Blog su Cinema, Letteratura, Arte, Cultura, Tempo libero, Esperienze. Post su Film, Libri, Mostre, Esperienze di vita, Fumetti, Cartoni Animati e quello che mi piace ed anche che mi piace di meno.
venerdì 27 ottobre 2023
Autunno
martedì 24 gennaio 2023
Leggere, Ascoltare, Viaggiare, Imparare
"Perché viaggiare, insieme a leggere e ascoltare, è sempre la via più utile e più breve per arrivare a se stessi."
(Jan Brokken, Anime baltiche - trad. Claudia Cozzi e Claudia Di Palermo)
venerdì 5 agosto 2022
Incipit 84/100
“Volge le spalle agli alberi bassi del bosco artificiale e guarda giù dalla montagna, verso il villaggio, che è azzurro nella notte d’agosto, e le pecore, simili a pietre nell’erba mossa dal vento. Più in là dorme il mare. Il fiordo di Vág è calmo, l’azzurro si confonde con quello del cielo sull’orizzonte dritto, teso tra le terre emerse, un filo su cui possono camminare solo creature mitiche e fantasmi.”
(Isola, di Siri Ranva Hjelm Jacobsen – trad. Maria Valeria D'Avino)
venerdì 15 luglio 2022
Incipit 81/100
“Quando, nel 1975, soggiornai per la prima volta nella mia vita a Leningrado, erano trascorsi solo nove anni dal giorno in cui Anna Achmatova aveva esalato l'ultimo respiro. In città la sua influenza era ancora tangibile, ma per non rischiare problemi con le autorità era meglio evitare di nominarla in pubblico. Proprio proibite le sue opere non lo erano più, un leningradese su dieci – a occhio – sapeva recitare a memoria il suo ciclo di poesie Requiem, eppure il suo nome continuava a evocare un sospetto di protesta e dissidenza. La versione completa e non censurata di Requiem in Unione Sovietica non sarebbe apparsa che molti anni dopo, nel 1987; Anna Achmatova era ancora parzialmente sulla lista nera”.
(Bagliori a San Pietroburgo, di Jan Brokken – trad. Claudia Cozzi e Claudia Di Palermo)
mercoledì 29 settembre 2021
Piovevano uccelli, di Jocelyne Saucier - Iperborea
Titolo: Piovevano Uccelli
Autore: Jocelyne Saucier
Traduttore: Luciana Cisbani
Editore: Iperborea -2021
Romanzo che fa incontrare i temi della solitudine e dei rapporti umani, quelli della libertà e del fine vita, che pone domande su come si vive e come si vorrebbe morire.
Lo fa attraverso un "pugno" di personaggi originali e quantomai "vivi" che dalle pagine del libro catturano il lettore e lo ospitano nelle loro quotidianità, fatta di scelte fatte e che si rinnovano, di giornate apparentemente sempre uguali e di fatti prevedibili ed altri imprevedibili.
L'autrice canadese Jocelyne Saucier spinge chi legge in un viaggio fisico e dell'anima, dai boschi dell'Ontario ai vissuti di persone anziane che puntano alla libertà di essere e di scegliere, dalle parole che si scambiano al loro incontro con altri uomini e donne, che condividono o semplicemente accettano quello che hanno voluto.
Un presente con diversi squarci sul passato, con la narrazione che procede facendosi, delicatamente ma con decisione, largo fra memorie e grandi spazi e nel groviglio di quella che è l'autodeterminazione e la libertà. Quest'ultima, insieme ad un termine che si tende a non pronunciare, ovvero la vecchiaia, diviene parola chiave di tutto, forse anche un rifugio, che si presenta quale possibilità, per alcuni l'ultima, per altri addirittura la prima.
Nella scrittura albergano sapienza, poesia, un pizzico di mestiere e
parecchia originalità. Si mette in scena una storia che non esito a definire senza confini, né di età, né di
latitudine, una storia che afferma con forza principi e diritti individuali e collettivi, dove per amore della
libertà, propria ed altrui, si è disposti a difenderla ed accettarne le conseguenze. Una storia che ci può mostrare, forse insegnare, qualcosa anche sull’amore, che potrebbe giungere in modi e per sentieri imprevedibili.
Tre ottantenni che amano la libertà hanno scelto di vivere gli ultimi
anni a modo loro, quasi senza contatti con la società, ciascuno nella
propria capanna di legno nel folto della foresta canadese dell'Ontario
settentrionale: Charlie, che ha rifiutato un destino di cure
ospedaliere, Tom, che ha voltato le spalle a una vita dissoluta tra
alcolismo e assistenti sociali, e Boychuck, taciturno e dall'oscuro
passato. Unico contatto con il mondo esterno sono due personaggi ai
margini della società: Steve, gestore di un albergo fantasma nella
foresta, e Bruno, intraprendente coltivatore di marijuana. La visita di
una fotografa sulle tracce degli ultimi sopravvissuti ai Grandi Incendi
che hanno devastato la regione quasi un secolo prima sembra solo una
breve parentesi nel loro isolamento, ma quando un'altra donna, fuggita
dall'ospedale psichiatrico, arriva in quell'angolo sperduto del mondo,
niente sarà più come prima. (da ibs.it)
venerdì 18 ottobre 2019
Nella casa del pianista, di Jan Brokken
martedì 2 luglio 2019
Autunno Tedesco, di Stig Dagerman - Iperborea
“L’imputato ha sei testimoni pronti a sostenere la sua innocenza, testimoni che giurano di non averlo mai sentito esprimere opinioni naziste, testimoni che attestano di averlo visto ascoltare la radio straniera (tutti gli accusati l’hanno ascoltata) testimoni ebrei che l’hanno visto comportarsi umanamente con altri ebrei (tutti gli accusati hanno questo tipo di testimoni: costano circa duecento marchi l’uno)”.
L'ultima annotazione che propongo, ritenendola quantomai attuale, è sui valori su cui si fonda, o dovrebbe fondarsi, il nostro occidente, che, ricorda Dagerman, “consistono nel rispetto della persona anche se questa persona si mostra indegna della nostra simpatia, e nella compassione, ovvero nella capacità di reagire di fronte al dolore, sia esso meritato o immeritato”.























