giovedì 20 ottobre 2016

Le Storie #48 – Notturno Newyorkese


Un omaggio all’hard-boiled o un abile esercizio di metanarrazione?
Un’opera narrativa infarcita di cliché di genere o un tributo al genere stesso?
Probabilmente ogni lettore di “Notturno Newyorkese” avrà, se lo desidera, la sua risposta e la sua reazione al numero 48 della serie “Le Storie”.

Rimane certa la padronanza con cui lo sceneggiatore Samuel Marolla gioca con i tratti e gli stilemi dell’hard-boiled, facendo sì che ogni elemento presentato ed utilizzato risulti ben inserito nello sviluppo della trama, esaltata dai disegni dettagliati di Max Avogadro, abile nel presentare con chiarezza grafica ed espositiva volti, sfondi, ambienti e la tipica atmosfera di questa tipologia di narrazione.

Il rischio è che solo gli appassionati, gli estimatori del genere apprezzino il risultato, poiché il colpo di scena su cui si punta fin dalle prime pagine risulta un po’ “telefonato”, dato che è possibile intuirlo già da metà dell’albo, oltre ad essere non propriamente inedito.
Il ricordo e la resa grafica della figura di Cornell Woolrich sono comunque per me motivi sufficienti per apprezzare questo Notturno Newyorkese con la sua pioggia, la colonna sonora, il dolore e la giusta dose di piombo e violenza.

New York, fine anni Trenta. L’aspirante scrittore Jake Russell consuma le sue notti davanti alla macchina per scrivere, alla ricerca di un’idea che lo porti via dalla miseria dei bassifondi. Ma non è l’unico a cercare qualcosa. Sordidi delinquenti gli danno la caccia, forse per ucciderlo, forse perché lui ha con loro un debito… Jake non lo sa, perché – dopo un terribile trauma – la sua memoria si è persa e il suo passato è un enigma senza soluzione…

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