lunedì 9 febbraio 2026

Citazioni Cinematografiche n.654

 

Io non vi volevo neanche usare, con quelle vostre cazzate dei super allenamenti, io volevo tirare una bomba ma bisogna avere prove certe per tirare una bomba. Vi usano come se foste dei canarini. Secondo loro se Bin Laden non c'è voi siete gli unici che riescono a volar via senza farsi beccare ma Bin Laden è lì e voi lo ucciderete per me!

(Maya Lambert/Jessica Chastain in “Zero Dark Thirty”, di Kathryn Bigelow – 2012)






giovedì 5 febbraio 2026

Resta con me

 

Resta con me, non andartene.
Già bolle il caffè turco della notte eresiarca,
come azzurre fiammelle di ponce sfavillano
le lampadine giranti del Luna Park.
Non affogare nel ròtor, nel grinzo
gorgo dei casamenti impazziti,
dove scurrili bellocce si impinzano
di fricandò e di soffritti.
A tante storie consunte si aggiunga anche questa,
ma resta,
furbastra barbiera e giumenta:
imbrattami di noia, di falsa gioia,
di paroline spumose e posticce,
perché, come in tempi lontani, io mi senta
stupidamente felice.
(Angelo Maria Ripellino)






lunedì 2 febbraio 2026

Citazioni Cinematografiche n.653

 

Jan: Che enorme potere l'amore, vero? Se morirò sarà perché l'amore non ce l'ha fatta a tenermi in vita. Ma quasi non me lo ricordo più com'è fare l'amore. E sicuramente morirò se me lo dimentico. Ti ricordi di quella volta che ti ho chiamato dalla piattaforma? Non eravamo insieme, ma abbiamo fatto l'amore.
Bess: Vuoi che ti parli ancora come quella volta? Io lo faccio volentieri.
Jan: Bess... Io voglio che ti trovi un uomo per farci l'amore e quando l'hai fatto torni a raccontarmi com'era. Sarà come essere di nuovo insieme, io e te. Questo sì che mi terrà in vita.
Bess: Io non ce la faccio...
Jan: Quando stamattina ti ho detto di farti un amante non era nel tuo interesse, era nel mio interesse. Perché non voglio morire. Mi fa paura. Lo capisci?
Bess: Sì.
Jan: Saremo io e te, Bess. Fallo per me.
Bess: Io... Io non ce la faccio.
Jan: Per favore...

(Bess McNeill/Emily Watson e Jan Nyman/Stellan Skarsgård in “Le onde del destino”, di Lars von Trier – 1996)





martedì 27 gennaio 2026

27 Gennaio - Giorno della Memoria

 


“In due millenni si sono mai visti casi in cui siano stati la libertà e l’amore per l’uomo a impiegare l’antisemitismo quale strumento della propria battaglia? A me non risulta. L’antisemitismo del quotidiano è un antisemitismo non cruento. È la prova che al mondo esistono idioti, invidiosi e falliti. Nei paesi democratici può insorgere un antisemitismo di natura sociale, che si manifesta negli organi di stampa appartenenti a gruppi reazionari, nell’operato di quegli stessi gruppi (per esempio nel boicottaggio della manodopera o delle mercanzie ebraiche) e in un sistema religioso o ideologico reazionario. Nei paesi totalitari, dove la società civile non esiste, può svilupparsi solo un antisemitismo di Stato. L’antisemitismo di Stato è la prova che lo Stato si serve di idioti, reazionari e falliti, che sfrutta l’ignoranza dei superstiziosi e il rancore di chi ha fame. Al suo primo stadio un tale antisemitismo è discriminatorio: lo Stato permette agli ebrei di vivere solo in determinati luoghi e di svolgere determinate professioni, vieta loro di occupare posizioni di rilievo, di frequentare le università, di ottenere titoli accademici e via dicendo. Dopo di che passa allo sterminio. In epoche in cui le forze reazionarie di tutto il mondo si scontrano – a loro fatale detrimento – con le forze della libertà, l’antisemitismo si fa ideologia di Stato e di partito. Così è successo nel XX secolo, l’era del nazismo.”

(da "Vita e Destino", di Vasilij Grossman - trad. Claudia Zonghetti)










lunedì 26 gennaio 2026

Citazioni Cinematografiche n.652

 

"Noi andiamo in giro in tuta, siamo i classici sfigati, se ci mettiamo un vestito pare che andiamo in tribunale!"

(Rhino/William Ruane in “La parte degli angeli”, di Ken Loach - 2012)






lunedì 19 gennaio 2026

Citazioni Cinematografiche n.651

 

Secondo gli antichi, una decisione andrebbe presa entro sette respiri...
(Ghost Dog/Forest Whitaker in “Ghost Dog – Il codice del samurai”, di Jim Jarmusch - 1999)






mercoledì 14 gennaio 2026

lunedì 12 gennaio 2026

Citazioni Cinematografiche n.650

 

Gli irlandesi pregano Dio in ginocchio, gli scozzesi lo fregano in piedi.
(Bob Barnes/George Clooney in “Syriana”, di Stephen Gaghan - 2005)





sabato 10 gennaio 2026

Ricorda

 



Ricorda di chiudere la porta,
serrare le finestre,
spegnere le candele, 
tenere il passo,
vestire di chiaro.

Ricorda di guardarti attorno,
guardare da entrambi i lati prima di attraversare,
controllare i freni della bici,
allacciarti le scarpe,
sondare ogni via di fuga.

Ricorda di chiamare la nonna,
andare a trovare i tuoi,
chiedere scusa,
abbracciare gli amici,
organizzare uscite.

Ricorda il pericolo come un'ombra alle tue spalle,
come l'eco di una voce presto estinta,
come un veicolo lanciato nel crepuscolo,
come per un soffio,
come una morte improvvisa.

Ricorda il primo soccorso,
il numero per le emergenze,
come usare un defibrillatore,
cosa fare,
il morso della speranza sul finale.

Ricorda il viso,
l'odore,
il suono della voce,
il tocco della mano,
di chiudere la porta..

(Vera Worbin - trad. Dalila Brocchi)



martedì 6 gennaio 2026

6 gennaio, Epifania, Adorazione

 

(Pieter Brueghel il Giovane, Adorazione dei Magi nella neve, 1590-1610; Venezia, Fondazione Musei Civici di Venezia, Museo Correr)





lunedì 5 gennaio 2026

Citazioni Cinematografiche n.649

 

Io brindo a te, chiesa dei miracoli. E brindo ai nonni dei nostri nonni che mille anni fa la costruirono e che ci hanno tramandato questo nostro mestiere, fatto dalle mani e dalla fantasia.

(Bonanno/Omero Antonutti in “Good morning Babilonia”, di Paolo e Vittorio Taviani - 1987)






sabato 3 gennaio 2026

Giallo, Noir & Thriller/99

 


Giallo, Noir & Thriller/99
Titolo: L'effetto farfalla
Autore: Jussi Adler Olsen
Traduttore: Maria Valeria D’Avino
Editore: Marsilio - 2019


Quinto appuntamento con la Sezione Q guidata da Carl Mørck della polizia danese.

Uno dei meriti di questa serie, probabilmente la motivazione del suo successo, è il riuscire a reggersi su un equilibrio non facile da ottenere, per quanto estremamente delicato. Il lettore trova situazioni dure, drammatiche, spesso violente, che richiamano questioni etiche e sociali, indagando sulla società danese contemporanea, ma sono presenti anche momenti di ironia e comicità leggera, quasi sottovoce. Di solito mettere insieme questi due elementi, vicini a due estremi, è rischioso e può portare squilibrio ed a risultati poco convincenti, ma Jussi Adler-Olsen riesce sempre a farlo con grande sensibilità, attenzione, capacità di scrittura e buon gusto.
La storia si sviluppa attraverso più piani temporali che si intrecciano tra loro, più contesti e spazi anche lontani tra loro, senza creare confusione, dando vita a una trama ricca e ben costruita fatta di omicidi, corruzione e intrighi finanziari. Al centro di tutto, suo malgrado, c’è Marco, un ragazzo rom di quindici anni, costretto a vivere di piccoli reati e di elemosina per soddisfare le richieste del crudele zio Zola, vero capo della famiglia.
Nel corso del romanzo, l’autore alterna con grande abilità l’indagine dell’ispettore Carl Mørck e della sua squadra della Sezione Q alle difficoltà e alle paure che Marco deve affrontare mentre cerca di scappare da una vita che non ha scelto. Fin dalle prime pagine si resta incollati alla storia, trascinati sia dal ritmo serrato degli eventi sia dal percorso umano di Marco, che nella sua fuga è costretto a confrontarsi con emozioni e paure del tutto nuove per lui.


Marco ha solo quindici anni ma non ha mai avuto un’infanzia. È cresciuto con una banda di criminali il cui capo, il cinico e violento Zola, lo obbliga a un’esistenza squallida, fatta di accattonaggio e piccoli furti. Quando un giorno riesce a disertare, la sua fuga si trasforma in una lotta per la vita. Quello che Marco non sa è che la sua famiglia non è la sola a volerlo morto. Banchieri, diplomatici e alti funzionari statali sono coinvolti in una truffa insanguinata che allunga i suoi tentacoli fino alla giungla dell’Africa centrale, e temono di cadere uno dopo l’altro come tessere del domino se lui racconterà quello che ha visto. Neppure Carl Mørck, alla guida della Sezione Q, è disposto a lasciarsi sfuggire il ragazzino dallo sguardo ardente incrociato per caso nelle strade di Copenaghen, e insieme ai suoi assistenti – la fantasiosa Rose e il sempre più misterioso Assad – è deciso a interrompere quella fatale catena di eventi.(da Marsilioeditori.it)




mercoledì 31 dicembre 2025

Si conclude un anno

 

(Vasilij Vasil'evič Kandinskij, Kleine Welten I (Piccoli mondi) - 1922; litografia a colori; Venezia, Ca’ Pesaro- Galleria Internazionale d’arte Moderna)


Non invano i venti hanno soffiato,
non invano ha infuriato la tempesta.
Qualcuno, misterioso, di calma luce
ha imbevuto i miei occhi.


Qualcuno con tenerezza primaverile
nella nebbia turchina ha placato la mia malinconia
per un’arcana e bellissima
terra straniera.


Non mi opprime il latteo silenzio,
non mi turba la paura delle stelle.
Io amo il mondo e l’eterno
come il natio focolare.


Tutto in essi è benevolo e santo,
tutto ciò che turba è luminoso.
Il papavero scarlatto del tramonto
guazza sul vetro del lago.


E senza volerlo nel mare di grano

un’immagine scatta dalla lingua:
il cielo che ha figliato
lecca il suo rosso vitello.

(Sergej Aleksandrovič Esenin – trad.Angelo Maria Ripellino)





martedì 30 dicembre 2025

Solita domanda

 

What Are You Doing New Years Eve?
Zooey Deschanel e Joseph Gordon-Levitt

Albrecht Dürer, Autoritratto con pelliccia/Salvator mundi - 1500, Alte Pinakothek, Monaco di Baviera


lunedì 29 dicembre 2025

Citazioni Cinematografiche n.648

 

La solitudine diventa uno stile di vita, una regola, capisci? D'accordo, vivi per un sacco di tempo da sola, non hai più rapporti di nessun genere con gli uomini, con nessuno... È devastante, ma nel contempo riesci a... a serbare in te stessa una certa... purezza, per così dire, perché così non... non disperdi quel poco di energia che hai dentro, cioè... continui a sognare, ad aspettare, ma è meglio vivere sognando un ideale che... che... che adattarsi a una mediocre realtà, capisci?, e perdere ogni speranza.

(Delphine/Marie Rivière in “Il raggio verde”, di Eric Rohmer - 1986)