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lunedì 10 novembre 2025

Citazioni Cinematografiche n.641

 

Ike: Dimmi una cosa, ti importa veramente del Monte Everest?
Maggie: È divertente! È alto!
Ike: Le pratiche sessuali delle locuste?!
Maggie: Ogni volta ho cercato di essere partecipe!
Ike: No! Non partecipe! Non eri affatto partecipe, eri spaventata! Eri spaventata allora e sei spaventata ora! Sei la donna più confusa che abbia mai...
Maggie: Confusa?
Ike: Si confusa, sei così confusa che non sai neanche come ti piacciono le uova! Sì!
Maggie: Cosa?!
Ike: Sì, sì... è così, col prete le volevi strapazzate, con, col chitarrista pazzo erano fritte, con l'altro tipo, quello degli insetti erano in camicia e ora sono... solo le chiare, grazie tante!
Maggie: Questo si chiama cambiare idea.
Ike: No! Questo si chiama non avercela per niente un'idea! Maggie che stai facendo?

(Homer "Ike" Eisenhower Graham/Richard Gere e Margaret "Maggie" Carpenter in Graham/Julia Roberts in “Se scappi, ti sposo”, di Garry Marshall - 1999)




lunedì 31 agosto 2020

Citazioni Cinematografiche n.370

Ho sentito tante storie su come il principe salva la principessa. È ora di cambiare il finale. 
(Biancaneve/Lily Collins in "Biancaneve", di Tarsem Singh - 2012)




lunedì 24 luglio 2017

Citazioni Cinematografiche n.209

Charlie Wilson: Come sarebbe "lui non cerca di sconfiggere i sovietici"?
Gust Avrakotos: Be', vuole dissanguarli. Ripagarli per il Vietnam, continuare a fargli inviare truppe e denaro, truppe e denaro finché non gli si fotte il cervello come è stato per noi.  
Charlie Wilson: Vuole dirmi che la strategia degli U.S.A. in Afghanistan è che gli afghani affrontino le mitragliatrici finché i russi non finiscono i proiettili??  
Gust Avrakotos: È la strategia di Harold Holt, non quella degli U.S.A.  
Charlie Wilson: Qual è la strategia degli U.S.A. in Afghanistan?  
Gust Avrakotos: In senso stretto non l'abbiamo, ma noi ci stiamo lavorando.  
Charlie Wilson: Noi chi?  
Gust Avrakotos: Io e altri tre tizi.

(Charlie Wilson/Tom Hanks e Gust Avrakotos/Phillip Seymour Hoffman in "La Guerra di Charlie Wilson", di Mike Nichols - 2007)


 

venerdì 16 dicembre 2016

giovedì 19 novembre 2015

Il Segreto dei suoi Occhi (2015)


È in programmazione nei cinema italiani “Il Segreto dei suoi Occhi”, dichiaratamente ispirato al film argentino, premio Oscar nel 2010 che portava lo stesso titolo, e di cui ho parlato in un post datato 12 gennaio 2013.

Considerando tuttora il film diretto da Juan José Campanella uno dei migliori visti negli ultimi anni, ero effettivamente curioso di scoprire cosa “gli americani” ne avessero fatto.

Il Segreto dei suoi Occhi, per la regia di Billy Ray, è qualcosa di più di un remake, poiché la sceneggiatura, per quanto speculare a quella del film originale, si risolve in una operazione di riscrittura e riadattamento, con la visuale e per il gusto di uno spettatore nordamericano, pur con qualche elemento tipico del cinema europeo, che spesso risulta vicino a quello dei paesi latino americani “imparentati” con l’Europa.

Ebbene, tanto per arrivare al punto, nonostante non sia operazione consigliabile valutare un film sulla base di un altro, ritengo la versione 2015 meno convincente di quella del 2009.

Mentre l’originale viveva di ottime scelte registiche e di resa drammaturgica e si faceva apprezzare totalmente sotto ogni aspetto, anche per la cura dei dettagli e la caratterizzazione di tutti i personaggi, dai protagonisti ai comprimari, quest’ultima versione funziona solo a momenti, con qualche passaggio debole e poco convincente. Rimane un buon prodotto, ma appunto si limita a questo. Accattivante e ammiccante quanto serve, il passaggio dall'Argentina dei drammatici anni 70 agli USA post 11 settembre è azzeccato ma offre magri risultati in barba all'idea. 

Coinvolgente, ma non a sufficienza, solo nella figura della madre Julia Roberts, in un ruolo tanto lontano dai suoi soliti quanto reso in maniera professionale e misurata, e meno in quella dell’ex agente Chiwetel Ejiofor, non totalmente libero di esprimersi e un po’ frenato (autodisciplina?).

Anche abbandonando il parallelo tra i film, mi trovo a denotare qualche limite di troppo in alcune scelte registiche, che avrebbero potuto donare maggiore tensione emotiva e narrativa, rendendo un buon thriller quello che non è un semplice film d’azione, ma che non utilizza al meglio spunti narrativi e idee di sceneggiatura che avrebbero meritato maggior fortuna.

Accennato a due dei tre protagonisti, passo a Nicole Kidman, veramente convincente solo in due scene, comunque troppo brevi per poter valorizzare l’intero film, sebbene siano passaggi chiave della vicenda raccontata.

All'epoca avevo assegnato 8+ al fim di Campanella, produttore esecutivo della versione di questi giorni, ora mi limito ad un 6,5, considerando che il materiale umano, drammaturgico e tecnico sono di prim'ordine, ma il risultato è inferiore alle attese.