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Post su Film, Libri, Mostre, Esperienze di vita, Fumetti, Cartoni Animati e quello che mi piace ed anche che mi piace di meno.
Il
primo passo per capire il proprio potere è sperimentarne l'entità,
poi si dà inizio al processo di insegnamento su come controllarlo.
Se decidi di restare, ti posso promettere che quando avrai finito
qui, sarai in grado di reinserirti nel mondo e svolgervi un ruolo
stabile e produttivo.
(Charles
Xavier/James McAvoy in “X-Men – Apocalisse”, di Bryan Singer –
2016)
Caspar David Friedrich, Donna alla
finestra - Nationalgalerie, Berlino.
Quante tentazioni mi attraversano nel tragitto tra la stanza e la cucina, tra la cucina e il bagno. Un puzzle di legno, pezzetti di fragola per terra, un calzino, stelline di pasta - guardo dalla finestra, mare mosso, vento che piega gli alberi, ai miei piedi mio figlio gattona. Scordo così l'idea principale, chi ero, chi sono, mi perdo lungo il cammino, un giorno dopo l'altro, mi congedo da me stessa.
Silver:
Quando un uomo ha il senso della dignità, non può sfuggire al
ricordo dei suoi errori. Bastano cinque minuti per prendere una
decisione, ma poi non basta un'intera vita per pentirsene.
Sally:
Ma perché ti tormenti così? Tutti vorremmo non aver fatto sbagli.
Silver:
Ah, sicuro. Ma non a tutti capita una seconda occasione.
(Cass
Silver/Robert Ryan e Sally/Virginia Mayo in “La grande sfida”, di
Robert D. Webb - 1956)
Cesare
Pavese (Santo Stefano Belbo, 9 settembre 1908 – Torino, 27 agosto
1950)
E Cesare,
perduto nella pioggia, sta aspettando da sei ore il suo amore,
ballerina. E rimane lì
a bagnarsi ancora un po' E il tram di
mezzanotte se ne va Ma tutto
questo Alice non lo sa
(Francesco
De Gregori, Alice)
“È morto
d’estate. La nostra città, d’estate, è deserta e sembra molto
grande, chiara e sonora come una piazza; il cielo è limpido ma non
luminoso, di un pallore latteo; il fiume scorre piatto come una
strada, senza spirare umidità, né frescura.”
“Non c’era
nessuno di noi. Scelse, per morire, un giorno qualunque di quel
torrido agosto; e scelse la stanza d’un albergo nei pressi della
stazione: volendo morire, nella città che gli apparteneva, come un
forestiero.”
(Natalia
Ginzburg, Le piccole virtù)
“Pavese si
uccise un’estate che non c’era, a Torino, nessuno di noi.”
“Aveva
parlato, per anni, di uccidersi. Nessuno gli credette mai. Quando
veniva da me e da Leone mangiando ciliegie, e i tedeschi prendevano
la Francia, già allora ne parlava.”
“Guardò
anche oltre la sua vita, nei nostri giorni futuri, guardò come si
sarebbe comportata la gente, nei confronti dei suoi libri e della sua
memoria. Guardò oltre la morte, come quelli che amano la vita e non
sanno staccarsene, e pur pensando alla morte vanno immaginando non la
morte, ma la vita.”
Qualche
volta pensava che quell'estate non sarebbe finita più, e insieme che
bisognava far presto a godersela perché, cambiando la stagione,
qualcosa doveva succedere.