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Alba, di George Innes - 1887 - Brooklyn Museum, New York |
Blog su Cinema, Letteratura, Arte, Cultura, Tempo libero, Esperienze. Post su Film, Libri, Mostre, Esperienze di vita, Fumetti, Cartoni Animati e quello che mi piace ed anche che mi piace di meno.
venerdì 22 maggio 2020
mercoledì 20 maggio 2020
Samuel Stern #6 - Valery
Dopo la
riflessione di carattere generale sul ruolo e posto che la serie
potrebbe rivestire ed occupare, in questo sesto albo di Samuel
Stern mi concentro sul particolare. Particolare che in parte
risponde ad alcuni degli interrogativi che avevo proposto la volta
scorsa.
Fin
dall'apertura, una efficace ed impressionante splash page, l'albo
“Valery” si presenta come un buon connubio fra conosciuto
e “collaudato” e originale versione di quanto creatori e
sceneggiatori hanno in mente.
Luca
Blengino, sul
solco delle sceneggiature
precedentemente proposte da Gianmarco
Fumasoli e Massimiliano
Filadoro, continua una interessante
indagine sul fenomeno della nascita dei demoni, aggiungendovi un
ulteriore punto d'interesse riguardante ciò che accade, quello che
segue ad un esorcismo.
Con un meccanismo narrativo molto conosciuto, tanto utilizzato quanto efficace, come la stesura di un diario si approfondisce tanto la caratterizzazione di Valery, una ragazza liberata da un demone, quanto la vita quotidiana di Samuel. La scrittura si fa forte dei cambi di registro, adattato a seconda degli interlocutori, e di un saggio dosaggio di quanto fin qui visto e letto nella serie, chiarendo anche un po' la strada che presumibilmente i lettori faranno con i protagonisti, se vorranno continuare la lettura per qualche altro numero.
Per quanto
riguarda il comparto grafico, il disegnatore Riccardo
Randazzo è abile nel mostrare emozioni,
travaglio e crisi della Valery del titolo, in particolare ne fa
trasparire il malessere interiore per mezzo di occhiaie, rughe sulla
fronte, sorrisi tirati e smorfie inquietanti, con il risultato che
solitudine e depressione arrivano con forza al lettore. Molta
cura
anche nei primi piani di Samuel, che rendono bene la
sua mimica facciale, con alcune
inquadrature che consentono di conoscerlo meglio, nonché di
decifrarne l’animo, per quanto rimanga ancora un carattere in via
di definizione, da scoprire sia sul versante “pubblico” che su
quello personale ed intimo (elementi che ne
comporrebbero l'aspetto umano, probabilmente quello che potrebbe fare
la differenza).
In
sintesi, ritengo che questo albo di Samuel Stern sia leggermente
superiore a quelli precedenti, in grado di attuare una buona sinergia
fra sceneggiatore e disegnatore, oltre che a rispondere a qualche
legittima perplessità sulla necessità di una ulteriore serie
mensile a fumetti. Le aspettative vengono corrisposte e viene anche
da chiedere di alzare ulteriormente il livello. Chissà cosa ci
riserveranno i prossimi mesi.
martedì 19 maggio 2020
lunedì 18 maggio 2020
Citazioni Cinematografiche n.355
Hermione: Ascolta, Harry, hanno catturato Sirius. Da un momento all'altro i Dissennatori useranno il bacio.
Harry: Vuoi dire che lo uccideranno...?
Hermione: No, di peggio... Molto peggio. Gli succhieranno via l'anima.
Harry: Vuoi dire che lo uccideranno...?
Hermione: No, di peggio... Molto peggio. Gli succhieranno via l'anima.
(Hermione Granger/Emma Watson e Harry Potter/Daniel Radcliffe in "Harry Potter e il Prigioniero di Azkaban", di Alfonso Cuarón - 2004)
sabato 16 maggio 2020
Sul Cinema, 8 di 10
"Il cinema è un alto artificio che mira a costruire realtà alternative alla vita vera, che gli provvede solo il materiale grezzo."
(Umberto Eco)
giovedì 14 maggio 2020
Giallo, Noir & Thriller/77
Titolo:
L'Angelo
Nero
Autore:
Kjell
Ola Dahl
Traduttore:
Giovanna Paterniti
Editore:
Marsilio – 2017
Se nel
precedente romanzo di Kjell Ola Dahl di cui ho parlato (Il Corpo di Ghiaccio)
l'attenzione del lettore era concentrata pressoché esclusivamente su
una figura femminile, qui ne “L'Angelo Nero” il
protagonista torna ad essere l'ispettore Gunnarstranda.
Lo troviamo
all'inizio del libro alle prese con la morte, l'omicidio di un
poliziotto. Un delitto avvenuto a tarda notte, nei pressi di un bar
frequentato da molti colleghi a pochi passi dalla centrale di
polizia. Un omicidio dalle caratteristiche poco chiare, con molti
elementi che creano difficoltà e disagio ai colleghi chiamati ad
indagare. Non ultimo elemento di disagio è il fatto che a capo
delle indagini ci sia il “nostro” Gunnarstranda. È mal
sopportato dagli altri poliziotti coinvolti a causa di quanto
avvenuto circa un mese prima, ovvero proprio lui aveva fatto scattare
una indagine interna, a livello disciplinare, proprio in merito ai
comportamenti del collega ucciso.
Ivan Killi,
questo il nome del collega ucciso, non era simpatico a Gunnarstranda,
che rimane eccentrico quanto basta e non facile da sopportare durante
un'indagine, ma sempre “sul pezzo” e capace di intuizioni e
ragionamenti difficili per altri. Tagliato fuori da quel caso, si
ritrova a lavorare nuovamente con l'ex collega Frank Frølich nella
sezione persone scomparse. I due devono indagare sulla sparizione
dell’avvocato Werner Welhaven, avvenuta a seguito di una serie di
eventi e dietro più di un segreto. A mano a
mano che il lavoro procede, Gunnarstranda si rende conto che le due
indagini sono inevitabilmente intrecciate. A
questo punto il lettore viene posto di fronte ad un possibile,
probabile collegamento fra la scomparsa di un avvocato e l'uccisione
di un poliziotto in seguito ad una rissa.
Mentre
praticamente tutto il corpo di polizia rema contro, consapevolmente e
colpevolmente oppure per semplice reazione e mal interpretato spirito
di corpo, Gunnastranda insiste nel far procedere le due indagini che
da parallele divengono intrecciate e clamorosamente sovrapponibili.
Se si trova il responsabile della morte di Killi, si scoprirà cosa è
accaduto all'avvocato e perché, oppure scavando nel passato di
quest'ultimo si otterranno elementi per risolvere l'altro enigma.
L'intreccio
è ottimo, la scrittura chiara e scorrevole, le situazioni più che
plausibili e non mancano colpi di scena e momenti di azione. In una
Oslo estiva, fra poliziotti corrotti, segreti familiari,
insabbiamenti e ostruzionismi, psicologhe dal comportamento non
proprio limpido, ragazze problematiche e conti bancari che nascondono
azioni al limite del legale il libro procede e coinvolge, convince e
fa conoscere ancora meglio il suo protagonista e gli altri personaggi
di questa serie, che Marsilio continua a pubblicare.
Nella
notte di un caldo sabato di agosto, Ivar Killi, poliziotto in
congedo, viene ucciso con un colpo di pistola a bruciapelo a pochi
passi dal dipartimento di polizia di Oslo. Le indagini vengono
affidate all’ispettore Gunnarstranda, ma tra i colleghi c’è chi
non è d’accordo, e non fa nulla per nascondere disprezzo e rabbia
nei suoi confronti. Prove determinanti spariscono dal suo stesso
ufficio e dall’appartamento sigillato della vittima, in particolare
una scheda di memoria contenente alcune foto che ritraggono una
ragazza molto giovane con indumenti fetish, imbavagliata e legata a
una sedia. Qualcuno sta facendo di tutto per ostacolare il suo
lavoro, e alla fine il caso gli viene tolto. Gunnarstranda torna così
a far coppia con Frank Frølich, e insieme a lui dovrà occuparsi
della scomparsa di un noto avvocato, seguendo un’indagine che, per
vie fortuite, lo riporterà sulle tracce dell’omicidio di Killi.
(da giallosvezia.it)
martedì 12 maggio 2020
lunedì 11 maggio 2020
Citazioni Cinematografiche n.354
Quella notte, una volta che avevo lasciato le sorellone e mi ero
infilata nel letto, all'improvviso simili ricordi sconnessi dei tempi
della quinta elementare vennero a riemergere uno dopo l'altro nel mio
cuore. Sul nostro cane domestico, chiamato Gon, sul festival di
atletica, sull'essermi terrorizzata con i manga di Umezu Kazuo,
sulla passione per i temperamatite elettrici: mi ricordavo vividamente
persino di cose di così poco conto. Ed era proprio come un film che
occupava la mia testa, e finiva col sopraffare la me stessa reale.
(Taeko in "Pioggia di ricordi", di Isao Takahata - 1991)
sabato 9 maggio 2020
Sul Cinema, 7 di 10
"Le
nuove tecnologie sono solo degli strumenti, come le vecchie. Il
linguaggio cinematografico è da sempre lo stesso. Guardate le foto di
scena di settant'anni fa e quelle di oggi: vi sono macchine da presa,
gente davanti e persone dietro in entrambi i casi. E alla fine sono la
regia e il montaggio a fare il film."
(John Landis)
giovedì 7 maggio 2020
Sirene: Ungaretti e Tim Buckley
Sirene
Funesto
spirito
Che
accendi e turbi amore,
Affine
io torni senza requie all'alto
Con
impazienza le apparenze muti,
E
già, prima ch'io giunga a qualche meta,
Non
ancora deluso
M'avvinci
ad altro sogno.
Uguale
a un mare che irrequieto e blando
Da
lungi porga e celi
Un'isola
fatale,
Con
varietà d'inganni
Accompagni
chi non dispera, a morte.
(Giuseppe
Ungaretti, da “Sentimento del Tempo”)
martedì 5 maggio 2020
lunedì 4 maggio 2020
Citazioni Cinematografiche n.353
Hermione: È un po' strano, non trovate?
Harry: Strano?
Hermione: Tu senti una voce, una voce che tu solo puoi sentire, e spunta fuori Mrs Purr pietrificata! Lo trovo... strano.
Harry: Pensi che avrei dovuto dirglielo? A Silente e agli altri, intendo.
Ron: Sei impazzito?
Hermione: No, Harry. Perfino nel mondo dei maghi sentire voci non è un buon segno.
(Hermione Granger/Emma Watson, Harry Potter/Daniel Radcliffe e Ron Weasley/Rupert Grint in "Harry Potter e la Camera dei Segreti", di Chris Columbus - 2002)
domenica 3 maggio 2020
Dampyr #241 - Il Cavaliere di Roccabruna
Albo
speciale all'interno della serie regolare per festeggiare i venti
anni di Dampyr, speciale nella foliazione (118 pagine),
speciale nella colorazione e speciale perché il protagonista non è
Harlan, bensì suo padre Draka.
Mauro
Boselli, Majo e Matteo Vattani, quest'ultimo ai colori, fanno squadra
per celebrare una iniziativa editoriale che raggiunge un traguardo
niente affatto trascurabile. Venti anni di vita nelle edicole
sono un tempo notevole, che solo perché inseriti nell'ambito delle
pubblicazioni Bonelli non ci fanno gridare al mezzo miracolo.
Ma il
festeggiamento non è con un “semplice” albo più grande e
colorato, bensì si sostanzia in una sorta di celebrazione di alcuni
fra i più grandi meriti e peculiarità di una testata che continua a
ritagliarsi una sua dimensione, un suo ruolo ed una sua ragione
d'essere, mese dopo mese.
“Il
cavaliere di Roccabruna”, il numero 241, è un esempio del valore e
della ricchezza di un mondo narrativo che caratterizza ciò che
Boselli ha costruito in due decenni di storie. Storie
che hanno condotto i lettori in un universo, non solo narrativo, che
ha spaziato in secoli di Storia, unendo e facendo danzare fra loro
folklore, leggende, cronaca, avvenimenti diversi tra loro, mito e
realtà, con il valore aggiunto di presentare decine di personaggi,
tutti protagonisti a loro modo e secondo differenti inclinazioni, di
altrettanti cicli narrativi, altro elemento della serie che mi
appassiona.
L'invito è
a leggere l'albo, gustoso sia per chi conosce la serie, poiché
scoprirà ulteriori tasselli del passato e anche del presente dei
protagonisti, sia per il lettore occasionale, che potrà quantomeno
godere della narrazione densa, nutrita e preziosa di Boselli e delle
tavole ricche, dettagliate e precise di Majo, sempre a suo agio nel
ricostruire gli ambienti, i costumi e le situazioni dell'Europa del
'600, la Guerra dei Trent'anni in questo caso.
Un antico
e magico volume della libreria di Harlan, quello che lo fece entrare
nel corpo di suo padre e rivivere la sua lotta contro i Wehrwolfe di
Sassonia, proviene dalla Biblioteca del Castello di Hochosterwitz, in
Carinzia. L’antica fortezza, che Draka difese dai Turchi, è di
nuovo minacciata, quando la Carinzia, risparmiata in parte dalla
guerra che imperversa in tutta Europa, viene invasa dalle creature
inviate dal Maestro della Notte Vlatna. Insieme all’amata Fortunata
e al di lei fratello Orlando, Draka, sotto le spoglie dell’anziano
generale Drago dell’Armata Imperiale, difende il castello dai
non-morti di Vlatna, tra cui il perfido Vulcan e la crudele Dorka, in
questa avventura di 110 pagine a colori! (da
sergiobonelli.it)
sabato 2 maggio 2020
Sul Cinema, 6 di 10
Mio
padre mi portava al cinema di continuo. Mi ha raccontato del primo film
che ha visto. È entrato in una sala buia e su uno schermo bianco ha
visto un razzo volare nell'occhio dell'uomo nella Luna. Gli si è
conficcato dentro. Ha detto che è stato come vedere i suoi sogni in
pieno giorno.
(Hugo Cabret, dal film "Hugo Cabret", di Martin Scorsese - 2011)
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venerdì 1 maggio 2020
1° Maggio
Per il lavoro,
Per chi ha un lavoro,
Per chi non l'ha,
Per chi se lo è visto togliere,
Per tutti noi.
Per chi ha un lavoro,
Per chi non l'ha,
Per chi se lo è visto togliere,
Per tutti noi.
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