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lunedì 29 settembre 2025

Citazioni Cinematografiche n.635

 

Nixon: Senta, quando si è in carica a volte bisogna fare molte cose che forse non si possono definire, nel senso stretto della legge, "legali" ma vengono fatte per conseguire il bene più alto della Nazione.
Frost: Scusi, voglio essere sicuro d'aver capito. Sta veramente affermando che in certe situazioni il Presidente può decidere il migliore interesse della Nazione e poi fare qualcosa di illegale?
Nixon: Sto dicendo che se è il Presidente a farlo vuol dire che non è illegale.
Frost: Come, scusi?
Nixon: È quello che io penso. Ma mi rendo conto che nessun altro condivide questa opinione.

(Richard Nixon/Frank Langella e David Frost/Michael Sheen in “Frost/Nixon – Il duello”, di Ron Howard - 2008)









lunedì 19 maggio 2025

Citazioni Cinematografiche n.616

 

Ci proclamiamo e in effetti lo siamo difensori della libertà ovunque essa continui a esistere nel mondo ma non possiamo difenderla altrove se a casa nostra la calpestiamo.

(Edward R. Murrow/David Strathairn in “Good Night, and Good Luck”, di George Clooney - 2005)





giovedì 23 gennaio 2025

A proposito degli Stranieri


William Shakespeare richiama alla tolleranza verso i migranti nell'opera “Tommaso Moro”.


Gli uomini sono da sempre "in cammino", sono sempre stati migranti e perciò, per qualcuno e per qualcosa, "stranieri".


I flussi migratori, la migrazione, come Shakespeare splendidamente narra e mostra in questa notevole scena, non è un fenomeno nuovo: la domanda fondamentale è come noi reagiamo ad esso, come chi ci amministra e governa si pone di fronte ad esso, quali decisioni prende e quali parole utilizza.




Immaginate allora di vedere gli stranieri derelitti, coi bambini in spalla, e i poveri bagagli arrancare verso i porti e le coste in cerca di trasporto, e che voi vi asseggiate come Re dei vostri desideri - l’autorità messa a tacere dal vostro vociare alterato - e ve ne possiate stare tutti tronfi nella gorgiera della vostra presunzione.


Vi piacerebbe allora trovare una nazione d’indole così barbara che, in un’esplosione di odio e di violenza, non vi conceda un posto sulla terra, affili i suoi detestabili coltelli contro le vostre gole.


lunedì 15 luglio 2024

Citazioni Cinematografiche n.572

 

In realtà andai al funerale anche per chiedere al presidente Giulio Andreotti perché mi aveva fatto fare quella domanda. Come faceva a sapere che la criminalità era solo in Campania e in Calabria, era veramente sicuro? Chi glielo aveva detto? Riuscii a intravedere il segretario del Partito Socialista Bettino Craxi, il leader del Movimento Sociale Giorgio Almirante, il Presidente della Repubblica Sandro Pertini e il premier Giovanni Spadolini, ma lui, Giulio Andreotti, non lo vidi. Non lo vidi semplicemente perché non c'era. E quando qualche giorno dopo qualcuno gli chiese per quale motivo non fosse andato al funerale del generale dalla Chiesa, rispose: «Preferisco andare ai battesimi.»

(Arturo/Pif in “La mafia uccide solo d'estate”, di Pif - 2013)






lunedì 31 luglio 2023

Citazioni Cinematografiche n.522

 

Senti, Elena, tu sarai furba quanto vuoi ma certamente non capisci che a diciassette anni si può essere marxisti-leninisti ma si pretende dalla propria sorella che non si faccia sbattere. Cosa vuoi, ci siamo passati tutti, il mondo può andare a rotta di collo ma la sorella non si tocca.

(Vittorio/Glauco Mari in “La Cina è vicina”, di Marco Bellocchio - 1967)





venerdì 14 ottobre 2022

Incipit 94/100


Uno spettro si aggira per l'Europa: lo spettro del comunismo. Tutte le potenze della vecchia Europa si sono coalizzate in una sacra caccia alle streghe contro questo spettro: il papa e lo zar, Metternich e Guizot, radicali francesi e poliziotti tedeschi.”

(Il Manifesto del Partito Comunista, di Karl Marx e Friedrich Engels – trad. Lucio Caracciolo)





giovedì 22 settembre 2022

Cosa ci aspetta dopo domenica?

 



“Tre piaghe, tre flagelli minacciano il mondo.

La prima è la piaga del nazionalismo.

La seconda, la piaga del razzismo.

La terza, la piaga del fondamentalismo religioso.

Le tre piaghe sono unite dalla stessa caratteristica, dallo stesso comun denominatore: la più totale, aggressiva e onnipotente irrazionalità. Impossibile penetrare in una mente contagiata da uno di questi tre mali. In quelle teste arde un sacro rogo in attesa delle sue vittime.”

(da “Imperium”, di Ryszard Kapuściński – trad. Vera Verdiani)




giovedì 2 giugno 2022

Festa di tutti gli Italiani... e abbasso il re

Il 2 giugno del 1946, dopo il duro ventennio fascista e la sciagura della guerra, l'Italia entrava a far parte a pieno titolo del novero delle nazioni libere e democratiche. E questo accadde, si badi bene, non soltanto perché la forma repubblicana prevalse su quella monarchica, ma perché, per la prima volta nella storia della nazione, ritrovata la libertà, la partecipazione al voto di tutti, uomini e donne, realizzava una piena democrazia. È stata l'introduzione dell'autentico suffragio universale a far compiere all'Italia il vero salto di qualità, trasformandola in un Paese in cui tutti i cittadini concorrono, in egual misura, a determinare, con il loro voto, le scelte fondamentali della vita nazionale. Furono i cittadini a scegliere la forma di Stato, ad eleggere i membri dell'Assemblea costituente, a determinare la formazione dei governi. Per questo credo che oggi si possa affermare che la festa del 2 giugno è la festa della libertà di scelta: e per questo è la festa che riunisce tutti gli italiani.

(Sergio Mattarella)





sabato 19 febbraio 2022

Samuel Stern #27 - Il Quinto Comandamento

 



La sceneggiatura, in questo numero 27 della serie di Samuel Stern, affronta con coraggio due tematiche spesso distinte ma che mirabilmente si incontrano: il terrorismo politico e, forse soprattutto, l’eutanasia. La storia che propone non semplici riflessioni, sebbene carica e caratterizzata dal sovrannaturale, riporta tematiche quotidiane, che rendono la lettura molto accattivante e provvista di un ritmo costante ed allo stesso tempo equilibrato, nelle pause e nell'azione .



Alla storia si abbinano molto bene i disegni di Annapaola Martello che riesce, grazie a giochi di ombre ed alla luce, a sottolineare la drammaticità della situazione. L’espressività dei personaggi gioca un ruolo fondamentale, donando una tale profondità psicologica che quasi non ci si accorge di essere rimasti pressoché per tutto l'albo nella stessa, unica, stanza e nei ricordi e pensieri di una persona.





giovedì 25 novembre 2021

Libertà, principi, laici e cattolici


Diceva Gaetano Salvemini: Il clericale domanda la libertà per sé in nome del principio liberale, salvo sopprimerla negli altri, non appena gli sia possibile, in nome del principio clericale.

Come dire che i cattolici rivendicano la loro libertà in base ai nostri principi, quelli laici, e negano le nostre libertà in base ai loro principi, quelli religiosi.

Oppure come dire che per i cattolici quello che vale per tutti, vale anche per loro se gli conviene, ma quello che vale solo per loro deve per forza valere per tutti.

Oppure che vale solo quando lo dicono loro.

Oppure, semplicemente, hanno la faccia come il culo!


sabato 30 gennaio 2021

Giallo, Noir & Thriller/80


Titolo: Nessuna morte è perfetta

Autore: Katarzyna Bonda

Traduttore: Laura Rescio, Walter Da Soller

Editore: Piemme - 2018


Secondo capitolo della serie incentrata su Sasza Załuska, profiler polacca dai capelli rosso fuoco con un passato da alcolista già conosciuta in “Non esistono buone intenzioni”.

L'autrice Katarzyna Bonda ambienta questa nuova vicenda sempre in Polonia, ma lontano da Danzica, vicino al confine con la Bielorussia, nel voivodato della Podlachia, in un zona da decenni teatro di tensioni linguistiche, religiose, culturali e perciò politiche. Il dato che Bonda sia originaria di quei luoghi dona ulteriore interesse alla sua opera, dove l'autobiografico si rivela in una serie di dettagli che arricchiscono il lavoro di documentazione e studio

Nessuna morte è perfetta” si svolge pertanto nella cittadina di Hajnówka, dove polacchi cattolici e bielorussi ortodossi sono divisi dall'alfabeto utilizzato e dalla fede professata, ma uniti dalle tragedie che quei luoghi hanno osservato da secoli.

Hajnówka dietro un'apparenza di tranquillità e di ospitalità, nasconde un clima omertoso e piuttosto ricco di misteri irrisolti, che si collocano indietro nel tempo. Bonda fa partire tutto dal 1946, quando una spedizione punitiva organizzata da partigiani nazionalisti cattolici, rimasta impunita, massacrò oltre cento polacchi di origine bielorussa, considerati comunisti alleati dei sovietici e quindi nemici da abbattere.


I misteri del passato si legano in maniera tragica a quelli del presente, con Sasza suo malgrado coinvolta, tra cui la sparizione di una giovane sposa avvenuta proprio il giorno delle nozze, atti di violenza etnica e l’impossibilità di trovare il serial killer che ha segnato la sua vita, che sembra essere stato ricoverato in un clinica proprio in quei luoghi.

Tra piani temporali diversi, un balletto coinvolgente fra presente e passato e una serie di sparizioni, il lettore si trova di fronte ad una storia complessa che si poggia sulla Storia, per giungere ad una verità che non ha nulla di consolatorio e in verità piuttosto sconvolgente. Un thriller che sa essere più di un thriller (ammesso che qualcuno semplicemente lo sia) in cui la protagonista, tanto forte quanto disturbata e problematica, funge da inconsapevole catalizzatore di violenze e temi, per portare all'attenzione di chi legge un periodo storico, una zona periferica dell'Europa ed altro ancora, con le cicatrici, i limiti, i lati tragici e le debolezze dell’animo umano.

La profiler Sasza Załuska ha cambiato vita. Tornata in Polonia con la sua bambina, è da un bel po' che non tocca un goccio. E ora è decisa a fare pace con quel pezzo del suo passato che ancora la tormenta: il padre di sua figlia, conosciuto quando, alle prime armi come agente infiltrata nella malavita di Danzica, aveva commesso l'errore di innamorarsi proprio della persona su cui avrebbe dovuto vigilare. È per questo che Sasza si sposta sulle sue tracce ad Hajnówka, una città popolata da tanti misteri irrisolti che affondano le radici in un lontano passato. Come quello di Iwona, sposa bielorussa scomparsa il giorno del suo matrimonio con un ricco polacco del luogo. Sarà proprio Sasza, scontrandosi con la polizia locale, a indagare sulla sparizione della donna. (da edizpiemme.it)


 

domenica 18 ottobre 2020

Fede?

"When politicians use faith as an excuse to pass and uphold laws that seize control of people’s bodies but not guarantee them healthcare, feed the poor, shelter the homeless, or welcome the stranger, you have to wonder if it’s really about faith at all."


Quando i politici usano la fede come scusa per approvare e sostenere leggi che prendono il controllo dei corpi delle persone ma non garantiscono loro l'assistenza sanitaria, non sfamano i poveri, non danno rifugio ai senzatetto o non danno il benvenuto allo straniero, devi chiederti se si tratta davvero di fede.”

(Alexandria Ocasio-Cortez)






giovedì 18 giugno 2020

Re, Principi e Federico il Grande


Noi Italiani non abbiamo una positiva, diretta esperienza di principi, probabilmente anzi abbiamo pessimi trascorsi in merito a monarchia. Indifendibili i Savoia, nel complesso mediocri ma colpevoli di pagine tra le più tristi del '900, con la vergogna del Fascismo e delle leggi razziali del 1938. Pessimi i Borbone e via dicendo, pressoché trascurabili i vari che hanno “amministrato”, per conto di monarchie ben più illustri, porzioni del territorio della Penisola.

Andando più indietro nella storia, nonché nella cultura, il pensiero va all'opera di Niccolò Macchiavelli “Il Principe”. In quella che era ancora “un'espressione geografica” Machiavelli descrive e racconta, in un qualcosa che contiene tratti di un trattato politico, di un manuale e di un vaudeville rinascimentale come, secondo la sua visione si sostanzierebbe la figura e la condotta di un regnante, di come si potesse conquistare e mantenere un “principato”. 
 
Al di là del famoso aforisma secondo cui “il fine giustifica i mezzi”, in realtà non contenuto dall'opera ma semplicistica sintesi che travia e forza alcuni passaggi dell'opera stessa, Machiavelli fu studiato e finanche preso a modello e fonte di ispirazione.
Ancora oggi si sente dire quanto sia “molto più sicuro essere temuti che amati”, infatti nel testo possiamo leggere “E gli uomini hanno men rispetto di offendere uno che si facci amare, che uno che si facci temere; perché l’amore è tenuto da un vincolo di obbligo, il quale, per essere gli uomini tristi, da ogni occasione di propria utilità è rotto; ma il timore è tenuto da una paura di pena, che non abbandona mai”.

Inoltre noto è il seguente passaggio: “Quanto sia laudabile in un Principe mantenere la fede, e vivere con integrità, e non con astuzia, ciascuno lo intende. Nondimeno si vede per esperienzia, ne' nostri tempi, quelli Principi aver fatto gran cose, che della fede hanno tenuto poco conto, e che hanno saputo con astuzia aggirare i cervelli degli uomini, ed alla fine hanno superato quelli che si sono fondati in su la lealtà”.

Perché, come ci disse Emil Cioran “Machiavelli sa troppo bene che un Marco Aurelio è un fenomeno raro, anzi unico, che è un'eccezione di cui è inutile tenere conto. I Tiberio, i Nerone, i Caligola, ecco la materia della storia. Ogni principe degno di questo nome si avvicina più o meno a loro; ogni principe che conosca il proprio mestiere è un mostro dichiarato o attenuato e corretto. I suoi sudditi lo meritano. Per questo Machiavelli lo mette in guardia contro i pericoli della bontà. Uno Stato non si compone né di angeli, né di agnelli: è la giungla organizzata. Tale è l'idea, talora espressa, talora sottintesa, del Principe”.

Le case regnanti europee non dimenticarono la lezione. Chi più chi meno, tutte misero in pratica molto di quanto suggerito, mettendoci anche del proprio probabilmente. Con una luminosissima ed emozionante eccezione, incarnata in Federico II Hohenzollern Re di Prussia detto "il Grande”.
Egli scrisse: “Machiavelli ... è stato criticato soltanto da qualche moralista e malgrado loro e la sua morale perniciosa è stato considerato un maestro della politica fino ai giorni nostri. Voglio assumermi la difesa dell’umanità contro questo mostro che la minaccia, opporre la giustizia e la ragione al crimine e al sofisma: ho tentato di esprimere le mie riflessioni sul “Principe” capitolo per capitolo, affinché l’antidoto seguisse immediatamente il veleno […] La storia dovrebbe eternare solo i principi buoni […] I libri di storia sacrificherebbero molto alla verità, ma l’umanità ne trarrebbe vantaggio […] tutti sarebbero convinti che la vera politica dei re, fondata sulla giustizia, la prudenza e la bontà, è preferibile in tutti i sensi al sistema incoerente e orrendo che Machiavelli ha avuto la sfrontatezza di presentare al pubblico”.

Non furono vacue parole scritte, riflessioni vuote, ma trovarono corrispondenza non solo nel suo operato di regnante, ma anche nella sua condotta quotidiana, pubblica e privata. Se ricevette l'appellativo di “Grande”, grande lo fu certo per la varietà dei suoi talenti, a partire dalla strategia militare, campo a lui non congeniale inculcatogli con una durissima educazione dal non amato padre Federico Guglielmo, ma Federico fu soprattutto un illuminato governante, capace di essere di esempio al suo Paese e aperto alle più innovative visioni di una politica sana e saggia.

Inoltre diversi dettagli della biografia di Federico, che fu Re dal 1740 alla morte nel 1786 appaiono di interesse politico, storico ma anche artistico e di costume.
Arte e cultura sono per Federico indispensabili ad un governo di successo: nota la sua amicizia con Voltaire, che visse a lungo suo ospite; noto l’ambiente raffinato e cosmopolita creato da Re Federico nella splendida reggia di Sans Souci, detta la Versailles di Berlino
 
In merito alla musica non fu un semplice appassionato o dilettante ma interprete virtuoso e musicista di talento.
Federico II compose molta musica di discreta qualità: Concerti, Sinfonie, Arie cantate e libretti d’opera, oltre a ben 121 Sonate per flauto e clavicembalo, da lui eseguite a corte con abilità e gusto in duo con l'amatissima sorella Guglielmina.
Di seguito esempi di sue composizioni.


martedì 22 ottobre 2019

Perché lo fa?

Tutto quel parlare di ambiente e clima. Cosa ci sarà dietro?
Ogni settimana volontariato in parrocchia. Cosa nasconde?
Sempre in giro sulla spiaggia a raccogliere rifiuti. Cosa ci guadagna?
Si è fatta eleggere in consiglio comunale. Quali affari deve proteggere?
Raccomanda a tutti di fare la raccolta differenziata. Chi lo paga?
Organizza il cinema gratuito per i bambini del quartiere. Perché lo fa?
Guida il pulmino dei disabili il sabato pomeriggio. Si dovrà far perdonare qualcosa!

Marcello Mastroianni in “Maccheroni” - di Ettore Scola (1985)

domenica 4 agosto 2019

Il Male giustificato


Poi, con il passare del tempo, capii che, anche se tutti noi uomini siamo capaci di fare il bene e il male, i peggiori sono sempre quelli che, quando dispensano il male, lo fanno al riparo dell'autorità altrui, della subordinazione, o con il pretesto di obbedire agli ordini ricevuti. E se sono già terribili coloro che dicono di agire nel nome di un'autorità, una gerarchia o una patria, quelli che si sentono giustificati da un qualche Dio sono anche peggio.

(Arturo Pérez-Reverte, “Purezza di Sangue” – Il Saggiatore, 2010, trad. Roberta Bovaia)


sabato 13 luglio 2019

Internet, social network, ignoranza, intolleranza


Quando, poco più di 20 anni fa, anche per me ed altri a me vicini iniziò la rivoluzione del web, principalmente grazie alle sale attrezzate nei laboratori universitari, ingenuamente buona parte di noi credette (e cedette) all'illusione di un nuovo modo di conoscere, sapere, trasmettere e condividere. La promessa di una conoscenza più diffusa, più “libera”, qualunque cosa potesse significare, anche se per noi sembrava chiaro. Una possibilità di informarsi ed informare, di farsi un'idea, anche di studiare e farsi conoscere. Perché no, anche l'ideale di una controinformazione, che si opponesse ai canali tradizionali o anche solo dialogasse in modo “battagliero” con la cultura dominante. Il miraggio di una base, di una strada per diffondere nomi, fatti, dati, ragionamenti, riflessioni e spunti che divenissero sapere controegemonico.
Chissà se eravamo solamente ingenui oppure troppo accademici, a nostro modo nuovi illuministi che credevano che quello strumento, il web, avrebbe portato solo cose buone e positive, tanto da elevarci ed elevare tutto e tutti ad una inedita ed entusiasmante dimensione, di conoscenza e di condiviso progresso verso nuovi orizzonti culturali e sociali. All'inizio sembrava effettivamente così, o almeno pensavamo lo fosse, anche perché alle prese con i movimenti “no-new global”, le tesi universitarie, i confronti su Noam Chomsky, Naomi Klein e la voglia di progresso e di crescita sostenibile, di condivisione di file musicali, di video e testi al di fuori delle “gabbie” commerciali. Si potevano leggere ed ascoltare contributi di studiosi, scienziati, storici, scrittori, professori ed altre importanti personalità, anche solo per il gusto di poterne poi discutere insieme e litigare con cognizione di causa, soprattutto sapendo il più possibile di cosa si parlasse.


Già cominciavano a sorgerci dubbi e perplessità quando ci rendemmo conto che spesso il web era pieno e prodigo di altro, sotto forma di pubblicità varie, notizie inventate, inviti a partecipare a “catene di messaggi” e milioni di foto di gattini in bottiglia ed altre bestie. La cosa, almeno dal punto di vista di chi scrive, ha preso una tragica e grottesca deriva con la diffusione degli smartphone e la disponibilità dei vari social network.
In buona sostanza, allo stato attuale, Internet ed i social network, in modo tanto repentino quanto sospettosamente sfruttato, sono riusciti a sovvertire la nostra visione di allora. Hanno tolto gran parte della loro autorità a coloro che una volta erano considerati degni di essere letti ed ascoltati, tragicamente prendendo solo il lato più negativo di una possibile rivoluzione, ovvero gettare tutto quello che anche solo aveva parvenza di accademico, di elevato, di imposto dall'alto. Ora i cosiddetti esperti, anche e soprattutto quelli che lo sono veramente in virtù di studi, ricerche ed impegno culturale e di conoscenza, non vengono più ascoltati, anzi denigrati. Internet ed i social network hanno promosso e reso più visibili i non esperti, i colpevoli ignoranti potremmo dire, quelli che sfoggiano e si fanno onore del loro anti-intellettualismo, del loro essere vicini alla “gente comune”. Come se l'ignoranza e l'incompetenza fossero una virtù, persino un punto di forza, una privilegiata condizione socio-politica. Questa spietata critica della competenza, condita di “questo lo dice lei”, “ma dove sta scritto”, “non è necessario essere laureati per...” e così via, ha avuto conseguenze nel migliore dei casi ambigue, quando non drammatiche e pericolose, poiché ha aperto la via all'ignoranza e all'intolleranza. Ignoranza ed intolleranza di successo, considerando lo spazio ad esse dedicato, le ospitate in televisione, le foto sui giornali, nonché le dichiarazioni e comportamenti di certi ministri e sottosegretari attualmente in carica.
Insomma la critica della competenza ha innalzato a merito e vanto l'incompetenza, l'ignoranza e l'intolleranza, propagate e diffuse attraverso internet ed i social network, che si sono rivelati strumenti delicati e vengono usati in modo opposto dal fornire una base ed una possibilità per il sapere, il conoscere, la diffusione del metodo scientifico ed il progresso collettivo e condiviso.

venerdì 5 luglio 2019

Accusare, non accusare


Accusare gli altri delle nostre disgrazie è prova di umana ignoranza. Accusare noi stessi è cominciare a capire. Non accusare né gli altri né noi stessi, questa è la vera saggezza.
(Epittéto) 


domenica 26 maggio 2019

Vogliamo un'Europa verde, giusta, democratica senza odio e violenza



“Nessuna maledizione è peggiore di un’idea propagata attraverso la violenza”
(Ezra Pound, proprio lui dal cognome maltrattato e violato) 

Ricordiamolo oggi quando andremo a votare!