Blog su Cinema, Letteratura, Arte, Cultura, Tempo libero, Esperienze. Post su Film, Libri, Mostre, Esperienze di vita, Fumetti, Cartoni Animati e quello che mi piace ed anche che mi piace di meno.
lunedì 6 novembre 2023
Citazioni Cinematografiche n.536
venerdì 18 febbraio 2022
Incipit 60/100
“Alle diciannove, ora di bordo, passai in mezzo ai meccanici, fermi accanto al pozzo di lancio, e per la scaletta a mano scesi nella capsula. Ci stava giusto un uomo, con lo spazio appena sufficiente per muovere i gomiti. Una volta avvitata sulla paratia la bocchetta del mio sistema pneumatico antiaccelerazione, la tuta si gonfiò e da quell'istante non potei più fare neanche il minimo movimento. In posizione eretta, anzi, direi sospeso in un cuscino d'aria, ero tutt'uno con lo scafo.”
(Solaris, di Stanislaw Lem – trad. Eva Bolzoni)
venerdì 28 gennaio 2022
Incipit 57/100
“L'uomo in grigio decise che avrebbe rubato i famosi diamanti Glen a mezzanotte. Purché fossero ancora nella cassaforte e l'appartamento fosse deserto. Questo doveva assolutamente saperlo con certezza. Perciò spiava e attendeva. Alle sette e mezzo la sua pazienza fu ricompensata.”
(Il Quarto Protocollo, di Frederick Forsyth – trad. Roberta Rambelli)
lunedì 8 novembre 2021
Citazioni Cinematografiche n.432
Dimitrij: Sergej Petrowitsch voi sapete meglio di me che vi sono stato costretto.
Sergej Petrowitsch Kotov:
Oh, da chi? Chi ti ha costretto? Dimmi? Mio candido angelo. Io non ti
conoscevo nemmeno nel '23, non avevo mai sentito parlare di te. Ti hanno
comprato, come una puttana, in franchi ti hanno comprato.
Dimitrij:
Io non vi consento di parlarmi così. Io volevo soltanto una cosa:
tornare in questa casa. Ci avevo creduto, me l'avevano promesso, i
vostri amici me l'avevano promesso: "fallo" mi dissero "e noi ti faremo
tornare". Ma mi hanno ingannato e mi hanno preso tutto. Tutto! La vita,
il mio lavoro, l'amore, Marusia, la fede, la patria, tutto mi hai preso!
Sergej Petrowitsch Kotov:
Ah, ecco ora capisco perché sei tornato, per godere, per gioire delle
tue offese, per assaporarle goccia a goccia, per sorseggiarle. E dopo,
paf!: "cittadino Kotov siete in arresto".
Dimitrij: Sì, devo riconoscere che un reato grave io l'ho commesso, sono venuto ad avvisarvi.
Sergej Petrowitsch Kotov:
Menti, continui a mentire. Ti comporti come una puttana, come l'ultima
delle puttane, hai mentito di qua e di là, perché dopo ne tenessi conto.
Lo sai come andrà a finire questa storia? Chi oserà toccarmi? Chi oserà
toccarmi? L'eroe della rivoluzione, il leggendario Colonnello, chi? Chi
oserà toccare Kotov?
Dimitrij: Ti ricorderò tutto questo.
Sì, ti voglio vedere tra cinque giorni, voglio proprio vedere, quando ti
ritroverai ricoperto di merda fino al collo! Quando scriverai di tuo
pugno la confessione che dal 1920 hai fatto la spia per i tedeschi e dal
1923 anche per i giapponesi. Quando confesserai che sei un terrorista e
che hai organizzato un attentato alla vita del compagno Stalin, e se
non vorrai firmare, lurida carogna, ci faremo carico di ricordarti che
hai una moglie e una figlia!
(Dimitrij/Oleg Menshikov e Sergej Petrowitsch Kotov/Nikita Michalkov in "Sole ingannatore", di Nikita Michalkov - 1994)
venerdì 18 ottobre 2019
Nella casa del pianista, di Jan Brokken
venerdì 5 ottobre 2018
1968 - Praga
Natalya Gorbanewskaya è una poetessa russa nata nel 1936. Nel 1968 scrisse una poesia in cui prendeva posizione contro l'invasione della Cecoslovacchia. Il governo sovietico la rinchiuse in un ospedale psichiatrico (nonostante avesse appena dato alla luce un figlio da cui fui separata), dove rimase ben tre anni fino al 1972. Joan Baez incise la canzone Natalia nel 1976. Nell'introduzione arriva a dichiarare "E' grazie a persone come Natalya che io e voi siamo ancora vivi e camminiamo sulla faccia della terra".
Where is the sky
Where is the light
You long for
What hope of you
Where you are now
Natalia Gorbanevskaja
Inside the ward
Naked and cruel
Where life is stolen
From those who try
To stay alive
And not be broken
Where are the friends
Where are the men
Who among them
Can defend you
Where is the child
You'll never see
Natalia Gorbanevskaja
What else there lives
Behind the door
That never opens
Are you insane
As they say you are
Or just forsaken
Are you still there
Do you still care
Or are you lost forever
I know this song
You'll never hear
Natalia Gorbanevskaja
hanno vite segnate dalla fatica e qualche brutto momento
ma quando andiamo a dormire, poi, ci fanno addormentare al loro ricordo
Le ragazze di Praga hanno i capelli come grano d'agosto
se le guardi negli occhi rischi di perderti in un mare più vasto
profondità che ci spaventa un po’, ha l'odore forte della libertà
Le fate danzano intorno a Jan
E quelle fate cantano insieme a Jan
le nostre fate pregano insieme a Jan
Ian è un segno che non passerà, Jan ha il profumo della primavera...
Le ragazze di Praga hanno vent'anni ma le han parlato dei carri
nelle piazze e nelle strade che non fanno camminare in avanti
e quando andiamo a dormire noi ci addormentiamo insieme ad un loro volto



























