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martedì 21 ottobre 2025

Mia cara, Vedi cara

 

Irene Jacob in "La doppia vita di Veronica", di Krzysztof Kieślowski - 1991




Mia cara, forse non vedi
come tutto ciò
che appare ai nostri occhi
è soltanto riflesso
ombra di quel
che agli occhi è invisibile?
Mia cara, forse non odi come
lo stridente stridore del mondo
è un’eco fallace
delle trionfanti armonie?
O forse, mia cara, non senti
che solo una cosa v’è al mondo:
ciò che un cuore
a un cuore confida
in un muto saluto?

1892

(Vladimir Sergeević Solov'ev, da Poesie, 1949 – Trad. di L. Pacini Savoj)




domenica 7 novembre 2021

mercoledì 15 maggio 2019

Io che ho potuto guardarti dormire



...

Ma io che ho potuto guardarti dormire
Ho visto l'aria venirti a mancare
So che la mente mente a comando ma il tuo corpo no
E allora non parlare, non parlare
È il tuo silenzio che voglio ascoltare, non parlare
Il tuo silenzio è più vero


... 


Irène Jacob, “La Doppia Vita di Veronica” (Krzysztof Kieślowski, 1991)


 
Benoît Régent, “Tre Colori: Film Blu” (Krzysztof Kieślowski, 1993)

giovedì 8 febbraio 2018

Impressione



Dolores Wettach in “Controsesso”, di Rossi/Ferreri/Castellani - 1964



Irène Jacob in“La Doppia Vita di Veronica”, di Krzysztof Kieślowski - 1991



Carlo Bagno e Nino Manfredi in “In nome del Papa Re”, di Luigi Magni - 1977


Ferruccio Castronuovo in “Splendor”, di Ettore Scola - 1989 

giovedì 8 ottobre 2015

Cinema anni 90


Negli anni 90 la mia personale biografia si è molto arricchita: sono passato dalle scuole medie alle superiori (peggiorando notevolmente il mio rapporto con lo studio), ho miseramente interrotto la mia comunque non promettente carriera di sportivo, sono andato in vacanza senza genitori o educatori vari, mi sono iscritto all'università in una cittadina marchigiana che si fa definire “ducale” e di conseguenza mi sono allontanato dalla famiglia. Durante quel decennio ho vissuto un sacco di esperienze, di cui ancora porto i segni sul fisico e nell'anima, ma ne sono uscito vivo, tutto sommato combinando meno disastri di quelli di cui mi sarei reso protagonista nei periodi successivi.

Piccole cose, forse, se paragonate a quanto accaduto in quegli anni nel mondo. In fondo la dissoluzione dell’Unione Sovietica, la Guerra del Golfo, Nelson Mandela presidente, il repentino aumento del numero di stati europei, la nascita di Google, la nazionale italiana di calcio che abbandona ai rigori i propri sogni di gloria in tre mondiali consecutivi, sono senza dubbio eventi maggiormente degni di essere ricordati rispetto alle vicissitudini del sottoscritto.

Fra quanto ho potuto sperimentare un posto importante lo occupa la mia frequentazione di sale cinematografiche. Abbandonata in quegli anni, anche se con un pizzico di rammarico, la grande stanza che fungeva da cinema parrocchiale, quel ragazzo ancora imberbe che ero si è fatto ammaliare dal cinema ancora più di prima. Volete mettere quanta emozione nello scegliere il film da vedere e poter selezionare in quale cinema andare? All'inizio degli anni 90 c’erano ancora poche multisala e comunque non vicine a dove vivevo, perciò il gusto era controllare, su un quotidiano o affidandosi alle attualmente ormai vetuste locandine, quali film erano in programmazione, in quali sale e a che ora (rigorosamente proiezione unica dal martedì al venerdì, doppia il sabato sera e pomeridiana solo la domenica). A dire il vero non cambiò nulla per quasi tutto il decennio, almeno per quanto riguarda le mie personali abitudini, poiché, come accennato, spesi i miei anni universitari in una città che non poteva che accogliere piccoli cinema, limitando la mia frequentazione di sale più grandi e dotate di multiprogrammazione alle sporadiche visite ad amici che frequentavano atenei in più prestigiose e grandi città.

Insomma gli anni 90 sono stati per me molto intriganti ed “attivi”. Il cinema non lo è stato da meno, anzi ha aggiunto sapore a quanto vivevo. Penso di poter dire che in quegli anni abbia saputo rinnovarsi, sperimentare ed esprimere la sua potenzialità, riuscendo a rappresentare un periodo e le sue peculiarità storiche e sociali, regalando una serie di film che è corretto definire “cult”.

Film di cui i nati fra i 70 e gli 80 citano ancora le battute a memoria, di cui hanno preso a modello acconciature, abiti o gesti, con i più temerari che ci si basavano sopra tesi di laurea o possibili futuri lavorativi, e che ancora rimpiangono quando scorrono sullo smartphone i titoli ora in programmazione. 

Non posso ricordarli tutti, tantomeno posso aver visto la totalità di quelli usciti nel periodo (vi erano comunque anche parecchie schifezze), quindi ne propongo due per anno, (vale quello di produzione) dal 1990 al 1999, con particolare riguardo al gusto personale e a questioni autobiografiche.

Si parte!

1990
Quei Bravi Ragazzi (Goodfellas) di Martin Scorsese
La Stazione di Sergio Rubini 

1991
Il Silenzio degli Innocenti (The Silence of the Lambs) di Jonathan Demme
Lanterne Rosse di di Zhāng Yìmóu

1992
Malcolm X di Spike Lee
La Moglie del Soldato (The Crying Game) di Neil Jordan

1993
Tre Colori - Film Rosso/Blu/Bianco (trilogia) di Krzysztof Kieslowski
Lezioni di Piano (The Piano) di Jane Campion

1994
Pulp Fiction di Quentin Tarantino
Hong Kong Express di Wong Kar-wai

1995
I Soliti Sospetti (The Usual Suspects) di Bryan Singer
Seven di David Fincher

1996
Trainspotting di Danny Boyle
Il Paziente Inglese (The English Patient) di Anthony Minghella

1997
La Vita è Bella di Roberto Benigni
Febbre a 90° (Fever Pitch) di David Evans

1998
Il Grande Lebowski (The Big Lebowski) di Joel e Ethan Coen
Hana–Bi - Fiori di Fuoco di Takeshi Kitano

1999
Eyes Wide Shut di Stanley Kubrick
Tutto su mia Madre (Todo sobre mi madre) di Pedro Almodóvar



























lunedì 25 maggio 2015

Citazioni Cinematografiche n. 98

Valentine: Chi era Lei? Uno sbirro?
Il giudice: Peggio: giudice.

(Valentie/Irène Jacob e il giudice/Jean-Louis Trintignant in “Film Rosso”, di Krzysztof Kieslowski - 1994)



lunedì 18 maggio 2015

Citazioni Cinematografiche n. 97


“Ha detto... Non riesco a capirlo... Ha detto: "Provi adesso a tossire..."
Mio marito stava raccontando una barzelletta. L'aveva letta su un libro. Una donna ha una tosse terribile. Va dal dottore e il dottore le dà una pillola. "Che cos'è questa medicina?" domanda la donna inghiottendo la pillola. "È il lassativo più forte che conosca" risponde il dottore. "Un lassativo?" chiede stupita la donna. "Sì" risponde il dottore” "Provi adesso a tossire". Abbiamo riso. In quel momento la macchina è saltata via...”

(Julie/Juliette Binoche ad Antoine/Yann Tregouet in “Film Blu”, di Krzysztof Kieslowski - 1993)