Visualizzazione post con etichetta Inverno. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Inverno. Mostra tutti i post

mercoledì 12 gennaio 2022

Inverno

 

La gazza, Claude Monet

Respirano lievi gli altissimi abeti
racchiusi nel manto di neve.
Più morbido e folto quel bianco splendore
riveste ogni ramo, via via.
Le candide strade si fanno più zitte:
le stanze raccolte, più intense.
Rintoccano l'ore. Ne viene
percosso ogni bimbo, tremando.
Di sovra gli alari, lo schianto di un ciocco
che in lampi e faville, rovina.
In niveo brillar di lustrini
il candido giorno là fuori s'accresce,
diviene sempiterno, infinito.

(Rainer Maria Rilke, da Liriche – Trad. Vincenzo Errante)





mercoledì 3 febbraio 2021

Inverno

 

Vennero i freddi,
con bianchi pennacchi e azzurre spade
spopolarono le contrade.
Il riverbero dei fuochi splendé calmo nei vetri.
La luna era sugli spogli orti invernali.


(Attilio Bertolucci, da Fuochi in novembre - 1934) 


 

martedì 22 dicembre 2020

mercoledì 29 gennaio 2020

Paesaggio Invernale

Paesaggio invernale con trappola per uccelli - Pieter Bruegel il Vecchio - 1565, Bruxelles, Musées Royaux des Beaux-Arts

Ciò che più mi colpisce in quest'opera, oltre la raffigurazione degli abitanti del villaggio e delle loro occupazioni con rimandi più o meno evidenti nella loro allegoria e nei vari simbolismi trovativi, è la resa dell'atmosfera.
Tutto è praticamente giocato sull'utilizzo di un paio di colori, il che fa sì che il dipinto sia particolarmente suggestivo. Soprattutto mi piace ammirare e notare la nebbia che avvolge la città sullo sfondo, che rende questo lavoro di Bruegel una delle vette della sua produzione. 
Invito a soffermarsi sull'effetto creato dal contrasto tra il candore opaco della neve, le silhouette scure di alberi ed edifici, e i riflessi della luce sul fiume ghiacciato sul quale si muovono i personaggi, osservati da alcuni uccelli appollaiati sui rami spogli degli alberi e da altri che invece stanno volando nel cielo offuscato dalle nubi.

 

martedì 21 gennaio 2020

Misticismo e fede in un paesaggio invernale

Paesaggio invernale, di Caspar David Friedrich, 1811 - Londra, National Gallery

 

Opera molto suggestiva, per la scelta di utilizzare una gamma di colori essenziale e per le gradazioni di tono degli stessi, e dai forti rimandi simbolici. L'abete, un albero sempreverde, spesso interpretato e proposto come simbolo della fede, un  sostegno a cui affidarsi anche in situazioni difficili e nelle avversità (il paesaggio innevato). La chiesa gotica sullo sfondo, che appare fra la nebbia, forse una promessa di salvezza e di beatitudine. Magari dopo la morte, evocata dalle grosse pietre simili a lapidi cimiteriali su cui si appoggia la figura umana, un mendicante o un viaggiatore che ha abbandonato sostegni ed aiuti materiali (le stampelle sulla neve) per dedicarsi alla preghiera.