a tutti/tutte e che in genere si accoppiano fra di loro, con la lei rigorosamente al primo o secondo anno ed il lui al quinto anno, meglio se ripetente o pluribocciato. Vivono per lo specchio e grazie allo specchio, senza domandargli chi è il più bello / la più bella del reame, poiché sono sicuri/ sicure di essere loro. L’entrata mattutina, l’intervallo e l’uscita sono la loro passerella. Sfilano, sculettano, si mostrano, elargiscono o non elargiscono saluti e sorrisi con studiata selezione e metodico calcolo. Si alzano all’alba per acconciarsi, truccarsi, vestirsi e preparare tutto il necessario, neanche partecipassero ad una diretta televisiva mondiale. Nelle serie tv americane sarebbero cheerleaders e sportivi. Ma visto che siamo in Italia è più difficile categorizzarli. Frase tipica per lei? L’HO COMPRATO IN CENTRO L’ALTRO GIORNO, L’HO PAGATO POCHISSIMO (con la carta prepagata rifornita dal papi). Frase tipica per lui? Non ha bisogno di parlare, basta uno sguardo e può avere ciò che vuole!


3. Quelli che sanno tutto: chi, quando e perché ha firmato il Trattato di Campoformio? Loro lo sanno. Cosa dice la legge di Moseley? Loro lo sanno. Le cause dello Scisma d’Oriente? Le sanno. La difesa titolare della Pro Vercelli nell’anno dell’ultimo scudetto (1922)? Sanno anche questo. Eccoli i sapientoni, i secchioni. La categoria scolastica più bistrattata di ogni epoca. Recentemente recuperati attraverso il titolo di “nerd”, spesso sono odiati e mal visti, a causa della loro conoscenza vasta, sterminata, senza pecche, in particolare da chi a scuola era/è una capra. A volte utili per recuperare una sufficienza o un suggerimento al volo. Frase tipica? LO SO IO!


2. I Nichilisti: nulla importa, nulla esiste, nulla vale, nulla li tocca, nulla di ciò che accade li riguarda e se anche fosse fanno finta di niente. Alternativamente studiano oppure no, senza alcuna cura o riguardo per gli altri. In genere si radunano nei pressi dei bagni, dove fumano ad oltranza o ascoltano strana musica sconosciuta ai più, molto spesso autoprodotta. Intrattengono sporadiche e saltuarie relazioni con i compagni di classe e/o i professori, rimanendo pressoché impassibili ad ogni sollecitazione o stimolo. Frase tipica? MA CHE NE SO IO. SIAMO NIENTE E NEL NIENTE VIVIAMO.


1. Quelli che non fanno copiare: cinici e senza scrupoli. Insensibili ad ogni richiesta di aiuto, sia espressa attraverso strazianti lamenti o labili sussurri che accompagnata da espressioni di indiavolata disperazione o lancio di materiale da cartoleria. Nessuna ricompensa promessa o giuramento di futura disponibilità (di qualunque genere) li smuove, loro rimangono di pietra, incuranti della drammatica condizione del postulante. Ovviamente svolgono un compito perfetto e non lo passano. Consegnano e, sadici e un po’ vigliacchi, a giochi ormai fatti, avanzano la scusa di un temporaneo problema di udito. Frase tipica? MA SE ME LO CHIEDEVI TE LO DICEVO!

Fuori Concorso:


I Leccaculo: vivono questa loro dimensione come una missione. In genere vogliono fare i capoclasse o i rappresentanti di istituto, trovando sempre qualcuno che li sostiene. Praticamente conniventi coi Poteri Forti, incarnati dai Prof e dal Preside, si chiamano fuori dalle comuni beghe e problemi che affliggono il resto della popolazione studentesca. Durante le lezioni in prima fila, annuendo ad ogni sguardo del prof del momento, sapendone interpretare e cavalcare le espressioni facciali e la condizione umorale, riuscendo così ad accattivarsene le simpatie. Pubblicamente si schierano con la plebe (gli altri studenti), si presentano come tribuni del popolo, ma poi di fronte a chi comanda chinano il capo e cercano un proprio personale tornaconto. Un futuro da sindacalisti. Frase tipica? RAGAZZI, DOVETE CAPIRE, PIÙ DI COSÌ NON SI POTEVA OTTENERE!

venerdì 21 dicembre 2012

Parallelo di Esperienze



Non sono particolarmente avanti con gli anni, né ho (al momento) capelli bianchi, tantomeno mi considero uno di quelli che ritiene “si stesse meglio quando si stava peggio”, che sostiene che “quelli sì che erano bei tempi” e così via. In sostanza non mi sento tanto affezionato alla mia fanciullezza, che di “rospi” da ingoiare ne ho avuti parecchi, non provo neanche particolare nostalgia ripensandoci (anche se quella bimba così carina…sigh!), ma, complice la recente paternità, ho in mente un singolare confronto, diciamo un parallelo di esperienze.

Lo propongo:

Pane, Latte e Burro

1982: Tua nonna ti affida poche lire, vai in bicicletta a prendere pane, latte e burro alla bottega del quartiere, dove la signora ti saluta con simpatia e ti chiede come state in famiglia e mentre rispondi ti offre una caramella all’anice. Chiedi del latte e la gentile signora ti porge due bottiglie di vetro appena riempite, poi prendi il burro fatto con latte di mucca, tagliato a panetti. Infine chiedi un filone di pane comune. Paghi con il sorriso della signora e delle altre clienti giunte nel frattempo ed esci sotto il sole splendente. Il tutto ha richiesto 15 minuti di tempo e intanto la nonna ti ha preparato tè e biscotti.

2012: In auto ti rechi presso un Ipermercato ampiamente pubblicizzato, ti danni per trovare 1 Euro e prendere un accidenti di carrello, con una ruota bloccata, che ti impedisce di dirigerlo verso la tua meta per la via più breve; appena attraversi la porta scorrevole ti investe un getto di aria gelida o ustionante (a seconda della stagione), poi cerchi il settore latticini, dove normalmente trovi una logorroica promoter, e cerchi di scegliere fra 10 marche di burro, forse a base di latte comunitario, facendo bene attenzione alla data di scadenza. Poi il latte: devi scegliere fra lunga conservazione, fresco, vitaminico, intero, scremato, alta digeribilità, nutriente, per bambini, per la crescita, per malati, aromatizzato o magari in promozione, ma comunque, bottiglia o cartone che sia, con la data di scadenza ed i componenti ben in vista... Che mal di testa! Infine il pane: a fette, intero, in busta, sfuso, fresco, decongelato, alla soia, integrale, con sesamo o semi di finocchio, da agricoltura biologica, di grano duro, di riso o segale, addirittura preparato con la frutta! Fai la coda alla cassa, ma una babbiona davanti a te ha preso un articolo in promozione che non ha il codice, allora aspetti, il pensionato che ti precede paga con centinaia di monetine tutte da contare, allora aspetti, ed il ragazzotto figo che parla al cellulare non trova il bancomat, e aspetti ancora e ancora... Poi, sempre con il dannato carrello, esci per prendere la tua auto, sotto la pioggia, ma non la trovi perché hai dimenticato il numero della corsia...Infine, dopo aver caricato l'auto, ti accorgi che è impossibile recuperare la moneta.... Torni alla tua auto, sotto la pioggia... È più di un'ora che sei uscito. A casa tua moglie ti chiede dove eri finito e ti riempie di insulti perché hai dimenticato qualcosa.

Fare un viaggio in aereo

1982: Viaggi con Alitalia, seduto di fianco ai tuoi genitori. Durante il volo una bellissima hostess ti accompagna in cabina di pilotaggio, dove pilota e copilota ti fanno sentire il bambino più ganzo del mondo. Ti danno da mangiare e ti invitano a bere quello che vuoi, mentre ti innamori sempre più dell’hostess di prima, seduto sul tuo sedile che è talmente comodo che ci si addormenta.

2012: Hai preso all’ultimo momento un volo low cost, entri in aereo dopo essere stato costretto a rimanere in mutande per poter passare il controllo, continuando ad inciampare sul bagaglio a mano che ti porti dietro. Ti siedi sul tuo sedile e appena respiri dai una botta con il gomito al fianco del vicino, mentre il passeggero di fronte a te ti si sdraia sulle ginocchia. Se hai sete lo steward si mette una calzamaglia sul viso e ti porta il listino prezzi.

Matteo è ritornato dalle vacanze in montagna e durante l’intervallo mostra a Paolo il coltellino svizzero multiuso che ha acquistato

1982: Il direttore scolastico vede il suo coltello e gli domanda dove l'ha comprato, perché ne vuole regalare uno uguale a suo nipote.

2012: Una maestra lancia l’allarme, la scuola chiude, si chiama la polizia, che porta Matteo in commissariato. Tutte le reti televisive durante i telegiornali fanno servizi speciali sulla violenza nelle scuole, in diretta con pedagogisti, psicologi e la showgirl del sabato sera.

Pomeriggio al parco giochi

1982: Fai il bullo durante il gioco del nascondino. Il padre di Francesca ti molla una sberla. Quando arrivi a casa tuo padre te ne molla un altro paio.

2012: Fai il bullo per tutto il parco. Il padre di Francesca ti dice di smetterla. Tuo padre va da quello di Francesca e minaccia di denunciarlo per violenza perchè non aveva il diritto di intromettersi.

Massimo e Luca litigano. Si mollano qualche cazzotto dopo la scuola

1982
: Gli altri bambini seguono lo scontro. Massimo vince. I due vanno a casa in bici, nel pomeriggio si incontrano al parco e sono di nuovo grandi amici.

2012: Una maestra chiama i carabinieri, la scuola chiude. Tutte le reti televisive durante i telegiornali fanno servizi speciali sulla violenza nelle scuole, in diretta con pedagogisti, psicologi e giuristi, mentre Bruno Vespa conduce una settimana di “Porta a Porta Speciale”, con tanto di plastici in studio e politici di contorno.

Gianluca giocando a pallone in strada rompe lo specchietto di un’auto nel quartiere. Suo padre gli molla due ceffoni e lo obbliga a ripagare il danno con qualche lavoretto.

1982: Gianluca farà più attenzione la prossima volta, diventa grande normalmente, capisce il valore del denaro, si diploma, si mette a lavorare e diventa un bravo professionista.

2012: La polizia arresta il padre di Gianluca per maltrattamento e sfruttamento di minore. Gianluca si unisce ad una banda di teppisti e diventa un violento. Lo psicologo, dopo un’accurata perizia, arriva a convincere sua sorella che il padre abusava di lei e gli fa togliere la patria potestà.

Alessia cade in cortile mentre corre. Si ferisce il ginocchio e piange. Il maestro la raggiunge e la prende in braccio per confortarla.

1982: In due minuti Alessia sta meglio, ride e continua la corsa.

2012: Il maestro è accusato di perversione su minori e si ritrova disoccupato. Bruno Vespa conduce due settimane di “Porta a Porta Speciale” sulla pedofilia nelle scuole, con in studio plastici, pedagogisti, psicologi e registi di fiction. Alessia va in terapia per 5 anni. I suoi genitori chiedono i danni alla scuola per negligenza ed al maestro per trauma emotivo. Vincono tutti i processi. Il maestro non troverà mai più un’altra occupazione e si ridurrà come un barbone. Qualche anno dopo Alessia scriverà un libro su questa “esperienza” e si candiderà alle elezioni.

È il 28 ottobre

1982: È giovedì, non succede nulla.

2012: È il giorno del cambio dell'ora legale: aumentano i casi d'insonnia e le richieste di permessi malattia.

Il padre di Alice filma una ripresa per il compleanno della figlia

1982: Dopo una settimana Alice invita tutti gli amici a casa per guardare il filmato, i genitori dei bambini sono contenti e tutti insieme fanno merenda.

2012: Il giorno stesso il padre di Alice carica su you tube il filmato; i genitori degli altri bambini lo denunciano per diffusione non autorizzata di immagini.

Fai “buco” a scuola (non vai a scuola senza che i tuoi genitori lo sappiano)

1982: giri tranquillamente per i bar ed i parchi della città, divertendoti con gli amici; il mattino dopo falsifichi la firma di tuo padre e presenti la giustificazione alla professoressa della prima ora; nessuno della tua famiglia verrà a conoscenza di ciò.

2012: ti devi nascondere come un pericoloso latitante, per evitare di essere ripreso da decine di ficcanaso e scansafatiche vari, che non trovano di meglio che impiegare il loro tempo a fare foto e riprese con i loro accidenti di telefonini e caricare tutto su facebook e youtube; il tuo cellulare riceve messaggi e telefonate a ripetizione a cui non rispondi per non far tracciare i tuoi spostamenti.

Filippo esce di scuola

1982: Dopo aver salutato maestra e compagni di classe va a casa a piedi, mangia di gusto insieme alla mamma, i nonni e la sorellina; finito di fare i compiti va a casa di un amico per giocare con i soldatini e scambiarsi le figurine; la mamma dell’amico gli prepara pane e marmellata per merenda; alla fine Filippo torna a casa contento e racconta al padre il bel pomeriggio che ha passato.

2012: Arriva a casa dopo mezz’ora di viaggio in pulmino, avrebbe dovuto pranzare a scuola ma quello che offriva la mensa scolastica non gli piaceva, perciò la madre mentre lo accompagna in piscina gli compra le patatine con la sorpresa di Beyblade. Dopo la piscina la mamma lo porta con sé a recuperare la sorellina, che il padre ha lasciato a lezione di danza. Tornato a casa Filippo vuole assolutamente giocare alla X-Box, la madre cerca di scongelare la cena, il padre arriva e si lamenta del volume della TV troppo alto. Tutti cenano con in sottofondo Cartoon Network.

Sono finite le vacanze

1982: Finiti i 15 giorni di vacanza dai nonni, si torna a casa su una Fiat 127 con il portapacchi carico di borse e valigie. Il giorno dopo i tuoi genitori ritornano al lavoro freschi e riposati.

2012: Dopo una settimana alle Maldive, ottenuta ad un prezzo vantaggioso grazie ad un’offerta last minute su internet, rientri stanco e depresso a causa di 4 ore di attesa all'aeroporto, seguite da 16 ore di volo e con il bagaglio smarrito. Al lavoro ti ci vuole una settimana per smaltire il fuso orario.
Super Santos, il pallone da strada

Fiat 127











... Patatine con sorpresa

Pane e Marmellata o...