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Post su Film, Libri, Mostre, Esperienze di vita, Fumetti, Cartoni Animati e quello che mi piace ed anche che mi piace di meno.
I've never been lucky At picking up women But this life that I live Is not one that I choose She was a waitress With hair blond and curly With a pretty black dress And those Japanese shoes
Man I need to impress her 'Cause I'd like to undress her I need a song about Sonja When I'm singing tonight
She looked so pretty As she poured my coffee But she had her eye On my freind at the bar And I watched her watch him And I watched her thinking I wish her eye was on me
Man I need to impress her 'Cause I'd like to undress her I need a song about Sonja When I'm singing tonight
And if I could sing her A tender love ballad I'd hope that the audience might sing along But I can't find the right way To tell her my feelings And still make the words rhyme with Sonja
No I've never been lucky At picking up women But this life that I live Is not one that I choose She was a waitress Now she's gone forever And I'm stuck with this song That I never will use
Man you need to impress her If you want to undress her Sing a song about Sonja When you're singing tonight Sing a song about Sonja When you're singing tonight
“E'
vero, la bellezza di Esther facilitava le cose a tutti, perché così
nessuno doveva davvero guardarla. Creava una distanza di cui nessuno
si accorgeva veramente fino a molto tempo dopo. Ma nella mia famiglia
c'era anche un ragazzo che poi, crescendo, sarebbe diventato mio
padre. Mentre tutti gli altri amavano la bellezza di Esther senza
guardarla davvero negli occhi, mio padre vedeva tutta un'altra
persona. La Esther che voleva essere vista da mio nonno da dietro
quella macchina fotografica. E mio padre la odiava. […] Mio padre
vedeva solo la Esther spaventata, inquieta, imperfetta. La Esther dei
capricci. La Esther che si faceva venire certi attacchi fino a quando
compì sedici anni. Che dava in escandescenze rotolandosi sul
pavimento della cucina, urlando che le facevano schifo i suoi capelli
e tirando le scarpe addosso a Olivia”.
(da Esther Stories, di
Peter Orner, trad. Riccardo Duranti – Minimum Fax)
Nomi di donna, dal rock al pop, dalla canzone d'autore alla musica popolare, per festeggiare le donne.
Canzoni d’amore, ma non solo, ironia e leggerezza, ma
anche dolore e vita quotidiana, tra sentimenti forti e indifferenza, passione e
cieca follia.
Lucian Freud
A loro modo figure romantiche. Potremmo dire grandi
donne per grandi autori e autrici, muse o rimpianti, motivo di ispirazione tramite gioie e dolori.
Autori stranieri e musica italiana, Autrici e Artisti, singoli artisti e gruppi, le donne cantate e celebrate per un buon ascolto e per il piacere di pensare alle donne, passate, presenti e future.
“Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di
bestie selvatiche e tutti li uccelli del cielo e li condusse all'uomo, per
vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l’uomo avesse chiamato
ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome: Così l’uomo
impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutte le
bestie selvatiche.”
(Genesi, 2, 19-20)
"Che ci siano lingue diverse è il fatto più misterioso del
mondo. Vuol dire che per le stesse cose ci sono nomi diversi; e questo dovrebbe
far dubitare che non siano le stesse cose."
Il titolo potrebbe essere fuorviante, lo ammetto. In questa lista,
infatti, non inserisco canzoni
sull'universo femminile in generale, su temi femminili, sull’emancipazione,
non dico “se non ora quando”, non propongo tematiche
di genere, sulle pari opportunità,
sull’autodeterminazione femminile,
sulla femmilità da riscoprire ed
altre espressioni che inserirei solo per entrare nei risultati su Google.
Quindi?
Propongo canzoni dedicate a
donne, con nomi, caratteristiche e fattezze. Si potrebbero
definire delle muse, che hanno
ispirato alcune delle canzoni che preferisco e mi piacciono. Perchè le donne non sono presenti solo nella letteratura...
Canzoni con nomi di donna
nel titolo
Perché a volte un nome basta e avanza.
Non solo canzoni d’amore, anzi, qualcuna non lo è affatto e non sempre
ci sono figure romantiche. Potremmo dire grandi
donne per grandi autori, perché,
come qualcuno ha detto: “dietro un
grande uomo c'è sempre una grande donna”.
Suzanne, Lucy, Agnese, Ofelia, Aida e così via: viste e raccontate
da Leonard Cohen, Nick Cave, De André e tanti altri.