(Kirsten Dunst in “Melancholia”, di Lars von Trier - 2011)
Blog su Cinema, Letteratura, Arte, Cultura, Tempo libero, Esperienze. Post su Film, Libri, Mostre, Esperienze di vita, Fumetti, Cartoni Animati e quello che mi piace ed anche che mi piace di meno.
giovedì 23 dicembre 2021
martedì 21 dicembre 2021
lunedì 20 dicembre 2021
Citazioni Cinematografiche n.438
Sai, Phillip, come ragazzino americano, hai il sacrosanto diritto di mangiare zucchero filato e andare sulle montagne russe.
(Robert 'Butch' Haynes/Kevin Costner in “Un mondo perfetto”, di Clint Eastwood - 1993)
domenica 19 dicembre 2021
Caffè #5
venerdì 17 dicembre 2021
Incipit 51/100
“La carogna dell'alligatore galleggiava a pancia all'aria. Era stato abbattuto perché aveva iniziato ad avvicinarsi troppo all'accampamento e nessuno voleva rimetterci un braccio o una gamba. La puzza dolciastra della decomposizione si mescolava a quella della selva. La prima capanna distava da quella radura un centinaio di metri. L'italiano chiacchierava tranquillo con Huberto. Avvertì la mia presenza. Si voltò e mi sorrise. Gli strizzai l'occhio e lui riprese a parlare. Mi portai alle sue spalle, respirai a fondo e gli sparai alla nuca.”
(Arrivederci Amore, Ciao, di Massimo Carlotto)
martedì 14 dicembre 2021
Dicembre
lunedì 13 dicembre 2021
Citazioni Cinematografiche n.437
Jeremiah Naehring: Che cos'è che la provoca? Le parole? Le critiche?
Edward Daniels: I nazisti.
Jeremiah Naehring: Sì anche quelli e naturalmente i ricordi, i sogni. Lo sapeva che la parola trauma viene dal greco, vuol dire ferita. E qual è la parola tedesca per sogno? Traum, ein traum. Le ferite possono creare mostri, e lei, lei ha tante ferite, agente. E non è d'accordo che quando uno vede un mostro... lo deve fermare?
(Jeremiah Naehring/Max von Sydow e Edward Daniels/Leonardo DiCaprio in “Shutter Island”, di Martin Scorsese - 2010)
domenica 12 dicembre 2021
venerdì 10 dicembre 2021
Incipit 50/100
“C'era, alla periferia della minuscola città, un vecchio giardino in rovina; nel giardino c'era una vecchia casa, e nella casa abitava Pippi Calzelunghe. Aveva nove anni e se ne stava lì sola soletta: non aveva né mamma né papà, e in fin dei conti questo non era poi così terribile se si pensa che così nessuno poteva dirle di andare a dormire o propinarle l'olio di fegato di merluzzo quando invece lei avrebbe desiderato delle caramelle.”
(Pippi calzelunghe, di Astrid Lindgren – trad. Annuska Palme Larussa e Donatella Ziliotto)
lunedì 6 dicembre 2021
Citazioni Cinematografiche n.436
(Vincent Parry/Humphrey Bogart e Irene Jansen/Lauren Bacall in “La fuga”, di Delmer Daves - 1947)
domenica 5 dicembre 2021
Caffè #3
venerdì 3 dicembre 2021
Incipit 49/100
“Negli anni più vulnerabili della giovinezza, mio padre mi diede un consiglio che non mi è mai più uscito di mente. - Quando ti vien voglia di criticare qualcuno – mi disse – ricordati che non tutti a questo mondo hanno avuto i vantaggi che hai avuto tu.”
(Il grande Gatsby, di Francis Scott Fitzgerald – trad. Fernanda Pivano)
martedì 30 novembre 2021
Ofelia tra Shakespeare, Guccini e Millais
...
Ophelia, che cosa senti quando la voce dagli spalti
Ti annuncia che è l'ora già e il giorno piano muore?
Ophelia che vedi dentro al verde dell'acqua del fossato
Nei guizzi che la trota fa cambiando di colore?
...
Ofelia è uno dei personaggi dell'Amleto di William Shakespeare.
Ofelia, a seguito di varie vicende finirà annegata in un fiume. John Everett Millais attraverso la sua opera racconta proprio questo momento. Il dipinto è conservato alla Tate Gallery di Londra, si nota perché contraddistinto da un acceso naturalismo, che si concentra in particolare sulla raffigurazione della natura. La raffigurazione fortemente naturalistica è dettata anche dal forte interesse in epoca vittoriana per il “linguaggio dei fiori”, la flora infatti ha qui una funzione fortemente simbolica
Millais avrebbe raffigurato un vero paesaggio campestre della contea inglese del Surrey, in estate, e la figura di Ofelia sarebbe stata aggiunta nello studio del pittore durante l'inverno successivo (una metodologia tipicamente Preraffaellita).
La
ragazza che posò per il dipinto (dentro una vasca da bagno) è
Elizabeth Siddal, all'epoca ventitreenne, che faceva la modella anche
per altri pittori Preraffaelliti, in particolare per Dante Gabriele
Rossetti, che sposò nel 1860.
Ofelia, John Everett Millais- 1852, Londra, Tate Gallery
La morte di Ofelia, personaggio che ha poche battute nel dramma di Shakespeare, risulta il momento più significativo legato alla sua figura, ma non viene rappresentata in scena, bensì resa nota al pubblico per bocca della regina Gertrude:
"C’è un salice che cresce di traverso
a un ruscello e specchia le sue foglie
nella vitrea corrente; qui ella venne,
il capo adorno di strane ghirlande
di ranuncoli, ortiche, margherite
e di quei lunghi fiori color porpora
che i licenziosi poeti bucolici
designano con più corrivo nome
ma che le nostre ritrose fanciulle
chiaman “dita di morto”; ella lassù,
mentre si arrampicava per appendere
l’erboree sue ghirlande ai rami penduli,
un ramo, invidioso, s’è spezzato
e gli erbosi trofei ed ella stessa
sono caduti nel piangente fiume.
Le sue vesti, gonfiandosi sull’acqua,
l’han sostenuta per un poco a galla,
nel mentre ch’ella, come una sirena,
cantava spunti d’antiche canzoni,
come incosciente della sua sciagura
o come una creatura d’altro regno
e familiare con quell’elemento.
Ma non per molto, perché le sue vesti
appesantite dall’acqua assorbita,
trascinaron la misera dal letto
del suo canto a una fangosa morte.".
(Amleto, Atto IV, scena VII – trad. Goffredo Raponi, da www.liberliber.it)
lunedì 29 novembre 2021
Citazioni Cinematografiche n.435
Pat: È solo lavoro, sa, qualcosa che mi tiene attivo. La mia vera passione è il mio hobby.
Mary: Davvero? E quale sarebbe?
Pat: Lavoro coi ritardati mentali.
Mary: Non è politicamente inesatto?
Pat: Be', vaffanculo, nessuno può venire a dirmi con... con chi posso o non posso lavorare. No.
Mary: No, intendevo dire...
Pat: Abbiamo questo ragazzo, Mongo, ha una fronte grande quanto un drive-in, ma è un bravo ragazzo, perciò non gli stiamo tanto addosso. E così un giorno Mongo è uscito dalla sua gabbia.
Mary: Cosa, lo tengono in una gabbia?
Pat: Be', è solo una recinzione.
Mary: Lo tengono rinchiuso?
Pat: Sì, esatto.
Mary: È una stronzata!
Pat: È quello che ho detto io. Così sono uscito e gli ho comprato un... gli ho comprato un guinzaglio.
Mary: Un guinzaglio?
Pat: Sì, uno di quelli che si possono agganciare alla corda del bucato. Lui corre avanti e indietro, su e giù, e... e ha tutto lo spazio che vuole per scavare, giocare... quel ragazzo è veramente... come posso dire... rifiorito! E adesso me lo posso portare al cinema, alle partite di baseball... Insomma un divertimento. Un gran divertimento.
Mary: Da panico.
Pat: Oh, sì, per loro è da panico, mentre per me è molto di più... per me è una gioia infinita. Sa, quei rincoglioniti sono la cosa più bella che mi poteva capitare in questo pazzo mondo.
(Pat Healy/Matt Dillon e Mary Jensen in “Tutti pazzi per Mary”, di Peter e Bobby Farrelly - 1998)















