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domenica 1 maggio 2022

1° Maggio, per il lavoro e la giustizia sociale

 



I colori dei mestieri, di Gianni Rodari

Io so i colori dei mestieri:

sono bianchi i panettieri,

s’alzano prima degli uccelli

e han farina nei capelli;

sono neri gli spazzacamini,

di sette colori son gli imbianchini;

gli operai dell’officina

hanno una bella tuta azzurrina,

hanno le mani sporche di grasso:

i fannulloni vanno a spasso,

non si sporcano un dito

ma il loro mestiere non è pulito.





venerdì 1 maggio 2020

1° Maggio

Per il lavoro,
Per chi ha un lavoro, 
Per chi non l'ha,
Per chi se lo è visto togliere,
Per tutti noi.
 

martedì 1 maggio 2018

1° Maggio - Per il Lavoro, per i Lavoratori


Per il lavoro, non per le mance; Per uno stipendio dignitoso, non per parole vuote; Per la dignità ed il rispetto, contro lo sfruttamento.

Per il lavoratori, per chi non ha un lavoro, per chi lo cerca, per chi non vuole perderlo, per chi ha diritto ad una regolare ed equa retribuzione.

Contro ogni forma di sfruttamento e contro le varie forme di fascismo; Per l'equità e la giustizia sociale!


giovedì 18 maggio 2017

Maggio #2


Ben venga maggio
e 'l gonfalon selvaggio!

Ben venga primavera,
che vuol l'uom s'innamori:
e voi, donzelle, a schiera
con li vostri amadori,
che di rose e di fiori,
vi fate belle il maggio,

venite alla frescura
delli verdi arbuscelli.
Ogni bella è sicura
fra tanti damigelli,
ché le fiere e gli uccelli
ardon d'amore il maggio.

Chi è giovane e bella
deh non sie punto acerba,
ché non si rinnovella
l'età come fa l'erba;
nessuna stia superba
all'amadore il maggio.

Ciascuna balli e canti
di questa schiera nostra.
Ecco che i dolci amanti
van per voi, belle, in giostra:
qual dura a lor si mostra
farà sfiorire il maggio.

Per prender le donzelle
si son gli amanti armati.
Arrendetevi, belle,
a' vostri innamorati,
rendete e cuor furati,
non fate guerra il maggio.

Chi l'altrui core invola
ad altrui doni el core.
Ma chi è quel che vola?
è l'angiolel d'amore,
che viene a fare onore
con voi, donzelle, a maggio.

Amor ne vien ridendo
con rose e gigli in testa,
e vien di voi caendo.
Fategli, o belle, festa.
Qual sarà la più presta
a dargli el fior del maggio?

- Ben venga il peregrino. -
- Amor, che ne comandi? -
- Che al suo amante il crino
ogni bella ingrillandi,
ché gli zitelli e grandi
s'innamoran di maggio. - 




La ballata di Angelo Ambrogini detto Poliziano (1454-1494) “Ben venga Maggio/ e ‘l gonfalon selvaggio” è esempio di un brano in cui poesia, canto e danza celebrano il Calendimaggio ovvero la festa del primo Maggio che, durante il Medioevo ed il Rinascimento, sanciva il ritorno della primavera ed il rifiorire della natura.

lunedì 1 maggio 2017

1° MAGGIO 2017 - Il Lavoro al Cinema


Chicago, 11 novembre 1887. Quattro operai, quattro organizzatori sindacali e quattro anarchici vengono impiccati. Colpevoli di Primo Maggio. Giustiziati perché l'anno precedente, il primo giorno di maggio del 1886, avevano organizzato uno sciopero e una manifestazione, per chiedere che l'orario quotidiano del loro lavoro venisse limitato a otto ore.
La festa dei lavoratori ricorda in tutto il mondo il loro sacrificio, le tante altre stragi del lavoro che sono avvenute da allora e le lotte che hanno consentito al movimento internazionale dei lavoratori di conquistare diritti e libertà rimessi costantemente in discussione e mai scontati.

Questo lunedì 1° maggio 2017 la serie “Citazioni Cinematografiche” si concede una pausa, per lasciare spazio ad una riflessione interna al mondo del cinema.

Quello del lavoro, delle sue caratteristiche, dei suoi problemi ed evoluzioni è un mondo complesso, che il cinema ha saputo e continua a raccontare attraverso lo sguardo di registi che hanno dedicato il loro, di lavoro, a illuminarne i volti, gli aspetti belli e quelli drammatici, i lati gloriosi e quelli bui.

Di seguito 10 pellicole scelte per festeggiare il Primo Maggio:

Tempi Moderni (Charlie Chaplin - 1936)
Chaplin denuncia l’alienazione del lavoro in fabbrica nella sua ultima apparizione nelle vesti del Vagabondo: Charlot che avvita bulloni in accelerazione convulsa, Charlot a cavalcioni di giganteschi ingranaggi, alienato, disoccupato, sfruttato, anche innamorato e infine sulla strada verso un futuro incerto, ma non più solitario.

Tutta la vita davanti (Paolo Virzì - 2008)
Una commedia che suscita un sorriso amaro e un po’ fa arrabbiare: uno sguardo sul mondo del precariato, in particolare su quello dei call center.













Risorse umane (Laurent Cantet - 1999)
Il film intende far riflettere sulla pratica dei licenziamenti per razionalizzare la forza lavoro interne alle fabbriche. Un operaio francese riesce a fare frequentare, con profitto, l’università al proprio figlio. Il ragazzo viene mandato come stagista nella fabbrica dove lavora il padre.

Sciopero (Sergej Michajlovič Ėjzenštejn - 1925)
Provate ad organizzare uno sciopero “vero” di questi tempi, se ne vedrebbero e sentirebbero delle belle, o meglio delle brutte! Non poteva mancare quest’opera, che, nonostante la smaccata propaganda, presenta una magistrale tecnica espressiva ed eccezionali doti registiche. Nel 1912, anno di ambientazione del film, la Russia è ancora governata dallo zar. Un lavoratore viene ingiustamente accusato di aver rubato. Amareggiato si suicida, impiccandosi in fabbrica. Gli operai scioperano per protestare contro l’ingiustizia. Vanno avanti per giorni e quando arriva la polizia a cavallo ha inizio un massacro. Gli Yo-Yo Mundi anni fa musicarono l’opera.

La classe operaia va in paradiso (Elio Petri 1971)
Vincitore del Grand Prix per il miglior film al Festival di Cannes 1972, il film racconta la classe operaia, i ritmi lavorativi, il rapporto alienato degli operai con la macchina e i tempi di produzione e fa riflettere sul periodo degli anni 70 in Italia, con il movimento studentesco, ritratto troppo distante e “astratto” dai reali problemi degli operai, e i sindacati, considerati collusi con i padroni con cui concertano e decidono della vita degli operai stessi. Non manca una considerazione più “privata”, con l'alienazione dell'uomo-macchina che continua anche nella vita di tutti giorni, contaminando i rapporti personali.

We want sex (Nigel Cole - 2010)
Ispirato a fatti realmente accaduti, il film racconta lo sciopero del 1968 di 187 operaie alle macchine da cucire della Ford di Dagenham. Costrette a lavorare in condizioni precarie per molte ore e a discapito delle loro vite familiari, le donne, guidate da Rita O’Grady, protestarono contro la discriminazione sessuale e per la parità di retribuzione.

Smetto quando voglio (Sydney Sibilia - 2014)

Da pochi mesi uscito nelle sale il seguito, il film è una commedia dolce-amara, che grazie ad un’ottima sceneggiatura e ad un buon ritmo che non cede neanche un istante, racconta la mancanza di lavoro, la cecità di una classe di amministratori, il precariato, il vuoto d’identità di molti giovani italiani generato dal vuoto di impiego e dalla mancanza di prospettive.

 

 

 

Bread and Roses (Ken Loach 2000)

Il regista britannico Ken Loach ha posto tra i temi centrali dell’intera sua opera cinematografica diversi temi sociali, tra i quali non poteva mancare il Lavoro. “Bread and Roses” forse non è il  migliore da proporre, ma con tutta probabilità il più “godibile” anche per chi non fosse particolarmente avvezzo alla sua produzione. 

 

Il titolo è di per sé già un manifesto: si tratta dello slogan che contrassegnò la lotta degli operai tessili nel 1912. Essi reclamavano per sé non solo il pane quotidiano ma anche il diritto a poter godere della bellezza senza che quest’ultimo venisse annullato da una vita in cui contasse solo il lavoro.

 

 

 

 

 

 

 

 

Giorni e Nuvole (Silvio Soldini - 2007)

Una riflessione sull’incertezza del lavoro, l’ansia del futuro e le conseguenze sull’armonia e stabilità familiare. Lo sguardo acuto ed originale del regista permette allo spettatore di gustare un’opera ricca di connotazioni estetiche ed eleganze formali e di contenuto percependo allo stesso tempo la drammaticità di questioni vere ed esistenziali. Il precariato come perno di un sistema socio-economico, forza di un metodo di condurre le vite altrui da parte di chi si trova in una condizione di vantaggio senza possedere virtù o morale. Eccezionale anche la resa delle conseguenze di ciò sulla vita di coppia e sul rapporto con gli altri.

 

 

 

Full Monty (Peter Cattaneo - 1997)

Un film in grado di far ridere sulla disoccupazione. Ma non solo, ci sono anche l’umiliazione dell’ozio obbligato, la perdita del lavoro che si trasforma in perdita di identità e autostima e la presa di coscienza del proprio corpo. Il tutto è raccontato con intelligenza, leggerezza, rispetto e affetto.
 




domenica 1 maggio 2016

1° Maggio - Un giorno per chi vive, spera e lotta





Un giorno per chi lotta con coraggio
è il nostro giorno è il primo maggio.

Un garofano è spuntato d’un sol colpo fra le dita
ma sicuro che sbadato oggi è maggio che ci invita
ad unirci fino a sera per la nostra primavera
forza amici in allegria questa nostra festa sia.

Un giorno per chi vive nel lavoro
un giorno per chi spera nel futuro
un giorno per chi lotta con coraggio
è il nostro giorno è il primo maggio.

Un giorno per chi lotta con coraggio
è il nostro giorno è il primo maggio.

Via di corsa tutti in piazza tutti fuori ad applaudire
c’è persin la mia ragazza sotto il sol dell’avvenire
Le officine oggi son vuote dorme il tram nel capannone
rosso maggio le tue note della strada son padrone.

Un giorno per chi vive nel lavoro
un giorno per chi spera nel futuro
un giorno per chi lotta con coraggio
è il nostro giorno è il primo maggio

Un giorno per chi lotta con coraggio
è il nostro giorno è il primo maggio.

Questo giorno è tutti i giorni tutto l’anno vi è racchiuso
primo maggio tu ritorni a dar forza a chi è deluso.
Questa festa è una gran festa non ce l’hanno regalata
su leviamo alta la testa noi l’abbiamo conquistata.

Un giorno per chi vive nel lavoro
un giorno per chi spera nel futuro
un giorno per chi lotta con coraggio
è il nostro giorno è il primo maggio

Un giorno per chi lotta con coraggio
è il nostro giorno è il primo maggio.

Un giorno per chi lotta con coraggio
è il nostro giorno è il primo maggio.

(Giorgio Gaber)


venerdì 1 maggio 2015

1° Maggio - Lavoro e Giustizia Sociale



Per il lavoro, per i diritti, per la dignità!

Per la libertà, per la pace, per la giustizia sociale!





giovedì 1 maggio 2014

1° Maggio - Festa dei Lavoratori, Festa del Lavoro


Dignità e Lavoro, Rispetto e Giustizia Sociale.
Questo chiediamo, questo cerchiamo. Per il futuro nostro e dei nostri figli.

Andiamo oltre il giorno di festa e l'ormai logoro concerto a Roma.
Riaffermiamo il nostro diritto a lavorare ed essere adeguatamente pagati. Non contro qualcuno o qualcosa, anche se i nemici dei lavoratori sono tanti e ben riconoscibili, ma per noi, i nostri figli, le nostre vite di uomini e donne che hanno il dovere, il diritto di ricercare la propria realizzazione e la propria felicità, anche attraverso il lavoro, il nostro quotidiano impegno, fisico e mentale, con il corretto utilizzo delle nostre intelligenze e delle nostre forze.
Chiediamo la semplificazione delle attuali formule contrattuali, più di 40, che mortificano la dignità e il valore di chi desidera e vuole lavorare.
Sono state create per facilitare l'ingresso nel mondo del lavoro, ma vengono utilizzate per facilitare sfruttamento e licenziamenti!
 
Ci ascoltino i politici, si sveglino i sindacati!
Smascheriamo l'ingiustizia e l'arroganza di chi si definisce imprenditore e datore di lavoro, mentre le uniche cose che elargisce sono miseri stipendi, inadeguati per vivere dignitosamente, e bugie a ripetizione per i lavoratori.
I sindacati si accorgano di come è cambiato il mondo del lavoro. Una giungla in cui non ci sono diritti ma solo il dovere di stare zitti e ingoiare qualsiasi contratto, qualsiasi trattamento, anche il più mortificante.
Gli amministratori pubblici siano seri e pronti ad opporsi a speculazioni e frodi. Siano difensori veri dei lavoratori e dei cittadini, denunciando i furfanti e farabutti che si inseriscono nel territorio, con l'unico scopo di arricchirsi sulla fatica di chi lavora onestamente e si vede ripagato con contratti che tutto prevedono, tranne il rispetto ed il diritto di essere pagati dignitosamente.
Imprese, Aziende, Cooperative che ti fanno aprire partita IVA e poi ti fanno lavorare 40 ore alla settimana, nello stesso luogo e con orario fisso!
Imprese, Aziende, Cooperative che assumono solo con contratti a progetto, li rinnovano periodicamente e dopo i 29 anni di età ti scaricano.

Imprese, Aziende, Cooperative che non ti riconoscono malattia o infortunio e licenziano o ti fanno dimettere quando non sei più "conveniente".

Chiediamo un serio Piano per l'Occupazione, in Italia, nelle nostre Regioni, contro l'arroganza e la protervia di mafiosi, ladri, farabutti, faccendieri e loschi individui che avvelenano le nostre vite.

Festa per il Lavoro, per i Lavoratori, per i Diritti e la Giustizia Sociale!


mercoledì 1 maggio 2013

1° Maggio: Festa del lavoro. Festa dei Lavoratori e aspiranti tali



Negli ultimi anni si sono moltiplicati gli sforzi e le azioni per togliere valore ed essenza a questa festa, da troppi considerata solo come una festa “rossa”, “comunista”, dunque non degna di essere festeggiata, ma al contrario volgarizzata e limitata, colpevolmente, a misero raduno di partito, oppure a mega-concerto con musiche usurate e qualche grottesco gruppo musicale.  Le opere di “distrazione” sono tante e varie. Le mettono in atto gli industriali, molti politici, i comici, le persone di spettacolo, persino la Chiesa che due anni fa ha beatificato Giovanni Paolo II proprio in questo giorno (che curiosa coincidenza!).

La Festa del Primo maggio, la Festa del Lavoro non è questo, non deve essere questo.
È l’occasione principale per riflettere sul Lavoro, su quello che ci hanno fatto, sulla dignità che ogni giorno vogliono toglierci, sulle miriadi di contratti che prevedono tutto, fuorché il diritto di essere degnamente retribuiti per il nostro impegno, per il nostro lavoro.

Ben venga un giorno di festa, siano gradite e gradevoli le ore di riposo, da passare con la famiglia, gli amici, i colleghi, i compagni, ma ricordiamo l’essenza di questa ricorrenza. Ricordiamo il valore del sacrificio di chi ci ha preceduto. Ricordiamo e facciamo evidente la mancanza di lavoro e di salari giusti, facciamo risaltare l’arroganza e la protervia di chi calpesta i nostri diritti e i nostri valori!

Riaffermiamo il nostro diritto a lavorare ed essere adeguatamente pagati. Non contro qualcuno o qualcosa, anche se i nemici dei lavoratori sono tanti e ben riconoscibili, ma per noi, i nostri figli, le nostre vite di uomini e donne che hanno il dovere, il diritto di ricercare la propria realizzazione e la propria felicità, anche attraverso il lavoro, il nostro quotidiano impegno, fisico e mentale, con il corretto utilizzo delle nostre intelligenze e delle nostre forze.

Per il lavoro, per i diritti, per la dignità!
Per la libertà, per la pace, per la giustizia sociale!
In piazza o in famiglia, sul luogo di lavoro e nelle scuole, tutti noi abbiamo il dovere anche e soprattutto ora, in questi tempi bui, di far vibrare le corde dell’appartenenza e del comune intento a rendere il mondo un posto migliore dove vivere, lavorare, studiare, amare, lottare…
immagine di Andrea Rivola