Rod Steiger e Julie Christie in “Il Dottor Zivago”, di David Lean - 1965
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“Quando, nel 1975, soggiornai per la prima volta nella mia vita a Leningrado, erano trascorsi solo nove anni dal giorno in cui Anna Achmatova aveva esalato l'ultimo respiro. In città la sua influenza era ancora tangibile, ma per non rischiare problemi con le autorità era meglio evitare di nominarla in pubblico. Proprio proibite le sue opere non lo erano più, un leningradese su dieci – a occhio – sapeva recitare a memoria il suo ciclo di poesie Requiem, eppure il suo nome continuava a evocare un sospetto di protesta e dissidenza. La versione completa e non censurata di Requiem in Unione Sovietica non sarebbe apparsa che molti anni dopo, nel 1987; Anna Achmatova era ancora parzialmente sulla lista nera”.
(Bagliori a San Pietroburgo, di Jan Brokken – trad. Claudia Cozzi e Claudia Di Palermo)
“Voltati un po', figliolo! Come sei buffo! Ma che razza di sottana da prete avete addosso? All'accademia vanno in giro tutti vestiti a 'sto modo? Con queste parole il vecchio Bul'ba accolse i due figlioli, studenti del seminario di Kiev, che facevano ritorno a casa, dal padre.”
(Taras Bul'ba, di Nikolaj Vasilevič Gogol – trad. Laura Simoni Malavasi)
Sonja: Boris, guarda questa foglia. Non è perfetta? E questa? Guarda. Sì, sono convinta che questo è il migliore dei mondi possibili.
Boris:
Bé, è certo il più costoso.
Sonja: Non è incredibile la
natura?
Boris: Per me la natura è, sai… Non lo so… i
ragni, e le cimici, e il pesce grosso che mangia il piccolo e le
piante che mangiano altre piante, animali che man… È un enorme
ristorante, così la vedo.
Sonja: Sì, però se Dio l’ha
creata deve essere bella anche se il suo piano non c’è chiaro per
il momento.
Boris: Sonja, e se Dio non esistesse?
Sonja:
Boris Dimitrovic, stai scherzando?!?
Boris: E se fossimo
solo un branco di gente assurda che corre intorno senza nesso o
ragione?
Sonja: Ma se non esiste Dio la vita non avrebbe
alcun significato. Perché dovremmo continuare a vivere? Perché
allora non suicidarsi?
Boris: Beh, non facciamo gli
isterici. Potrei sbagliare. Io oggi mi uccido e domani Lui concede
un’intervista.
Sonja: Boris, ti dimostro com’è assurda
la tua posizione. D’accordo, diciamo che Dio non c’è e ogni uomo
è libero di fare tutto ciò che vuole. Beh, e allora chi ti
impedisce di ammazzare qualcuno?
Boris: L’omicidio è
immorale!
Sonja: L’immoralità è soggettiva.
Boris:
Sì, ma la soggettività è oggettiva.
Sonja: Non negli
schemi percettivi razionali.
Boris: La percezione è
irrazionale, implica imminenza.
Sonja: Ma il giudizio di
ogni sistema o relazione prioritaria dei fenomeni esiste in ogni
contraddizione razionale, metafisica, o almeno epistemologica, per
concetti astratti come esistere o essere, o accadere nella cosa
stessa o della cosa stessa.
Boris: Sì, questo è vero,
anche io lo dico sempre.
(Sonja/Diane Keaton e Boris/Woody Allen in "Amore e Guerra", di Woody Allen - 1975)
“Non c'è nulla di meglio della prospettiva Nevskij, perlomeno a Pietroburgo; per la città vuol dire tutto. Di cosa non brilla questa via – splendore della nostra capitale! Io so che nessuno dei suoi pallidi e impiegatizi abitanti scambierebbe la prospettiva Nevskij con tutto l'oro del mondo.”
(Prospettiva Nevskij, di Nikolaj Vasil'evič Gogol' – trad. Emanuela Guercetti)