mercoledì 31 dicembre 2025

Si conclude un anno

 

(Vasilij Vasil'evič Kandinskij, Kleine Welten I (Piccoli mondi) - 1922; litografia a colori; Venezia, Ca’ Pesaro- Galleria Internazionale d’arte Moderna)


Non invano i venti hanno soffiato,
non invano ha infuriato la tempesta.
Qualcuno, misterioso, di calma luce
ha imbevuto i miei occhi.


Qualcuno con tenerezza primaverile
nella nebbia turchina ha placato la mia malinconia
per un’arcana e bellissima
terra straniera.


Non mi opprime il latteo silenzio,
non mi turba la paura delle stelle.
Io amo il mondo e l’eterno
come il natio focolare.


Tutto in essi è benevolo e santo,
tutto ciò che turba è luminoso.
Il papavero scarlatto del tramonto
guazza sul vetro del lago.


E senza volerlo nel mare di grano

un’immagine scatta dalla lingua:
il cielo che ha figliato
lecca il suo rosso vitello.

(Sergej Aleksandrovič Esenin – trad.Angelo Maria Ripellino)





martedì 30 dicembre 2025

Solita domanda

 

What Are You Doing New Years Eve?
Zooey Deschanel e Joseph Gordon-Levitt

Albrecht Dürer, Autoritratto con pelliccia/Salvator mundi - 1500, Alte Pinakothek, Monaco di Baviera


lunedì 29 dicembre 2025

Citazioni Cinematografiche n.648

 

La solitudine diventa uno stile di vita, una regola, capisci? D'accordo, vivi per un sacco di tempo da sola, non hai più rapporti di nessun genere con gli uomini, con nessuno... È devastante, ma nel contempo riesci a... a serbare in te stessa una certa... purezza, per così dire, perché così non... non disperdi quel poco di energia che hai dentro, cioè... continui a sognare, ad aspettare, ma è meglio vivere sognando un ideale che... che... che adattarsi a una mediocre realtà, capisci?, e perdere ogni speranza.

(Delphine/Marie Rivière in “Il raggio verde”, di Eric Rohmer - 1986)






domenica 28 dicembre 2025

Giallo, Noir & Thriller/98

 

Titolo: La donna che morì due volte

Autore: Leif GW Persson

Traduttore: Katia De Marco

Editore: Marsilio – 2018


Il titolo, vi sfido, non può che far venire in mente il quasi omonimo film di Alfred Hitchcock. Ma non siamo a San Francisco, Kim Novak e James Stewart non ci sono e la componente sentimentale manca. Sono ben presenti, invece, l'elemento di mistero, il gusto dell'indagine ed una dose thriller che si avvalgono anche di una componente più leggera, quasi divertente, data dal protagonista.

Proviamo a proporre qualcosa di simile ad una vera recensione, nello stile da semplice e divertito lettore incuriosito.

Potrei cominciare dal dire che “La donna che morì due volte” si fonda, ovviamente, su un paradosso che incrina una delle certezze più elementari dell’esistenza: l’idea che la morte sia un evento unico e irripetibile. Un assunto che pare indiscutibile e che tuttavia viene messo in crisi da una vicenda che, anche in questo caso, evoca atmosfere hitchcockiane, sebbene qui il gioco si svolga sul terreno della morte e non della vita.

Anche senza abbandonare questa certezza, ci si trova comunque di fronte al fatto che una giovane donna orientale sembra aver sfidato l’impossibile: è morta due volte. Di almento una di queste morti si ha la certezza, si conosce la mano assassina, fredda e metodica, capace di occultare il cadavere per anni. Tutto ciò contraddice la logica e proprio per questo cattura immediatamente il lettore, trascinandolo in un enigma che non ammette risposte semplici.

Di fronte a un simile rompicapo, sembra inevitabile arrendersi, soccombere alla curiosità, al bisogno quasi compulsivo di formulare congetture, di inseguire piste e sospetti. Le pagine scorrono rapide, sostenute da una costruzione narrativa solida e calibrata, mentre il tema del “doppio”, tanto caro al già ricordato cinema di Hitchcock, riaffiora e stringe il lettore, costringe la sua immaginazione o quantomeno la sua curiosità, in una morsa sottile e inquietante.

A condividere questo percorso non è solo il lettore, ma anche una squadra di investigatori acuti e determinati che, nel romanzo “La donna che morì due volte, si muove a ritroso nel tempo per ricostruire una verità destinata a esplodere come un fulmine improvviso. Quando arriva, infatti, la rivelazione finale coglie di sorpresa: un autentico colpo di scena che testimonia l’abilità di Leif GW Persson nel governare la tensione e nel condurre chi legge esattamente dove vuole, fino all’ultima pagina.

Figura centrale e indiscussa è Evert Bäckström, poliziotto fuori schema e antieroe per eccellenza. Personaggio volutamente sgradevole al primo impatto, Bäckström non fa nulla per conquistare simpatia: ostenta senza filtri i propri vizi, dall’alcol alla pigrizia, dal cinismo al disincanto morale per condire il tutto con la misoginia, passando per una sicurezza di sé che rasenta l’arroganza. È corrotto, indolente, spavaldo, eppure dotato di un intuito formidabile.

Proprio questo, però, dopo qualche pagina (o qualche romanzo, come nel mio caso) lo rende irresistibile e divertente. Bäckström non intende indossare maschere rassicuranti né si piega a modelli consolatori, non chiede di essere amato, finendo forse per questo per esserlo. In un thriller, dopotutto, l’empatia può essere secondaria, se vi è intuizione, fantasia, capacità di vedere ciò che gli altri non vedono e tutto questo lo si fa valere. E di fiuto investigativo, Bäckström ne possiede in abbondanza.

Anche il resto del cast non è da meno. I personaggi sono vividi, scolpiti con tale cura da sembrare reali, quasi invadenti, come vicini di casa eccentrici di cui si percepiscono odori, voci e manie. A fare da sfondo, una Svezia lontana dall’immagine patinata e irreprensibile, una terra che lascia intravedere crepe e zone d’ombra, immersa in una natura aspra e silenziosa, evocata più per ciò che nasconde che per ciò che mostra.

L’unico limite del romanzo risiede, forse, nel ritmo, che in alcuni passaggi rallenta e rischia di appesantire la narrazione. Talvolta la trama tende a dilungarsi oltre il necessario, suggerendo che una maggiore asciuttezza avrebbe giovato, rendendo la lettura ancora più fluida. Si tratta, però, di un appunto da incontentabile brontolone, di un difetto talmente marginale da non intaccare il piacere di leggere e godere di un mistero avvincente, di protagonisti efficaci che stimolano curiosità e sanno coinvolgere pagina dopo pagina.


Un pomeriggio di luglio il piccolo Edvin, dieci anni, suona alla porta del commissario Bäckström, suo vicino di casa, nonché suo idolo. Durante un’escursione in solitaria, invece dei funghi che stava cercando, sull’isola disabitata dove è stato depositato dal suo capo scout ha trovato un teschio umano con un foro di pallottola ben visibile sulla tempia. Per l’investigatore più furbo e cialtrone dell’intero corpo di polizia svedese si tratta di un importante ritrovamento dai chiari risvolti polizieschi: non resta che mettere in moto la sua fidata squadra per far luce su quello che ha tutta l’aria di essere un caso di omicidio. I primi riscontri riservano però una sorpresa: la vittima in questione risulta morta in Thailandia dodici anni prima, nello tsunami del dicembre 2004, il funerale celebrato, le ceneri disperse. A questo punto, la domanda diventa di ordine quasi filosofico: si può morire due volte?(da marsilioeditori.it)





martedì 23 dicembre 2025

Un regalo per Natale?

 




  • Senti Adri, per Natale facciamo un regalo a …?

  • Sì, se vuoi.

  • Ma cosa vuol dire “se voglio”!

  • Intendo, se lo desideri.

  • Ma è anche peggio!

  • Scusa, mi sono espresso male. Intendevo se pensi sia opportuno.

  • Ma insomma, è un tuo parente!

  • Capirai, lo conosco appena.

  • Non importa. Quindi cosa facciamo?

  • Ok.

  • Ok cosa?

  • Volevo dire: Certo!

  • Oh, finalmente. Cosa gli regaliamo?

  • Ma non so. Un buono per l'acquisto di libri?

  • Ma per favore! Se va bene, l'ultima cosa che ha letto è stato il biglietto per una partita del Milan!

  • In effetti, un milanista non legge.

  • Smettila! E poi regalare un buono è un'ammissione di sconfitta.

  • Il Milan quest'anno le vince tutte!

  • Basta battute. Idee?

  • Una gift card!

  • Che è come un buono!

  • Ma suona meglio.

  • So io cosa ti suona a te!

  • Capito, sto rischiando grosso!

  • Appunto, quindi?

  • Abbigliamento, qualcosa del Milan.

  • Ma basta! E poi in casa mia si tifa Inter.

  • Allora una busta con soldi.

  • Ma non sarà un po' volgare una busta con i soldi?

  • Solo se ce ne metti pochi!

  • ….


lunedì 22 dicembre 2025

Citazioni Cinematografiche n.647

 

"Il male lo trasformo in bello, più è violento dentro di me, più si manifesta in bello!"

(Marie-Claire Muller Polonski/Isabelle Huppert in “Grazie per la cioccolata”, di Claude Chabrol - 2000)







lunedì 15 dicembre 2025

Citazioni Cinematografiche n.646

 

Solo papà ha sempre creduto che tutto andava bene o quanto meno che le cose si sarebbero aggiustate.

(Giovanna Casali/Alba Rohrwacher in “Il papà di Giovanna”, di Pupi Avati - 2008)






lunedì 8 dicembre 2025

Citazioni Cinematografiche n.645

 

Sleeth: Ecco una frase detta da lei nel giorno di Pasqua: "Non tutti gli atei sono uomini senza Dio. Ne conobbi uno che spero sia ora in paradiso".
Chisholm: Ma quello era un ateo speciale.
Sleeth: E ancora: "Il buon cristiano è una brava persona, ma ho scoperto che Confucio ha una concezione più lieta della vita". Quando la signora Glen, una delle sue più zelanti devote, che certo non ha colpa della sua straordinaria grassezza, venne da lei per un aiuto spirituale, lei la guardò e disse: "Mangi meno, la porta del paradiso è stretta". Temo, padre, che lei abbia perduto il controllo delle anime.
Chisholm: Ma io non desidero controllare nessun'anima.

(Monsignor Sleeth/Cedric Hardwicke e padre Franco Chisholm/Gregory Peck in “Le chiavi del paradiso”, di John M. Stahl – 1944)





giovedì 4 dicembre 2025

Lettera

 



La lettera è arrivata.

È sul tavolo,
accanto ai fiori.
La fisso
           a lungo.
Riconosco la calligrafia. 

Ma la leggerò
a mezzanotte,
quando i treni
diretti a nord
faranno
tremare le finestre di casa.

(Susana Cabuchi da “Patio solitario” - 1986)




lunedì 1 dicembre 2025

Citazioni Cinematografiche n.644

 

Dio ha inventato prima il viaggio, poi il dubbio, poi la nostalgia.

(A/Harvey Keitel in “Lo sguardo di Ulisse”, di Theo Angelopoulos - 1995)






lunedì 24 novembre 2025

Citazioni Cinematografiche n.643

 

Laggiù smercio whiskey e carte, quello che posso servirvi quassù è una palla nel cranio, a piacere del cliente.

(Vienna/Joan Crawford in “Johnny Guitar”, di Niholas Ray - 1954)

















lunedì 17 novembre 2025

Citazioni Cinematografiche n.642

 

Non aspettarti normalità da uomini che cercano di ammazzarsi girando in tondo con una macchina.

(James Hunt/Chris Hemsworth in “Rush”, di Ron Howard - 2013)





mercoledì 12 novembre 2025

Mani e forbici

 



Con l'indice e il medio
la mano del conquistatore maledice la morte.

Con l'indice e il medio
abbozzo sui muri della stazione
l'ombra di un cane
il suo guaito è muto mentre suonano le campane.

La mia mano è una bambina
che taglia i fili di pioggia.

Nessun rumore da queste forbici,
nessun presagio nefasto quando si aprono
per salutare un neonato e ridargli la vita.

Una bambina parla con la sua mano, in questa oscurità
taglia le corde che mi abbeverano con il
                                                            sangue del passato
le sue dita piccole, solcate dalle fossette
schiudono le mie labbra.

(Golan Haji)




lunedì 10 novembre 2025

Citazioni Cinematografiche n.641

 

Ike: Dimmi una cosa, ti importa veramente del Monte Everest?
Maggie: È divertente! È alto!
Ike: Le pratiche sessuali delle locuste?!
Maggie: Ogni volta ho cercato di essere partecipe!
Ike: No! Non partecipe! Non eri affatto partecipe, eri spaventata! Eri spaventata allora e sei spaventata ora! Sei la donna più confusa che abbia mai...
Maggie: Confusa?
Ike: Si confusa, sei così confusa che non sai neanche come ti piacciono le uova! Sì!
Maggie: Cosa?!
Ike: Sì, sì... è così, col prete le volevi strapazzate, con, col chitarrista pazzo erano fritte, con l'altro tipo, quello degli insetti erano in camicia e ora sono... solo le chiare, grazie tante!
Maggie: Questo si chiama cambiare idea.
Ike: No! Questo si chiama non avercela per niente un'idea! Maggie che stai facendo?

(Homer "Ike" Eisenhower Graham/Richard Gere e Margaret "Maggie" Carpenter in Graham/Julia Roberts in “Se scappi, ti sposo”, di Garry Marshall - 1999)




martedì 4 novembre 2025

Nero

 



Ma ecco l’ora della notte, quando
dal profondo dello spazio si sporge
il volto della terra scarruffato,
impervio, che dobbiamo consolare
noi con le nostre veglie tristi e i lumi
fiochi di un firmamento cittadino.
Il vento degli abissi neri e viola
agita gli orti risecchiti, porta
il gemito per le vie dei gatti,
sbatte le imposte sconficcate, fuori
delle pareti chi s’attenta vede
il vento, la lanterna, gli ubriachi.
Dici, che m’ha portato questo giorno?
o nulla o poco più di quel che lascia
apparire e sparire
nei giorni bassi ostinati
la cortina di pioggia aperta e chiusa,
alberi, brani di città, carriaggi,
persone, pioggia nella pioggia, fumo.

(Mario Luzi, da “Onore del vero”, Garzanti, 1957)




lunedì 3 novembre 2025

Citazioni Cinematografiche n.640

 

Hemingway: Gli scrittori... sono competitivi.
Gil: Io non potrei mai essere competitivo con lei.
Hemingway: Tu ti annulli troppo, non è da uomo. Se sei uno scrittore, definisciti il miglior scrittore, ma non lo sei finché ci sono io. A meno che non ti metti i guantoni e chiariamo la cosa.

(Hemingway/Corey Stoll e Gil/Owen Wilson in “Midnight in Paris”, di Woody Allen - 2011)






lunedì 27 ottobre 2025

Citazioni Cinematografiche n.639

 

Perché? Perché i robot devono sempre venire distrutti per l'egoismo umano?

(Tima in “Metropolis”, di Osamu Tezuka - 2001)






martedì 21 ottobre 2025

Mia cara, Vedi cara

 

Irene Jacob in "La doppia vita di Veronica", di Krzysztof Kieślowski - 1991




Mia cara, forse non vedi
come tutto ciò
che appare ai nostri occhi
è soltanto riflesso
ombra di quel
che agli occhi è invisibile?
Mia cara, forse non odi come
lo stridente stridore del mondo
è un’eco fallace
delle trionfanti armonie?
O forse, mia cara, non senti
che solo una cosa v’è al mondo:
ciò che un cuore
a un cuore confida
in un muto saluto?

1892

(Vladimir Sergeević Solov'ev, da Poesie, 1949 – Trad. di L. Pacini Savoj)




lunedì 20 ottobre 2025

Citazioni Cinematografiche n.638

 

Anche se te ne rendi ben conto, che tu lo voglia o no, sei diventato un uomo e hai un carattere: ti sorprenderai a tenere duro e a lottare quando invece dovresti fuggire, a parlare quando invece dovresti tenere la bocca chiusa; certe tue azioni saranno criticate da molti eppure tu le farai ugualmente.

(Lane/John Wayne in “Quel maledetto colpo al Rio Grande Express”, di Burt Kennedy - 1973)






venerdì 17 ottobre 2025

Camminare

 

Gustave Caillebotte, “Strada di Parigi, tempo piovoso”, 1877 - The Art Institute of Chicago



Cominciai a camminare senza meta, percorrendo strade che mi sembravano più vuote che mai, convinto che se non mi fossi fermato, se avessi continuato a camminare, non mi sarei reso conto che il mondo che credevo di conoscere non c’era più.

(Carlos Ruiz Zafón - in “Il Gioco dell’Angelo", trad. Bruno Arpaia)




lunedì 13 ottobre 2025

Citazioni Cinematografiche n.637

 

E ora vi racconterò la storia dello scorpione. Uno scorpione voleva attraversare un fiume e chiese ad una rana di portarlo.
No – disse la rana – no grazie, se ti portassi sul dorso tu potresti pungermi e la puntura dello scorpione è mortale.
Ma – disse lo scorpione – dov'è la logica (gli scorpioni cercano sempre di essere logici), se io ti pungessi, tu moriresti e io affogherei...
La rana si convinse e lasciò che lo scorpione le salisse sul dorso.
Ma proprio nel bel mezzo del fiume sentì un dolore terribile e si rese conto immediatamente che lo scorpione l'aveva punta.
E la logica? – gridò la rana incominciando a discendere verso il fondo insieme allo scorpione – non è logico quello che hai fatto!
Lo so – disse lo scorpione – ma non posso farci nulla: è il mio carattere.
Beviamo al carattere!

(Gregory Arkadin/Orson Welles in “Rapporto confidenziale”, di Orson Welles - 1955)




venerdì 10 ottobre 2025

Arte, Letteratura, Musica, Emozioni

 

Tancredi e Clorinda, 1761, olio su tela, 195×261, Lagrenée, Louis-Jean-François - Galleria Statale Tretyakov, Mosca


L’episodio di Tancredi che uccide Clorinda è uno dei punti più alti della “Gerusalemme Liberata per la sua carica emotiva, tragica e morale. La narrazione mescola eroismo e vulnerabilità, amore e morte, in una sintesi perfetta del dramma epico di Torquato Tasso.

La morte di Clorinda è il culmine di una tensione tra il conflitto esterno della guerra e quello interiore dei sentimenti, offrendo una riflessione profonda sul destino umano e sul ruolo della grazia divina.

Propongo il combattimento di Tancredi e Clorinda sulle note di Monteverdi: la musica e le voci del soprano e dei due tenori sono parte di un’esperienza emozionale.





mercoledì 8 ottobre 2025

Fiume

 


Il fiume modella le sponde e le sponde guidano il fiume.

(Gregory Bateson in “Verso un'ecologia della mente” - trad. Giuseppe Longo - 1976)






lunedì 6 ottobre 2025

Citazioni Cinematografiche n.636

 

Il tempo è un abisso profondo come lunghe infinite notti, i secoli vengono e vanno. Non avere la capacità di invecchiare è terribile. La morte non è il peggio: ci sono cose molto più orribili della morte. Riesce a immaginarlo? Durare attraverso i secoli, sperimentando ogni giorno le stesse futili cose.

(Conte Dracula/Klaus Kinski in “Nosferatu, il principe della notte”, di Werner Herzog - 1979)





lunedì 29 settembre 2025

Citazioni Cinematografiche n.635

 

Nixon: Senta, quando si è in carica a volte bisogna fare molte cose che forse non si possono definire, nel senso stretto della legge, "legali" ma vengono fatte per conseguire il bene più alto della Nazione.
Frost: Scusi, voglio essere sicuro d'aver capito. Sta veramente affermando che in certe situazioni il Presidente può decidere il migliore interesse della Nazione e poi fare qualcosa di illegale?
Nixon: Sto dicendo che se è il Presidente a farlo vuol dire che non è illegale.
Frost: Come, scusi?
Nixon: È quello che io penso. Ma mi rendo conto che nessun altro condivide questa opinione.

(Richard Nixon/Frank Langella e David Frost/Michael Sheen in “Frost/Nixon – Il duello”, di Ron Howard - 2008)









martedì 23 settembre 2025

Il valore di ciò che è desiderato, definito dal desiderio stesso

 

(“The Lady of Shalott”, di John William Waterhouse, 1888 - Tate Britain)


L'acqua è insegnata dalla sete.
La terra, dagli oceani traversati.
La gioia, dal dolore.
La pace, dai racconti di battaglia.
L'amore da un'impronta di memoria.
Gli uccelli, dalla neve.
(Emily Dickinson, da Poesie, 1859 – Trad. Giuseppe Ierolli)