giovedì 15 agosto 2013

Dampierre e la Rivolta della Vandea


È in edicola il terzo albo della serie Dampierre, edita dalla Editoriale Cosmo.

Dampierre”, creato dal belga Yves Swolfs, è un fumetto storico ben costruito e sceneggiato, che si avvale di disegni molto curati e precise ricostruzioni degli eventi narrati.

Swolfs, tra le altre cose già apprezzato creatore di “Durango” (serie western da avere!) si cimenta negli eventi seguiti alla Rivoluzione Francese, in particolare ci ripropone l’epopea vandeana, uno dei più controversi e sanguinosi episodi del processo rivoluzionario (colpevolmente trascurato nelle nostre scuole).

Protagonista della storia è il giovane palafreniere Julien Dampierre, che, ambizioso e un po’ incosciente, si fa coinvolgere nell’insurrezione controrivoluzionaria della Vandea e prende parte alla guerra civile tra i “blu”, sostenitori del governo repubblicano, e i “bianchi”, fedeli alla Monarchia e alla Chiesa (odioso binomio ancora oggi! ). Grazie a influenti “amicizie” e una buona dose di furbizia ed egoismo, fattosi passare per un nobile, Julien fa carriera nell’esercito vandeano, attirandosi sia le attenzioni di una bellissima, sensuale e perciò pericolosa nobildonna, che l’odio furente dei nemici repubblicani e dei cospiratori presenti tra i sostenitori monarchici.

Ben curato nei disegni, nella sceneggiatura e nei dialoghi, il punto di forza dell’opera risiede in una attenta ricostruzione dei fatti storici tra il 1793 e il 1796, che videro i contadini del Nord Ovest francese, abilmente strumentalizzati da clero, nobili e monarchici, insorgere contro gli obblighi imposti dal nuovo governo rivoluzionario, in procinto di giungere al famoso periodo del Terrore giacobino.

Sono ben delineate le situazioni storico-sociali, tra cui l’insofferenza e l’ostilità dei contadini vandeani, ma non solo, nei confronti della coscrizione obbligatoria e dell’aumento delle tasse, decisi dal governo in carica a Parigi.

L’autore evita comunque un gretto revisionismo e si tiene lontano dal sostenere istinti reazionari, poiché i caratteri ed i personaggi sono molto approfonditi e presentati nella loro interezza, ambiguità e lati oscuri compresi. Infatti Swolfs invece di “appiattire” i personaggi in una semplicistica contrapposizione tra “buoni” e “cattivi”, ci mostra come su entrambi i fronti si succedano complotti, avidità, vendette personali, tradimenti e congiure, cui si aggiungono le divisioni, gli errori strategici e l’insipienza militare e di comando di chi si era eletto a capo di un “popolo” in rivolta, consegnandolo, di fatto, ad un tragico destino e segnando il fallimento dell’insurrezione, nonostante i primi effimeri successi.
Narrazione avvincente, azione, colpi di scena, un po’ di ironia e di erotismo, secondo l’apprezzabile canone delle avventure “di cappa e spada”, ed un approfondimento ed accuratezza notevoli, rendono questa serie veramente interessante e godibile. I disegni dei primi due albi sono dello stesso Yves Swolfs, mentre nel numero 3 si passa a Pierre Legein ed è sempre un bel vedere!

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