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sabato 11 giugno 2016

Donne con la macchina da presa


“L'uomo con la macchina da presa” è un film del 1929, diretto dal regista sovietico Dziga Vertov. Ci sono comunque diverse donne regista
Kathryn Bigelow
Di seguito propongo una breve selezione di opere a firma femminile. I generi sono diversi tra loro, così come gli stili di regia e le scelte in tema di soggetto, fotografia e montaggio.
Sally Potter
Se a qualcuno facesse piacere potremmo considerarlo un consiglio di visione, per scoprire e riscoprire film e le loro registe.

Lezioni di piano di Jane Campion (1993)
“Il giardino delle vergini suicide” di Sofia Coppola (1999)
Un angelo alla mia tavola” di Jane Campion (1990)
The Hurt Locker di Kathryn Bigelow (2009)
“17 ragazze” di Delphine Coulin e Muriel Coulin (2011)
“Caramel” di Nadine Labaki (2007)
“Donne senza uomini” di Shirin Neshat (2009)
“Un gelido inverno” di Debra Granik (2010)
“Mignon è partita” di Francesca Archibugi (1988)
“Lezioni di Tango” di Sally Potter (1997)
Julie & Julia di Nora Ephron (2009)
“Persepolis” di Marjane Satrapi (2007)
“Autunno” di Nina Di Majo (1999)








Nadine Labaki

martedì 23 aprile 2013

Persepolis: storia di un’infanzia in Iran


Qualche sera fa ne ho rivisto la trasposizione cinematografica, per cui mi è tornata la voglia di rileggere il libro, il graphic-novel, come ormai possiamo “tranquillamente” dire e scrivere.

Persepolis, di Marjane Satrapi, è di fatto un classico della narrazione a fumetti, originale ed insolito, ma rispettoso di una tradizione, franco-belga in particolare, quanto basta. Pubblico e privato, autobiografico e ricostruzione storica si incontrano e si uniscono per coinvolgere ed accogliere il lettore, che impara molto su una bambina e poi giovane donna e su un paese, l’Iran, al quale stereotipi e superficialità non rendono giustizia.

Marjane Satrapi
Al di là del piacere e del divertimento di leggere una bella storia, quello che mi rimane di Persepolis è l’incrocio tra culture differenti (Iran-Europa, Persiani-Arabi) e diversi modi di narrare e raccontare la Storia e la propria esperienza personale. Probabilmente la vita dell’autrice e le sue esperienze giustificano e ci fanno comprendere l’elemento multiculturale dell’opera, dove sono presenti ironia e drammaturgia, caricature e realismo, per una narrazione in prima persona accattivante, che esalta ricostruzione storica ed autobiografia, mescolate tra loro per un prodotto completo e meritevole di occupare uno spazio nelle nostre librerie.

Tutto viene esaltato da una semplicità formale, di raffinata fattura, sotto il punto di vista grafico e narrativo, anche quando vengono trattati temi complessi e vicende drammatiche, testimoniando come il fumetto sia un’espressione artistica in grado di poter raccontare con efficacia il nostro mondo, le sue diverse realtà e la vita dei suoi abitanti, tanto e forse più del cinema, della letteratura o della cronaca giornalistica (si veda a questo proposito la recente iniziativa del “Corriere della Sera”)



Marjane Satrapi è nata a Rasht, Iran, nel 1969. A quattordici anni, dopo l’infanzia passata a Teheran, si è trasferita a Vienna per sfuggire all’oppressione del regime dittatoriale degli ayatollah. Dal 1994 vive in Francia, dove lavora come autrice e illustratrice e collabora a numerosi giornali e riviste.


Di seguito le copertine dell'edizione in 4 volumi della Lizard usciti fra il 2002 ed il 2003