martedì 8 settembre 2026

Considerazioni su Christopher Nolan e "Odissea"

 



Qualche considerazione e riflessione, per quanto non richieste e neppure necessarie, su “Odissea” di Christopher Nolan.

Sono convinto di aver fatto bene a sceglierne la visione in una sala cinematografica, nei giorni immediatamente successivi alla sua prima programmazione. Nolan merita di essere visto o, meglio, le sue opere meritano di essere viste, dal momento che, indipendentemente dalle simpatie e gusti personali, questo autore viene discusso, probabilmente verrà ampiamente studiato e nutre il dibattito sul Cinema, sul “prodotto culturale”, sul concetto di “opera cinematografica” e sull'idea e definizione stessa di “autore”.

Proprio da quest'ultima suggestione vorrei partire. Nolan ha ormai raggiunto, dopo venti anni di film, uno status che travalica quello di “semplice” autore. Non è ancora un “venerato maestro” magari, ma certamente ci si aspetta da lui qualcosa di “diverso”, “nuovo”, “originale”, che “faccia scuola” o almeno “eccezionalmente personale” e, ipotizzo, lui stesso ne è consapevole e lo ricerca senza nasconderlo. Anche con diverse furbizie di marketing e studiati atteggiamenti e scelte che, colpevolmente, utilizza per creare clamore, suscitare curiosità e vere e proprie polemiche (buona parte delle quali noiose quando non sterili ed inutili).

Dunque il concetto stesso di autore, ahimè non solo limitatamente a Nolan, nella sua forma pura, semplice nella sua chiarezza, è stato a poco a poco, silenziosamente messo da parte, accantonato come un fastidioso residuo novecentesco. Nolan, con il suo gusto ossessivo e l'insistenza nel proporre verbose narrazioni, a volte particolarmente intricate senza motivo, basate su concetti mutuati dalla filosofia, la fisica, la meccanica e le scienze esatte, sul giocare con i piani temporali e lo spazio, nonché con una evidente propensione per l'eccesso, sia esso sonoro, visivo o, inevitabilmente, verbale (arriva sempre il momento dello “spiegone”), fa di tutto per rendere ogni suo film un monumento a sé stesso ed alla sua autorialità, che deve andare oltre ed essere “super”, così da permettere al Cinema di acquisire una nuova e più attuale, forse corretta, coscienza. Tutto questo unito a budget astronomici, ovviamente.


Quindi cosa vi è di più allettante e monumentale, per una tale personalità, che dedicarsi ad una rilettura dell'Odissea, di Omero o chi per lui?

Nolan era alla ricerca di una nuova sfida, di una nuova estetica, che gli permettesse di dimostrare il suo essere “oltre”. Oltre anche un'opera fra le più conosciute e studiate, almeno in Europa, visto che negli Stati Uniti sembra che la cosa più classica su cui dibattono sia la ricetta della Coca-Cola. La sua velenosa furbizia risiede anche qui: dato che gran parte del pubblico conosce a malapena la storia dell'eroe dal multiforme ingegno ed anche chi dovrebbe conoscere bene l'Odissea anela a “forme nuove”, a narrazioni diverse, il buon Cristopher aveva pressoché campo libero. Ovvero fare quello che gli pareva, dare una sua personale, ancorché legittima, interpretazione, che fosse “personalmente autoriale” e perciò oltre tutto quello finora proposto. Sia chiaro, non si sta parlando di fedeltà o correttezza filologica, di stringente aderenza al testo o agli studi che si sono succeduti, che risulta evidente Nolan abbia tenuto in considerazione. Si sta facendo riferimento alla prassi nolaniana, tipica delle sue opere, di usare un concetto, un'idea, una vicenda od un personaggio, un intero poema in questo caso, per fare un film su altro, un po' come fare un film d'azione con Batman (ricordate?) e non un film su Batman.



Per cui diviene legittimo, forse anche indispensabile a sentire i commenti di qualcuno con cui ho parlato, prendere Ulisse, le sue avventure e la sua storia, per farne un film di quasi tre ore sul disturbo da stress post-traumatico. Saccheggiare i poemi omerici per ripetere quanto faccia schifo la guerra, particolarmente le più nefande azioni, quando le compie qualcun'altro, risulta strettamente necessario. L'atto di evidenziare e stigmatizzare l'arroganza dei greci antichi, così simile alla protervia presente nella attuale cronaca, viene accolto come una innovativa e salvifica operazione di attualizzazione di ataviche dinamiche, senza chiedersi, però, quale credibilità morale ci possa essere in una denuncia autoriale da centinaia di milioni di dollari, peraltro sostenuta da irritanti creazioni di pretestuose polemiche.

Non nascondo di concordare sul fatto che diversi episodi (perché disgraziatamente si finisce in un film ad episodi per quanto abilmente confezionato) godono di una componente visiva molto suggestiva, riescono a proporre allo spettatore un amalgama di generi per altri difficilmente gestibile, ragione per cui la classe ed il talento registico e compositivo sono innegabili. “Odissea” di Nolan, però, come spesso capita al regista, è debole sulla narrazione e sui personaggi.

Calipso risulta una placida e professionale terapeuta, desiderosa di aiutare il reduce a superare traumi e angosce, non una sensuale ninfa innamorata, pertanto scompare il suo tormento e non vi è traccia del dissidio che la dovrebbe animare. Ulisse stesso, non è poi così ingegnoso, abile e astuto, considerato come cerca di cavarsela nelle varie situazioni ed in più, una volta deciso di tornare ad Itaca, non riesce a far di meglio che legare alla meno peggio quattro assi per farsi trasportare dalla corrente. Inoltre, il di solito apprezzabile attore che lo interpreta evidentemente non ha ricevuto corrette indicazioni su come trasmettere il dolore e la sofferenza di un reduce da un lungo conflitto, o anche solo di un uomo che è stato troppo a lungo lontano da casa ed ha perso amici e compagni. Persino Circe, dopo pochi minuti di incontro con l'eroe, non trova miglior modo di esprimersi e caratterizzarsi che proporci un pistolotto proto-femminista, che rischia di sortire effetto contrario a quello auspicato. Elena? Clitennestra? Non pervenute! Penelope? Regge a fatica e si ha sempre l'impressione che a momenti si metta a parlare di borse o scarpe. La resa dei conti fra Ulisse ed i Proci non raggiunge il cuore dello spettatore e la sua realizzazione non convince, al punto che si pensa con nostalgia ai tempi in cui si è assistito a reali risse meglio coreografate ed organizzate. Atena, che forse è Cassandra, stupisce in senso negativo, ma anche altri personaggi e le loro storie non vivono sorte migliore e quindi le spiegazioni prendono il posto delle scene, il “puntualizzare e spiegare” hanno la meglio sul “mostrare”. Ma il Cinema non è narrazione per immagini? Anche i possibili colpi di scena sono mal gestiti e al limite del deludente.



In fondo, con tutta l'onestà che possiamo esercitare, non chiediamo a Nolan realismo, ci mancherebbe, ma rimaniamo quantomeno perplessi di fronte al suo tentativo di umanizzare i personaggi di un poema, epico classico tra le altre cose. Il regista finisce per sottolineare problemi e questioni che rimangono, per la maggioranza degli spettatori, lontani e non facilmente condivisibili. Si pensi anche a temi non del tutto esplorati, come la sacra ospitalità nei confronti degli stranieri, che viene richiamata più volte ma rimane limitata a mero stratagemma di scena, senza che divenga una questione più ampia e coinvolgente.

Quindi spettacolare, splendido, tentacolare, ma tutto separato dalle grandi emozioni che un mezzo come il Cinema può donare. Ovvero la precedenza va al pensiero, al ragionamento, che porta allo spettacolo, più stupefacente che coinvolgente, del saccheggio e distruzione di Troia, intorno cui per certi versi dovrebbe girare tutto. Una volta giunti però a quel punto, che ci si aspetta dia via libera all'angoscia ed al dolore di Ulisse, liberando lui stesso, che non riesce ad esprimerla, che non riesce ad esprimersi, tutto si risolve, come detto, in una sequenza maestosa di urla, fiamme, violenza di spade e case distrutte, perdendo la sua unicità e divenendo una ulteriore, seppur migliore di altre, scena di guerra e distruzione.


Tutto questo, comunque, rientra nello stile Nolan. É un autore, bellezza. Anzi un super autore! É la SUA interpretazione dell'Odissea e di Ulisse. Tanto che può permettersi una scena finale, ampiamente opinabile, con un mare finalmente calmo e infine rassicurante placida via verso una nuova dimensione degli ormai ex re e regina, che involontariamente omaggia il finale della trilogia di Jackson del “Signore degli Anelli”.



lunedì 7 settembre 2026

Citazioni Cinematografiche n.684

 

Il primo passo per capire il proprio potere è sperimentarne l'entità, poi si dà inizio al processo di insegnamento su come controllarlo. Se decidi di restare, ti posso promettere che quando avrai finito qui, sarai in grado di reinserirti nel mondo e svolgervi un ruolo stabile e produttivo.


(Charles Xavier/James McAvoy in “X-Men – Apocalisse”, di Bryan Singer – 2016)






sabato 5 settembre 2026

Smarrire sé stessi

 

Caspar David Friedrich, Donna alla finestra - Nationalgalerie, Berlino.


Quante tentazioni mi attraversano
nel tragitto tra la stanza
e la cucina, tra la cucina
e il bagno. Un puzzle
di legno, pezzetti
di fragola per terra, un calzino,
stelline di pasta -
guardo dalla finestra,
mare mosso, vento che piega
gli alberi, ai miei piedi mio figlio gattona.
Scordo così l'idea principale,
chi ero, chi sono,
mi perdo lungo il cammino,
un giorno dopo l'altro,
mi congedo da me stessa.

(Francesca Cricelli, trad. Prisca Agustoni)






martedì 1 settembre 2026

Cosa stai cercando?

 


  • le Sette sfere del drago

  • il Santo Graal

  • One Piece

  • l'Arca dell'Alleanza

  • Il Falcone Maltese

  • l'Unico Anello

  • il Tempo Perduto

  • le Gemme dell'Infinito

  • la Pietra Filosofale

  • Moby Dick

  • Nemo

  • una donna

  • il Mago di Oz

  • il colonnello Kurtz

  • la Verità

  • la Libertà

  • Il tesoro della Sierra Madre

  • Rosebud

  • l'assassino

  • il colpevole

  • l'Identità

  • un uomo

  • il Senso della vita

  • l'Amore

  • Dio

  • il Destino

  • il Vello d'oro

  • la Terra Promessa

  • la Memoria

  • la propria Casa

  • la propria Patria

  • una Terra

  • il Tesoro

  • il Metodo

  • i Valori

  • il Significato dell'Essere

  • l'Illuminazione

  • il Movimento dei pianeti

  • i Fondamenti della Natura

  • l'Origine e l'Evoluzione delle specie

  • il DNA

  • l'Origine dell'Universo

  • la Realtà

  • la Natura

  • l'Inconscio

  • una risposta

  • una spiegazione

  • la Conoscenza

  • la Salvezza








In una giornata pervasa
dall'odore del fieno,
cerco il sapore
delle tue labbra

Sfioro con le labbra
le foglie dei girasoli
e il muro freddo
color miele.

E quando arriva la notte
lo bevo da sola,
con le labbra appesantite dalla sete
come fragole mature.

(Małgorzata Hillar, da La brocca d'argilla – 1957)


lunedì 31 agosto 2026

Citazioni Cinematografiche n.683

 

Silver: Quando un uomo ha il senso della dignità, non può sfuggire al ricordo dei suoi errori. Bastano cinque minuti per prendere una decisione, ma poi non basta un'intera vita per pentirsene.
Sally: Ma perché ti tormenti così? Tutti vorremmo non aver fatto sbagli.
Silver: Ah, sicuro. Ma non a tutti capita una seconda occasione.

(Cass Silver/Robert Ryan e Sally/Virginia Mayo in “La grande sfida”, di Robert D. Webb - 1956)










giovedì 27 agosto 2026

Cesare Pavese (1908 – 1950)



Cesare Pavese (Santo Stefano Belbo, 9 settembre 1908 – Torino, 27 agosto 1950) 


E Cesare, perduto nella pioggia, 
sta aspettando da sei ore il suo amore, ballerina.
E rimane lì a bagnarsi ancora un po'
E il tram di mezzanotte se ne va
Ma tutto questo Alice non lo sa

(Francesco De Gregori, Alice)



“È morto d’estate. La nostra città, d’estate, è deserta e sembra molto grande, chiara e sonora come una piazza; il cielo è limpido ma non luminoso, di un pallore latteo; il fiume scorre piatto come una strada, senza spirare umidità, né frescura.”

“Non c’era nessuno di noi. Scelse, per morire, un giorno qualunque di quel torrido agosto; e scelse la stanza d’un albergo nei pressi della stazione: volendo morire, nella città che gli apparteneva, come un forestiero.”

(Natalia Ginzburg, Le piccole virtù)



“Pavese si uccise un’estate che non c’era, a Torino, nessuno di noi.”

“Aveva parlato, per anni, di uccidersi. Nessuno gli credette mai. Quando veniva da me e da Leone mangiando ciliegie, e i tedeschi prendevano la Francia, già allora ne parlava.”

“Guardò anche oltre la sua vita, nei nostri giorni futuri, guardò come si sarebbe comportata la gente, nei confronti dei suoi libri e della sua memoria. Guardò oltre la morte, come quelli che amano la vita e non sanno staccarsene, e pur pensando alla morte vanno immaginando non la morte, ma la vita.”

(Natalia Ginzburg, Lessico famigliare)







mercoledì 26 agosto 2026

lunedì 24 agosto 2026

Citazioni Cinematografiche n.682

 

Tom: Ti tengono d'occhio e se tu a loro già vuoi bene hanno bisogno di essere un po' convinti. Hai due settimane per farti accettare.
Grace: Lo fai sembrare come se facessimo un gioco...
Tom: È così, è un gioco. Salvare la tua vita non vale un giochino?
Grace: Che cosa vuoi che faccia?
Tom: Ti secca il lavoro fisico?
Grace: No.
Tom: Dogville ti ha offerto due settimane ora offri tu loro.

(Tom Edison Jr/Paul Bettany e Grace Margaret Mulligan/Nicole Kidman in “Dogville”, di Lars von Trier - 2003)






lunedì 17 agosto 2026

Citazioni Cinematografiche n.681


Harrah: E tu che diavolo ci fai qui?
Thornton: Sto guardando una stella di latta con un ubriaco attaccato.

(J.P. Harrah/Robert Mitchum e Cole Thornton/John Wayne in “El Dorado”, di Howard Hawks – 1966) 





venerdì 14 agosto 2026

L'uomo è ciò che mangia #15

 

L'uomo è ciò che mangia/Der Mensch ist, was er isst.

(Ludwig Feuerbach)


Kenneth Choi in “The Wolf of Wall Street”, di Martin Scorsese - 2013




giovedì 13 agosto 2026

Quell'estate

 

Ernst Ludwig Kirchner, Davos in estate - 1925




Qualche volta pensava che quell'estate non sarebbe finita più, e insieme che bisognava far presto a godersela perché, cambiando la stagione, qualcosa doveva succedere.

(La bella estate, Cesare Pavese)




lunedì 10 agosto 2026

Citazioni Cinematografiche n.680

 

Sam: Vuole che saliamo sull'auto.
Mikaela: Per andare dove?
Sam: Fra cinquant'anni, quando ci ripenserai, non vuoi poterti dire sono salita su quell'auto?

(Sam Witwicky/Shia LaBeouf e Mikaela Banes/Megan Fox in “Transformers”, di Michael Bay - 2007)






venerdì 7 agosto 2026

L'uomo è ciò che mangia #14


L'uomo è ciò che mangia/Der Mensch ist, was er isst.

(Ludwig Feuerbach) 


Gianni Cavina in “La rivincita di Natale”, di Pupi Avati - 2004