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giovedì 4 marzo 2021

Sul Carnevale

Il carnevale, in opposizione alla festa ufficiale, era il trionfo di una sorta di liberazione temporanea dalla verità dominante e dal regime esistente, l'abolizione provvisoria di tutti i rapporti gerarchici, dei privilegi, delle regole e dei tabù. Era l'autentica festa del tempo, del divenire, degli avvicendamenti e del rinnovamento. Si opponeva ad ogni perpetuazione, ad ogni carattere definitivo e ad ogni fine. Volgeva il suo sguardo all'avvenire incompiuto.


(Michail Bachtin, da“L'opera di Rabelais e la cultura popolare. Riso, carnevale e festa nella tradizione medievale e rinascimentale”, Torino, Einaudi, 1979)


 

 

mercoledì 13 giugno 2018

Così sono i giorni



Nelle nostre stanze di giovedì c'è odore di pomodoro, di domenica c'è odore di oca arrosto e ogni lunedì di bucato. Così sono i giorni: quello rosso, quello grasso e quello insaponato. Inoltre vi sono i giorni dietro la porta di vetro; o in particolare un unico giorno di fresco, di seta e di legno di sandalo. La luce là dentro è filtrata, delicata, argentea e placida; fuliggine, tempesta, rumore e moscerini non entrano là dentro come nelle altre stanze. Eppure è separata solo da una porta a vetri; ma è come se ci fossero venti porte di bronzo, o come un ponte che non finisce mai, o come un fiume con un traghetto malsicuro da riva a riva.

(da “Danze Macabre”, “Generazioni”, di Rainer Maria Rilke, trad. Mauro Ponzi)


giovedì 30 marzo 2017

L'Orso



Com’è diverso l’orso. Bello nel senso più rigoroso non è, anzi piuttosto un po’ comico nei suoi movimenti impacciati; abile e goffo, non si sa bene come bisogna prenderlo. Vuole porgerti la zampa, tu involontariamente ti tiri indietro. Non consideri che con la tua paura potresti ferirlo? Un orso possiede amor proprio. Stanotte ho sognato di un orso; mi ero tutto arruffato per la sua buffa immagine. Avevo compassione di lui: allungava il braccio verso una ragazza, lei, la sensibilità fatta persona, lui, sgraziato, neanche pettinato; di questo avrebbe dovuto preoccuparsi. “Lasciami in pace” disse lei, lui se ne andò via dritto come un uomo che capisce una parola, un cenno, andò a letto e si tirò addosso la coperta.

(La Rosa, di Robert Walser, trad. Anna Bianco - Adelphi)
 
 

sabato 14 maggio 2016

Non chiederci la parola




Non chiederci la parola che squadri da ogni lato
l'animo nostro informe, e a lettere di fuoco
lo dichiari e risplenda come un croco
perduto in mezzo a un polveroso prato.

Ah l'uomo che se ne va sicuro,
agli altri ed a se stesso amico,
e l'ombra sua non cura che la canicola
stampa sopra uno scalcinato muro!

Non domandarci la formula che mondi possa aprirti,
sì qualche storta sillaba e secca come un ramo.
Codesto solo oggi possiamo dirti,
ciò che non siamo, ciò che non vogliamo
.

(Eugenio Montale – Ossi di Seppia)






martedì 8 marzo 2016

Nomi di donna nel titolo - Il ritorno


Due anni dopo il primo post dedicato alle canzoni con nomi di donna nel titolo, ritorno a proporre una lista canzoni.
Roy  Lichtenstein
Nomi di donna, dal rock al pop, dalla canzone d'autore alla musica popolare, per festeggiare le donne.

Canzoni d’amore, ma non solo, ironia e leggerezza, ma anche dolore e vita quotidiana, tra sentimenti forti e indifferenza, passione e cieca follia.
 
Lucian Freud
A loro modo figure romantiche. Potremmo dire grandi donne per grandi autori e autrici, muse o rimpianti, motivo di ispirazione tramite gioie e dolori.




Autori stranieri e musica italiana, Autrici e Artisti, singoli artisti e gruppi, le donne cantate e celebrate per un buon ascolto e per il piacere di pensare alle donne, passate, presenti e future.

Lee Lufkin Kaula
Come in letteratura, anche in musica.

  1. Fabrizio De Andrè – Geordie
  2. Francesco Guccini – Samantha
  3. Bruce Springsteen - Janey don't you lose heart
  4. The Beatles – Michelle
  5. Buddy Holly – Peggy Sue
  6. Tori Amos - Jackie's strength
  7. Moriarty – Private Lily
  8. Jeff Beck – Sophie
  9. Chet Baker – My Funny Valentine
  10. Schola Cantorum – Lella
  11. Eurythmics – Julia
  12. Gianni Togni – Giulia
  13. Fabio Concato – Giulia
  14. The Pogues – Sally MacLennane
  15. Angelo Branduardi – Laila Laila
  16. Chris Rea – Josephine
  17. Alice – Per Elisa
  18. Annalisa – Alice e il blu
  19. Gino Paoli – Annamaria
  20. Franco Califano – Angela
  21. Toto – Rosanna
  22. Ray La Montagne – Sarah
  23. Rod Stewart – Maggie May
  24. Ornella Vanoni – Vai Valentina
  25. Lucio Battisti - Non è Francesca

giovedì 29 maggio 2014

Cielo stellato



“Camminavamo lungo il sentiero parlando sottovoce. La radura si apriva tra gli alberi all’improvviso, incantevole e devastante, come un anello magico trapuntato di luci. Terribile come un incantesimo. Io e mia sorella eravamo lì, con gli occhi scintillanti e le bocche spalancate dallo stupore. Eravamo dentro l’anello. Restavamo immobili, con lo sguardo inchiodato al cielo, ad ammirare la meraviglia che ci avvolgeva: migliaia di briciole d’oro sparse nel nero più cupo, le piccole gemme luminose immobilizzate nella pece. Se guardavi in mezzo a due di esse ce n’era sempre una terza, poi ancora un’altra e un’altra ancora. Frammenti di diamanti preziosi, guizzati fuori da chissà quali buchi neri e rimasti lì. Polvere magica. Scintille sospese nel vuoto come per incanto, schizzate via dalla coda birichina degli elfi silvani.”

(Alessandro De Benedetti, in “Purpureo e giallo è l’ultimo respiro” – Foschi Editore, 2007)
 
 

venerdì 7 giugno 2013

Photograph





Natalie Merchant & Michael Stipe

Photograph

I found this photograph
Underneath the picture glass
Tender face of black and white
Beautiful, a haunting sight

Looked into an angels smile
Captivated all the while
From the hair and clothes she wore
I'd place her in between the wars

Was she willing when she sat?
Posed the pretty photograph
Save her flowering and fair
Days to come, days to share
A big smile for the camera

How did she know?
The moment could be lost forever
Forever more

I found this photograph
Stashed between the old joist walls
In a place where time is lost
Lost behind, where all things fall

Broken books and calendars
Letters script in careful hand
Music too, a standard tune by
Some forgotten big brass band

From the threshold what's to see
Of our brave new century?
The television's just a dream
Radio, silver screen
Big smile for the camera

How did she know?
The moment could be lost forever
Forever more

Was her childhood filled with rhymes
Stolen hooks, impassioned crimes?
Was she innocent or blind
To the cruelty of her time?

Was she fearful in her day
Was she hopeful, did she pray?
Were there skeletons inside
Family secrets, sworn to hide?

Did she feel the beat that stirs
The fall from grace of wayward girls?
Was she tempted to pretend
The love and laughter, until the end?