Visualizzazione post con etichetta Città. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Città. Mostra tutti i post

giovedì 23 novembre 2023

Alla sera

 

"Notte in città" - Jack Vettriano

Forse perché della fatal quïete
Tu sei l'imago a me sì cara vieni
O sera! E quando ti corteggian liete
Le nubi estive e i zeffiri sereni,
E quando dal nevoso aere inquïete
Tenebre e lunghe all'universo meni
Sempre scendi invocata, e le secrete
Vie del mio cor soavemente tieni.
Vagar mi fai co' miei pensier su l'orme
che vanno al nulla eterno; e intanto fugge
questo reo tempo, e van con lui le torme
Delle cure onde meco egli si strugge;
e mentre io guardo la tua pace, dorme
Quello spirto guerrier ch'entro mi rugge.



lunedì 30 ottobre 2023

Citazioni Cinematografiche n.535

Vedi, Luca, Firenze non è fatta solo di belle automobili e di gelati, come pensate voi ragazzi. Firenze è l'essenza umana che diventa divina, è la bellezza che prende forma. E tu, anche tu, puoi far parte di questo mondo. Perché chi immagina, chi crea aiuta gli altri a comprendere il grande progetto di Dio.

(Arabella/Judy Dench in “Un tè con Mussolini”, di Franco Zeffirelli - 1999) 








martedì 20 giugno 2023

Raggio di sole

 


"Amo il sole di marzo a Pietroburgo, soprattutto il tramonto, naturalmente in una limpida serata di gelo. Tutta la via brilla all'improvviso, inondata di viva luce. Tutte le case sembrano sfolgorare di colpo. I loro colori grigi, gialli e verde-sporco perdono per un attimo tutta la loro tetraggine; come se l'anima ti si schiarisse, come se trasalissi o qualcuno ti urtasse col gomito. Un nuovo sguardo, nuovi pensieri... E' incredibile quel che può fare un raggio di sole all'anima di un uomo!"

(Fëdor Dostoevskij, "Umiliati e Offesi" - trad. Emanuela Guercetti)




sabato 30 luglio 2022

La città e le sue luci

 




Le città si distinguono dai paesi o dai piccoli villaggi per il fatto che anche quando sono in silenzio parlano per immagini. Se strillano lo fanno a pieni polmoni con gli abitanti infuriati: con le uova, con il chiasso delle radio, con il turpiloquio più volgare. A volte con una bottiglia Molotov o con un gemito di piacere in un portone. Il sussurro in città è una cosa senza vergogna. Poiché i cittadini combattono sempre. Sacrificano un intero esercito di nobili e valenti giocatori a favore dei codardi, senza i quali in città non potrebbero esistere i primi: tutti coesistono, come in un organismo i batteri buoni e cattivi. Quindi non c'è mai concordia. La città è fatta di persone diverse tra loro, sempre in conflitto. Sono il suo battito cardiaco, accelerano le pulsazioni, rianimano dai morti le distese d'erba e fanno a pezzi senza pietà i cespugli, conquistano i sobborghi, assorbendo come un mostro affamato i paesi circostanti. Se un ingranaggio di quella macchina si rompe, viene rimpiazzato da uno nuovo. Il numero dei farabutti non deve scendere. Allo stesso modo, il numero degli sceriffi e dei guerrieri solitari è sempre stato e sarà una costante. Le città riposano in movimento. Lungo le arterie delle vie scorrono indefessi i tram, sobbalzano gli autobus, scivolano le auto e s'infilano le biciclette. Di giorno, la luce del sole rende più evidenti i vecchi e malandati edifici storici e i suoi abitanti, parassiti che alimentano paura e malaffare; la notte, invece, arde di una polifonia di luci e solo dall'oscurità emerge il vero volto dell'agglomerato urbano. La vita si dipana su una strada illuminata e là dove per un attimo qualcuno ha infranto tutti i lampioni. Un grido muto può risuonare ovunque, perché c'è sempre qualcosa che illumina l'oscurità: un neon, il bagliore di un lampeggiante della polizia o la fiamma di un accendino. Le città non si addormentano. Non sprofondano mai nell'oscurità completa.”


(da “Ognuno è carnefice”, di Katarzyna Bonda – trad. Laura Rescio e Walter Da Soller)