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lunedì 6 ottobre 2025

Citazioni Cinematografiche n.636

 

Il tempo è un abisso profondo come lunghe infinite notti, i secoli vengono e vanno. Non avere la capacità di invecchiare è terribile. La morte non è il peggio: ci sono cose molto più orribili della morte. Riesce a immaginarlo? Durare attraverso i secoli, sperimentando ogni giorno le stesse futili cose.

(Conte Dracula/Klaus Kinski in “Nosferatu, il principe della notte”, di Werner Herzog - 1979)





sabato 26 dicembre 2020

Anne Rice, Neil Jordan e Sting per un vampiro



Quando si accenna a “Intervista col vampiro” gran parte degli interlocutori pensa immediatamente all'omonimo film di Neil Jordan del 1994. Quel film è tratto da un libro di Anne Rice con lo stesso titolo, pubblicato in Italia nel 1977. Sia la visione dell'opera dell'apprezzabile Jordan che la lettura di quella di Rice sono consigliabili, per varie motivazioni ed anche solo per diletto.

La cosa curiosa, se così si può dire, è che il romanzo della scrittrice statunitense aveva precedentemente stimolato ed ispirato il britannico Sting, che nel suo album d'esordio come solista, “The Dream of the Blue Turtles”, circa 10 anni prima del film con Brad Pitt, Tom Cruise, una giovane Kirsten Dunst e compagnia, cantava “Moon over Bourbon Street”, brano che richiama “Intervista col vampiro”, il libro appunto.
Sebbene non mi possa considerare un fan di Sting, non ho remore a definire “Moon over Bourbon Street” un gran bel pezzo. Atmosfere e passaggi jazz donano una particolare delicatezza e intensità al testo, che ha un gran accompagnamento sia nella voce di Sting che nelle musiche eseguite da ottimi artisti, tra cui Branford Marsalis al sassofono.



There's a moon over bourbon street tonight
I see faces as they pass beneath the pale lamplight
I've no choice but to follow that call
The bright lights the people and the moon and all
I pray everyday to be strong
For I know what I do must be wrong
Oh you'll never see my shade or hear the sound of my feet
While there's a moon over bourbon street

It was many years ago that I became what I am
I was trapped in this life like an innocent lamb
Now I can never show my face at noon
And you'll only see me walking by the light of the moon
The brim of my hat hides the eye of a beast
I've the face of a sinner but the hands of a priest
Oh you'll never see my shade or hear the sound of my feet
While there's a moon over bourbon street

She walks everyday through the streets of New Orleans
She's innocent and young from a family of means
I have stood many times outside her window at night
To struggle with my instinct in the pale moonlight
How could I be this way when I pray to god above
I must love what I destroy and destroy the thing I love
Oh you'll never see my shade or hear the sound of my feet
While there's a moon over bourbon street


domenica 5 maggio 2019

Dampyr #229 - Kurjak il vampiro






La sceneggiatura di Giovanni Di Gregorio mette Harlan e Tesla nella difficile situazione di valutare il loro operato e la loro missione. Saranno in grado di mettere in campo lucidità e decisione d'azione di fronte ad un Kurjak trasformato in creatura della notte?
Episodio che funge da collante ed allo stesso tempo “da esca” per il lettore e per il prosieguo della serie. A mio parere è segno di una certa maturità e profondità della testata porre gli eroi protagonisti di fronte a difficili quesiti sulla morale, sul senso delle loro azioni e sulla volontà o debolezza individuale e del gruppo, come ad esempio interrogarsi su quale linea mantenere davanti alla spietatezza e la ferocia che sembra sopraffare il loro amico, inoltre offrendo dialoghi adeguati ed apprezzabili, per lo più azzeccati e mai ridondanti.

Fabio Bartolini con il suo tratto pulito, delineato da neri decisi che valorizzano le figure e l'impostazione che il disegnatore propone, illustra il tormento di Harlan e la sua difficoltà nello scontarsi con Kurjak, fratello di vita e di battaglia, con tavole leggibili e impreziosite dalla cura per il dettaglio.

Da qualche tempo Emil Kurjak, l’unico umano del terzetto di ammazzavampiri, soffre di una brutta tosse. Inoltre un parassita noto come “Pallida Maschera” è stato innestato nel suo corpo per conto dei terribili Grandi Antichi. Che cos'altro gli accadrà? Qual è il nemico di Dampyr dietro a questo diabolico piano ordito alle spese dei nostri eroi?… Ma, soprattutto, Emil Kurjak, soldato tutto d’un pezzo e amico fidato, può schierarsi contro i suoi compagni di sempre? (da sergiobonelli.it)

martedì 26 marzo 2019

Dampyr #228 - La Serva


Non nascondo una leggera delusione alla fine della lettura de “La Serva”, albo numero 228 di Dampyr. Dopo un interessante e stimolante prologo, arricchito da un excursus storico che faceva ben sperare, mi sono trovato in bilico fra sensazioni contrastanti.

Viene introdotto un nuovo nemico, Dorka, la serva della Contessa Bathory, esecutrice di una serie di omicidi che hanno poi reso tristemente celebre la nobile vampira, sanguinaria e crudele. Successivamente la sceneggiatura ci conduce all'attualità, in Ungheria, dove Harlan si trova ad aiutare il detective privato Vilmos Farkas a risolvere una serie di rapimenti e omicidi dietro i quali si nasconde proprio Dorka. Il protagonista, o meglio la voce narrante è proprio il detective ungherese, che dona un sapore noir all'albo, per una storia in buona parte veloce, agile e godibile, nonostante la scelta di affidarsi al testo e meno alle immagini, che non sempre rendono al meglio e riescono ad essere al pari dell'efficacia della scrittura (cosa che per alcuni lettori equivale ad un peccato pressoché imperdonabile).
Quel po' di delusione a cui accennavo risiede nel fatto che anche se l’albo risulta ben dosato nelle sue componenti, bilanciando sequenze dialogate e altre prettamente di azione, come nel finale amaro e indovinato, soffre invece per alcune scelte di caratterizzazione dei personaggi. Farkas è il “solito” ex poliziotto, come molti altri prima di lui retto ed incorruttibile come anche solitario e addolorato, mentre la figura di Dorka, che avrebbe potuto essere molto più trattata e “utilizzata” anche in una storia più lunga, all'interno di una valutazione obiettiva risulta piatta nella sua violenza e nel suo agire, mentre sarebbe stato apprezzabile conoscerla meglio, magari con qualche flashback aggiuntivo, che avrebbe potuto fornire ulteriori dettagli sulla sua vita, il suo passato, le sue vicende.

Molti secoli dopo gli efferati delitti della vampiresca assassina Erszbeth Bathory, la contessa che beveva il sangue delle giovani donne a lei affidate, il detective privato Vilmos Farkas, indagando a Budapest su alcune ragazze rapite, si imbatte in un terzetto di cacciatori di vampiri. Harlan, Kurjak e Tesla stanno dando la caccia alla vera mente e alla vera vampira dietro i leggendari eccessi della Contessa di sangue: Dorka, la serva! (da sergiobonelli.it)

lunedì 25 marzo 2019

Citazioni Cinematografiche n.295

La perla rimane pura per sempre, mentre la polpa dell'ostrica le marcisce intorno. 
(Eleanor/Saoirse Ronan in "Byzantium" di Neil Jordan - 2012 )



mercoledì 20 febbraio 2019

Dampyr #227 - Pirati!

Mar delle Antille e Pirati per Dampyr n.227. Sceneggiatura lineare, non banale, bensì dinamica e densa d'azione, dove Harlan si trova coinvolto in una faida fra pirati vampiri, una parte dei quali dedita a traffici loschi.
Pirati”, come opportunamente si intitola l'albo, mette quasi in secondo piano i protagonisti della serie, che lasciano spazio e parole ad una fra le figure più affascinanti ed utilizzate nei romanzi e serie d'avventura. Passato e presente si alternano per mettere i predoni dei mari al centro di quella che è di fatto un'avventura di passaggio, volgarmente si direbbe un numero riempitivo, ma che presenta più di un motivo di interesse.

La scrittura, come detto, ma anche i disegni di Simone Delladio, che con tratto pulito ed elegante definisce tavole ricche di particolari, con personaggi sempre ben caratterizzati e dotati di grande espressività. Sicuramente apprezzabile è il fitto tratteggio a trama di tessuto, molto efficace e di impatto nel delineare le ombre e donare il senso di profondità.



Molti anni fa, all’epoca d’oro della pirateria, il Maestro della Notte Akhar Nun condannò una ciurma di pirati a un’eternità di buio e sofferenza, in un vascello sommerso nelle profondità … Cercando i responsabili di morti misteriose tra gli uomini di mare delle Antille, Harlan e soci s’imbattono non solo nei vendicativi non-morti, ma anche nell’equipaggio segreto del loro nemico Akhar Nun… (da sergiobonelli.it)

sabato 18 agosto 2018

Dampyr #221 - Pianeta di Sangue



Un albo da cinefili e per cinefili questo “Pianeta di Sangue”, numero 221 della serie, dove il nostro Dampyr preferito deve vedersela con più di un vecchio nemico, per l'occasione di stanza a Parigi, fra la Belle époque ed i giorni nostri.

Il tutto parte dalla ricostruzione, fantasiosa e suggestiva, della scomparsa di Louis Le Prince, pioniere dell'arte cinematografica. La serie è solita poggiarsi su fatti reali per poi dare spazio alle sceneggiature ed alla fantasia dei suoi curatori e creatori. Non fa eccezione il bel lavoro compiuto da Giorgio Giusfredi, che pur creando un soggetto ed una sceneggiatura che da soli fanno la loro figura, riesce ad inserirsi nella continuity dampyriana, con vari richiami, collegamenti a personaggi già conosciuti, tra gli altri, negli albi 219 (Tutto per Amore), 218 (Danse Macabre), 193 (I Misteri di Cagliari). Tra l'altro mi ha fatto molto piacere rivedere la succuba Meridiana, sempre bellissima, e Ljuba che cresce e credo che presto potrebbe meritarsi nuovamente spazio nel corso delle pubblicazioni.


Ovviamente c'è molto altro in “Pianeta di Sangue”, con la componente cinefila a farla da padrone e da linea centrale, grazie al ricordo del già citato Le Prince e di Georges Méliès, regista, attore e illusionista francese, inventore del cinema fantastico e horror. 

 
Evidente e gradito l'omaggio al cinema di genere, con vari riferimenti ai “cattivi” ed ai mostri più noti (divertente trovarli e riconoscerli tutti, tra cui Alien ed una creatura di Myazaki), ma anche a Truffaut, che funge da legame tra l'ambientazione parigina e l'horror, tra gli stili registici e la biografia di Harlan e Ljuba.



Un elemento da me molto apprezzato della sceneggiatura di Giusfredi è la non comune abilità e cura nel tratteggiare anche dal punto di vista psicologico i suoi personaggi, più o meno protagonisti, che riescono a fungere non da mero contorno per i caratteri principali. Per cui fra Maestri della Notte, Dampyr e creature infernali, il lettore si gusta tutto il “cast”, compresi i critici cinematografici ed i blogger, figure molto concrete e vicine alla realtà, pur con la loro lievissima componente caricaturale.

 




















Il lavoro di Alessio Fortunato è sempre più apprezzabile, per la cura e la maestria nel disegnare e inchiostrare storie oscure, con abbondanza di creature mostruose, nebbie goticheggianti, sguardi truci e crudeli, posture di sfida e di battaglia nella cornice di decadenti ville aristocratiche. Il suo stile rende al meglio l'atmosfera e le ombre da lui create sembrano tanto tangibili da riuscire a circondare ed inghiottire non solo i personaggi sulla carta ma il lettore stesso (insomma mi è piaciuto il suo lavoro!).
Come purtroppo accade in altri albi della serie, l'unico difetto che posso trovare è che la storia risulta, ad una lettura maggiormente meditata e “obiettiva”, un tantino lievemente sbilanciata, dove l'ottima costruzione della trama, del contesto e delle ambientazioni porta ad un finale che risolve il tutto con modalità forse troppo rapide (rimane sempre il limite del numero di pagine degli albi Bonelli).

Sul treno Digione/Parigi, il 16 settembre 1890 scomparve il primo inventore della cinepresa a lente unica, Louis Le Prince. In che modo questo misterioso avvenimento ha a che fare con l'inventore del Cinema Fantastico e Horror, Georges Méliès?
Nella Parigi della Belle Époque nasce una pellicola maledetta di cui sopravvive ancor oggi una terribile copia che viene conservata da una società segreta di cinefili... Chi trama nell'ombra per uccidere Dampyr con "Pianeta di sangue", il film che rende folli?
(da sergiobonelli.it)





venerdì 3 agosto 2018

Dampyr #220 - La Riscossa di Ah-Toy


Con grande piacere nel numero 220 di Dampyr ho rivisto l'affascinante quanto letale Ah-Toy, di cui i lettori avevano fatto la conoscenza nell'albo numero 215 “Chinatown”.
Il titolo “La Riscossa di Ah-Toy” stimola ed incuriosisce e posso dire di non essere rimasto deluso nel complesso, sebbene, come a volte capita all'interno della serie, lo scontro finale fra il villain ed Harlan si risolva, ancora una volta, in modo fin troppo sbrigativo. Il numero limitato di tavole di un singolo albo non aiuta, quindi si comprende come sia spesso difficile per sceneggiatore e disegnatore mantenere fino alla fine il giusto ritmo e la opportuna dose di dettagli e approfondimenti, in modo da far sviluppare al meglio trama, avvenimenti e particolari.



Tutto ciò in questo albo non pregiudica la resa finale, dal momento che la caratterizzazione di Ah-Toy, anche grazie alla sua precedente presenza nell'albo citato, è ottima ed efficace, in grado di interagire al meglio con il Dampyr, Tesla, Kurjak e gli altri protagonisti.


Il soggetto e sceneggiatura di Claudio Falco si rivela una ben riuscita unione e sinergia fra elementi horror, esotismo d'avventura e dettagli tipici dei gangster movies, utilizzando la cornice della Malesia che emoziona il lettore, che si gode i disegni di Vanessa Belardo. La disegnatrice regala tavole efficaci, solide e ricche di dettagli, in grado di valorizzare al meglio gli elementi non solo del singolo albo, ma della serie nel suo complesso, dall’atmosfera horror ai passaggi tipici dell'azione disegnata, dagli esterni marittimi ed urbani agli interni, con una buona capacità di rendere i dettagli e le atmosfere.


La Maestra delle Tenebre Ah-Toy è rimasta nell’ombra per secoli, ma le indagini di Jim Fajella, il poliziotto vampiro amico di Dampyr, hanno messo in luce i suoi loschi traffici, dalla Chinatown sulla West-Coast statunitense alle metropoli. La potente supervampira si prepara alla resa dei conti, in Malesia, contro Harlan Draka e un manipolo di guerrieri mercenari di T-Rex! (da sergiobonelli.it)



sabato 26 maggio 2018

Dampyr #218 - Danse Macabre

Danse Macabre”, tra le altre cose, è il titolo di un poema sinfonico di Camille Saint-Saëns, è una composizione per pianoforte e orchestra composta da Franz Liszt. il titolo di un romanzo di Veit Heinichen ed un tema iconografico tardomedievale nel quale è rappresentata una danza fra uomini e scheletri ripreso in diversi dipinti in giro per l'Europa.


Dal maggio di quest'anno è anche il titolo di un albo di Dampyr, esattamente il numero 218, che presenta in copertina Tesla Dubcek, con l'illustre assenza del buon Harlan.


Un albo a dir poco imprescindibile per un appassionato lettore della serie, sia per le firme di Mauro Boselli e Luca Rossi, rispettivamente soggettista/sceneggiatore e disegnatore di “Danse Macabre”, sia per la continuity interna, con la presenza di Nikolaus e di Samael, ma soprattutto di uno dei più terribili nemici del Dampyr, il Maestro cinefilo Henzig, il quale, per arrivare al nostro Harlan Draka, colpisce la bionda non morta. 

 
Tra citazioni ed omaggi alla letteratura ed al cinema horror e dell'orrore, l'avventura pressoché in solitaria di Tesla conduce il lettore ad una riflessione sul dolore e l'invulnerabilità della non morta alleata di Harlan, infatti Boselli riesce a imbastire una storia davvero fuori dal comune, anche per i suoi alti standard in termini qualitativi. Il ritmo, l'attitudine a coinvolgere il lettore, la cura per i dettagli, tutto nella sua sceneggiatura concorre a rendere l'albo imperdibile. Il finale, se così sarà, è a dir poco sconvolgente e foriero di modifiche e stravolgimenti interni alla serie, tanto inaspettato da coinvolgere anche un lettore occasionale.




Luca Rossi ai disegni si è impegnato in maniera particolare. La cura nel tratto, nelle luci e le ombre, rappresenta uno degli elementi che lo rendono uno degli artisti più rappresentativi e talentuosi dell'intera schiera di disegnatori dampyriani.

Un antico castello boemo. Un tenebroso e affascinante Principe dell'Inferno... Tesla, la non-morta, può sentire di nuovo il calore del sole sulla sua pelle senza il rischio di essere incenerita. Forse è solo un sogno, ma possono i vampiri sognare? Una difficile prova per Tesla, che dovrà vedersela con le proprie forze contro uno dei più terribili nemici del Dampyr! (da sergiobonelli.it)

venerdì 9 febbraio 2018

Dampyr #214 - Il Giocattolaio


L'albo n.214 di Dampyr “Il Giocattolaio” presenta elementi classici della serie e caratteristiche proprie, collegando la macrotrama della serie e la presentazione di un nuovo avversario per Harlan, Kurjak e Tesla.

Il consueto passaggio fra linee temporali, spesso presente negli albi della serie, chiama in causa, durante l'albo, la Magdeburgo della seconda guerra mondiale e quella odierna, resa efficacemente da Gino Vercelli. Il disegnatore, all'esordio su Dampyr ma già conosciuto fra le tavole di Nathan Never, riesce a rendere molto bene la città tedesca e le sue nebbiose vie e scenografie, che donano atmosfera e tensione alla storia, grazie ad una intelligente ed emozionante inchiostrazione che a volte si presenta opportunamente “sporca” per donare ulteriore oscurità alla vicenda, non banale anche se forse un po' troppo lineare nella sua sceneggiatura e resa drammaturgica. 

Discorso diverso per la resa dei personaggi, Harlan in particolare, che non sempre sono direttamente riconoscibili per il lettore.sono inoltre presenti alcune tavole che sembrano non del tutto complete.

Si accennava alla macrotrama, ben supportata dalla commistione tra orrore, elementi storici e vari richiami interni alla serie, dato che incentiva la lettura, l'albo però presenta il difetto di proporre un finale, una risoluzione della vicenda a mio parere un po' troppo affrettata, suggerendo una certa sensazione di già visto, già utilizzato, di troppo comune e abusato nel contesto della serie di Dampyr stessa. Elemento questo che lascia un pizzico di delusione.

 


Perché una vecchia bottega scomparsa sotto le bombe dell’ultima guerra mondiale riappare nelle nebbiose notti di Magdeburgo? I giocattoli assassini rapiscono piccoli innocenti per consegnarli al perfido giocattolaio. Harlan Draka scoprirà che a tessere le fila c’è uno dei suoi peggiori nemici! (da sergiobonelli.it)

sabato 18 novembre 2017

Dampyr Speciale n.13 - La Terra delle Aquile

La serie Dampyr è nota per la capacità di trattare temi contemporanei e Storia, facendoli incontrare attraverso fatti odierni che si intrecciano con leggende, narrazioni antiche, fatti reali, precisi riferimenti, mitologia o fantasiose ricostruzioni da parte di popoli e popolazioni.

Lo Speciale n.13 “La Terra delle Aquile” ne è un ottimo esempio, con in più il punto di forza di svolgersi in un territorio fertile di vicende e leggende, oltre che molto vicino alla terra d'origine di Harlan Draka. Zona affascinante l'est Europa, ancora di più i Balcani, nel caso specifico l'Albania, che il lettore scopre o riscopre sia ai giorni nostri che nel corso del XV° secolo, quando era terreno di scontro fra i suoi abitanti e l'esercito ottomano.



Ulteriore personale stimolo all'acquisto dell'albo è l'immagine di copertina, che omaggia, grazie al lavoro di Enea Riboldi, la principale opera per cui è conosciuto Caspar David Friedrich, ovvero Il Viandante sul Mare di Nebbia.
Chi gentilmente segue questo blog, è al corrente che già in un'altra occasione ho parlato del pittore tedesco, per cui non si stupirà a leggere come il riferimento artistico risulti, ai miei occhi, una marcia in più.


Come detto, la Terra delle Aquile è un incrocio tra vicende storiche realmente accadute, mitologia e fantasy-horror. Le vicende reali di Giorgio Castriota Skanderbeg, eroe e patriota albanese che nel XV° secolo bloccò l’avanzata degli Ottomani dall’Albania verso l’Europa, vengono sovrapposte a quelle del Maestro della Notte Vrana.
Vrana si contrappone a Horvat, intenzionato ad impossessarsi di quella porzione di territorio balcanico, ponte tra Oriente e Occidente e snodo importante tra l’Europa ed altri Paesi, in cui Vrana vive da sempre.
In questa contesa verrà coinvolto anche Harlan, che dunque insieme ai suoi compagni Tesla e Kurjak si ritroverà nel mezzo di uno scontro tra Maestri della Notte all’interno del quale risulterà, suo malgrado, ago della bilancia.


Lo speciale di Dampyr numero 13 sfrutta una sovrapposizione di linee temporali, quella del quindicesimo secolo durante l’invasione ottomana in Albania, e quella dei nostri giorni, per creare una storia che ha molti dettagli e, grazie al maggior numero di pagine rispetto agli albi della serie regolare, con un ritmo narrativo scorrevole e coinvolgente, anche per chi legge le avventure del nostro eroe solo occasionalmente.


Non mancano le scene d'azione ed il movimento, duelli action-fantasy e scenari gotico-horror, grazie al soggetto e sceneggiatura di Claudio Falco, con testi che rendono al meglio una trama mistery di una storia vecchia di seicento anni, che si sovrappone alla linea temporale attuale, rivelando poco per volta quell’oscuro passato che sarà la base per risolvere la trama ambientata nel presente.

In Albania, dalle nebbie dei campi di battaglia passati, riaffiora il cruento scontro tra due maestri della notte. Che parte ha avuto Giorgio Castriota Skanderbeg, l'eroe e patriota albanese che nel XV secolo bloccò l'avanzata dei turchi? E che parte avrà Harlan Draka, il Dampyr? (da sergiobonelli.it)


giovedì 14 aprile 2016

Dampyr 193 - I Misteri di Cagliari



Dampyr n.193, con il soggetto e sceneggiatura di Mauro Boselli, i disegni di Nicola Genzianella, mi suggerisce diverse riflessioni ed emozioni.
Procedendo per un certo ipotetico ordine, direi che quello che, oggettivamente, si potrebbe definire un limite è la concentrazione di parole, dialoghi e scambi di battute discretamente lunghi che tolgono spazio all’azione ed all’intreccio. Tale verbosità, che su altri albi ed avventure farebbe venire la voglia di abbandonare la lettura, in questo caso è, almeno a mio parere, in parte giustificata dalla necessità di “tirare le fila” di un discorso e riprendere alcune questioni che, come è nella natura della serie creata dallo stesso Boselli e da Maurizio Colombo, vengono sviluppate sul lungo periodo, con intervalli, richiami, ipotesi e tracce disseminate lungo una continuità che, necessariamente, alterna albi dai ritmi serrati e albi, se non proprio di passaggio o riempitivi, quasi di pausa e di “riposo”. Inoltre la figura del professor Sanna e della fidanzata Sophie Mutter danno l’opportunità alla sceneggiatura di offrire a chi legge tante suggestioni ed informazioni sul folklore sardo, come probabilmente non accadeva da “Le Terminatrici”, albo n.59 della serie.


Come in altre occasioni ho scritto, gli scenari in cui Harlan Draka recita la sua parte e combatte le sue battaglie sono vari, come vari sono gli antagonisti, i nemici, i suoi alleati costanti o temporanei, diverse sono le tipologie di alleanze e rivalità che vengono presentate al lettore.
In tema di alleanze e rivalità, l’albo “I Misteri di Cagliari” in edicola questo mese, ripropone il duca Nergal, il principe Samael, con tutto ciò che rappresentano in merito all’Equilibrio ed alle potenze infernali, ma, per il mio piacere e curiosità, vede il ritorno della succuba, demonessa Meridiana (o Amanda, oppure Marianne, secondo le epoche e le missioni da compiere), introdotta nel numero 162 “Il Figlio di Joan”.

Commentando quell’albo mi ero definito dispiaciuto che non ci fosse stato spazio per approfondire il suo personaggio e farcelo conoscere meglio. Nel numero 189, “La Casa degli Specchi”, era ritornata in scena, ancora più intrigante ed ammaliante, con il compito di condurre in trappola Harlan, per poi infine essere proprio da lui sottratta ad una fine dolorosa e traumatica.

Ne “I Misteri di Cagliari” è più che una co-protagonista, poiché ci viene raccontata la sua storia secolare, attraverso i suoi dolori, amori, vicende terrene ed ultraterrene, che approfondiscono la figura di questa interessante ed affascinante figura femminile, che si prende lo spazio che le occorre per farsi conoscere, apprezzare e svelare i suoi struggimenti ed il dissidio interiore che la porterà ad una decisa scelta di campo. Scelta che il lettore apprezzerà, sia per la simpatia provata per lei, che per le conseguenze sulla missione del Dampyr e sulla vita di altri protagonisti di questa testata.



Per cui la prolissità a cui facevo riferimento all’inizio di queste righe perde importanza di fronte a quanto viene narrato. 

È stata scelta una forma di narrazione che include una certa indulgenza verso le parole a scapito delle immagini, ma fortunatamente queste riescono a correre in aiuto grazie al sapiente e accurato lavoro di Genzianella, che riproduce Cagliari, all'aperto e nei suoi sotterranei, nonché gli interni con grande efficacia e maestria, donando anche a chi non la pensa come il sottoscritto al riguardo dei contenuti e della storia proposta, un buon motivo per stringere tra le mani questo episodio delle avventure del Dampyr Harlan Draka.

Una macabra scoperta archeologica nelle viscere di Cagliari induce Sophie Mutter e il suo fidanzato professor Sanna a chiedere l’intervento di Harlan Draka. Si scoperchia così un’antica tragedia di inquisitori spagnoli ed ebrei perseguitati in cui furono coinvolti il piccolo non-morto Nicholas, antico leader della Crociata dei Ragazzi, e due pericolosi avversari di Dampyr: la succuba Meridiana e il potentissimo Nergal. Questi inquietanti attori sono ora tornati nel capoluogo sardo, per l’ultima parte del dramma, che si svolgerà tra le viuzze, i sotterranei e i fatiscenti palazzi cagliaritani, tra gli storici quartieri di Marina, Stampace e Castello.. (da sergiobonelli.it)