Blog su Cinema, Letteratura, Arte, Cultura, Tempo libero, Esperienze. Post su Film, Libri, Mostre, Esperienze di vita, Fumetti, Cartoni Animati e quello che mi piace ed anche che mi piace di meno.
martedì 24 settembre 2013
lunedì 23 settembre 2013
Citazioni Cinematografiche n.11
"Allora, io non ti voglio
prendere per il culo, okay? Non me ne frega un beneamato cazzo di quello che
sai, di quello che non sai. Tanto ti torturo lo stesso. Comunque sia, non per
avere informazioni. Il fatto è che mi diverte torturare uno sbirro. Puoi dire
quello che vuoi, tanto non mi fa nessun effetto. Tutto quello che puoi fare è
invocare una morte rapida... Cosa che tanto non otterrai".
venerdì 20 settembre 2013
Dragonero - L'Uccisore di draghi
Dragonero # 1-4
Con il numero in edicola questo mese si conclude la
prima, lunga, storia di Dragonero, serie fantasy della Sergio
Bonelli Editore.
L’esordio di Dragonero, attraverso quattro
albi, è stato positivo da un punto di vista della qualità degli albi e
della storia, ben scritta, sceneggiata e disegnata, nonostante qualche
inevitabile “leggerezza” dal punto di vista della resa grafica e della
composizione dei dialoghi. Su questo punto teniamo presente che una storia in
quattro albi, della Sergio Bonelli, è composta da un numero
considerevole di tavole, che vengono disegnate e rifinite in un tempo
molto lungo, per cui disegnatore e sceneggiatore/creatore dei
dialoghi a volte faticano a mantenere sempre lo stesso livello e garantire
perfetta continuità.
Ricordiamo che si tratta di un esordio per la serie
regolare, non per il personaggio, Ian Aranill, ed i suoi compagni,
poiché il “romanzo a fumetti” omonimo uscì nel 2007 (un’era
geologica fa nel mondo in cui viviamo! ed anche nel mondo delle “nuvole parlanti”),
pertanto sarebbe difficile esprimere un’opinione o anche solo semplici
impressioni senza tenerne conto, specie per chi, come me, si era abbastanza
esaltato per quel corposo e avvincente albo, dal sapore epico ed avventuroso,
che solo in parte ho ritrovato in questi primi numeri.
Intendiamoci, sono senza dubbio un estimatore del
lavoro svolto da Luca Enoch, Stefano Vietti e, per quanto
riguarda i disegni, da Giuseppe Matteoni e Luca Malisan, per cui
soggetto e sceneggiatura, curati e ben resi, sono sicuramente soddisfacenti
e la parte grafica, anche tenendo conto come già detto della notevole
quantità di tavole, è più che gradevole, con alcuni passaggi veramente mirabili
(paesaggi ed interni della fortezza della Nera Signora soprattutto).
Pertanto il livello è buono, in alcuni
momenti tende al buonissimo, ma sono ancora alla ricerca di una vera e propria
caratterizzazione dei personaggi e del mondo di Dragonero, che per ora
non è all’altezza di quanto mostrato nel 2007. Alcune ridondanze nei
dialoghi e nelle situazioni hanno appesantito la lettura, un po’ di superficialità
nel presentare e far uscire di scena personaggi e la relativa fretta nel
concludere scontri e “resa dei conti” mi hanno lasciato perplesso, ma ho
fiducia nel prosieguo della saga, più per fiducia in Enoch, poiché ho il
timore che Vietti possa cedere alla tentazione di introdurre sottotemi e
saghe parallele (come fatto in Nathan Never per intenderci).
Le basi sono un incontro fra classico e
tradizionale (impero, città libere, razze in conflitto fra loro, gruppo
eterogeneo di protagonisti) e una certa attenzione alle peculiarità più
moderne (steampunk, ottima interazione fra i protagonisti, approfondimenti
personali e tematiche ecologico-moderniste ad esempio).
Rimane comunque che il mondo di Dragonero
trasmette fascino e ha tratti veramente coinvolgenti, presenta aspetti
peculiari e grandi potenzialità che, se ben utilizzate e caratterizzate,
potrebbero donare ai lettori soddisfazioni e ore di emozioni. Inoltre la
presenza di una tecnologia che richiama decisamente il genere steampunk
e l'uso maturo della magia sono elementi più che positivi della serie.
giovedì 19 settembre 2013
mercoledì 18 settembre 2013
lunedì 16 settembre 2013
Citazioni Cinematografiche n.10
Buongiorno brigadiere, come vede, si
lavicchia!
sabato 14 settembre 2013
C'è un amore...
“…
C’è
un amore che non muore mai
più lontano degli dei
a sapertelo spiegare che filosofo sarei
…” più lontano degli dei
a sapertelo spiegare che filosofo sarei
(Gli Spietati - Baustelle)
venerdì 13 settembre 2013
Dampyr 162 - Il Figlio di Joan
Accingendomi a scrivere le mie impressioni sull’albo
n.162 di Dampyr, “Il Figlio di Joan”, non posso fare a
meno di organizzare il “discorso” su due livelli.
In pratica, se si considera l’albo come storia a
sé, indipendentemente dalla continuity, il giudizio è poco più che
“discreto”. Intendiamoci, i disegni sono godibili e alcune tavole
veramente ben fatte, le scene di azione sono ben orchestrate ed
organizzate, pur mancando un po’ di sana tensione, la trama offre spunti
di interesse e via così, ma proprio tutti questi elementi, comunque positivi,
vengono sacrificati dalla foliazione ridotta. Ovvero questa storia
sarebbe stata ottima se sviluppata su due albi, in modo tale da approfondire e
arricchire caratterizzazione dei personaggi, della situazione e della
vicenda in generale. Nello specifico la conclusione dell’albo si presenta come
un po’ affrettata e troppo semplice, in barba a quanto visto nei primi tre
quarti delle tavole, dove comunque si perde l’occasione di approfondire e
presentare i caratteri del nuovo personaggio presentato, tra l’altro una demonessa
niente male (!) al servizio di Nergal, e di tutti gli altri
protagonisti della “scuderia” richiamati per l’occasione.
Ecco, forse il limite più evidente de “Il Figlio
di Joan” è nel mettere, come si dice, troppa carne al fuoco, ovvero la sceneggiatura
è complessa e ricca, ma non sufficientemente resa sulle tavole, come si è detto
in numero troppo esiguo rispetto alle evidenti necessità. Sono dell’idea che
quando si hanno molte, buone, idee e le si voglia, per forza, inserire tutte in
un solo albo, non si offra un buon servizio alla storia, che ne risulta così limitata
nelle potenzialità della trama, e non si faccia un favore al lettore che, a
mio parere, deve avere anche il tempo di gustarsi gli eventi ed eventualmente
“accogliere” gli eventi narrati.
D’altro canto se, inoltre, si considera questo numero
162, all’interno dell’intera serie regolare di Dampyr, il giudizio
non può che essere più che positivo, pur con qualche motivo di attesa e un
leggero senso di sospensione critica. Ovvero succede un sacco di roba che
non potrà che, fortemente, influenzare il prosieguo della serie.
Come prima e più intrigante novità, c’è l’esistenza
di un nuovo Dampyr! È vero che è solo un bambino, ma chissà se (e quando)
scoprirà avere poteri o particolari doti. Inoltre il nostro Harlan si
ritrova a fronteggiare, in un colpo solo, le potenze infernali ed
addirittura il redivivo e pericoloso Erlik Khan, nientemeno che un
fedele alleato di Draka, uccidendo Kagyr e provocando il rientro
nei giochi di Samael.
Da non sottovalutare inoltre le nuove, pericolose,
minacce all’Equilibrio.
Tutto questo fa ben sperare per i prossimi mesi e
magari anni, poiché non sono eventi da poco. Ragione questa per essere contenti
di quest’albo, che si presenta come portatore ed antesignano di prossimi,
interessanti ed affascinanti sviluppi. La serie di Dampyr si presenta
come viva e stimolante, non solo occasione di belle storie singole (come quella del mese scorso), ma anche prossima ad impegnarsi in saghe o
comunque vicende di ampio respiro, con la speranza che complessità delle
trame, disegni e personaggi presentati (vecchi e nuovi) possano
approfittare di degni ed ampi spazi.
Le tre Guardiane della Legge hanno un altro piccolo
Dampyr da proteggere... Ma la sua esistenza non è un segreto per il granduca
infernale Nergal. Un’alleanza si prepara tra i demoni dell’Altra Parte e i
Maestri della Notte. Nello scontro su un’isola battuta dalle tempeste, Harlan
Draka si troverà davanti inesorabili nemici vecchi e nuovi che si contendono
corpo e anima del piccolo Charles Moore... il nuovo Dampyr! (Trama da
sergiobonellieditore.it)
mercoledì 11 settembre 2013
martedì 10 settembre 2013
Rimando
Chissà che pensi adesso è stato solo sesso
C'è altro che fra noi dovrà succedere più
spesso
E già mi manca l'aria già non so più se
voglio
Se tocca a me decidere non riesco a far di
meglio
E non so se al tuo risveglio rimango o me la
squaglio
Il tempo di una rima tra la brina e la
mattina
Per scriver col rossetto allo specchio in
fondo al letto
Addio che senza impegno io rinuncio già al
tuo regno
Rimando rimando rimando rimando io
Rimando rimando tutto a domani e
Rimando rimando io
Rimando rimando rimando rimando sempre a
domani
E piano un'altra volta io chiudo un'altra
porta
Di fronte agli imprevisti temo d'essere
travolta
Da scelte che non voglio dal rischio di un
abbaglio
Sul pianerottolo delle intenzioni non mi
sbaglio
Tra fanti già caduti tra principi svaniti
Tra foglie di stagioni già seccate nel diario
Lo so che passan gli anni il tempo ha nuovi
inganni
La solitudine mi ronza intorno e faccio danni
Rimando rimando rimando rimando rimando
rimando tutto a domani e
Rimando rimando io rimando rimando rimando
rimando sempre a domani
Rimando rimando rimando rimando io rimando
rimando tutto a domani e
Rimando rimando io rimando rimando rimando
rimando sempre a domani
La brina alla mattina caffè con l'aspirina
La libertà di stare sempre sola come prima
La brina alla mattina la rima da bambina
La libertà di stare come prima
La brina alla mattina profumo di benzina
La libertà di stare sempre sola come prima
La brina alla mattina divinità o regina
Di un attimo d'amore tutto torna come prima
(Rimando - Musica Nuda - Petra Magoni e Ferruccio Spinetti)
lunedì 9 settembre 2013
Citazioni Cinematografiche n.9
Jacob:
Qualcuno ha capito quello che succede qui dentro?
Seth: Io l'ho capito. La fuori c'è un branco di vampiri del cazzo che vogliono entrare qui per succhiarci un bel po' di sangue, e questo è tutto. Chiaro e semplice. E non voglio sentir dire da nessuno: "Ma io non ci credo ai vampiri del cazzo!", perché io non ho mai creduto ai vampiri del cazzo, ma credo a quello che vedono i miei occhi e quello che ho visto erano dei vampiri del cazzo. Allora, siamo tutti d'accordo nell'affermare che abbiamo a che fare con dei vampiri del cazzo?
(Jacob/Harvey Keitel e Seth/George
Clooney in “Dal Tramonto all’Alba” di Robert Rodriguez- 1996)
sabato 7 settembre 2013
99 giorni fra Los Angeles e Rwanda
99 Giorni
Autori: Matteo Casali (testi), Kristian Donaldson (disegni)
Casa Editrice: Panini Comics
99 giorni fra Los Angeles e Rwanda.
“Mentre una serie di omicidi
fa esplodere la guerra tra le gang di Los Angeles, il detective Antoine Boyd
deve affrontare un incubo che conosce fin troppo bene. Insieme alla collega
Valeria Torres cercherà di risolvere il mistero del "Macellaio col
machete". Il suo passato minaccia però di farlo a pezzi. Antoine infatti
non è solo un poliziotto di L.A.: è anche un profugo scampato al genocidio che
ebbe luogo in Rwanda nella primavera del 1994. È un uomo che ha visto con i
suoi occhi cosa un machete può fare nelle mani di un pazzo. Riuscirà a
catturare l'assassino senza perdere l'anima? Se fallirà, Antoine Boyd potrebbe
scoprire che i suoi 99 giorni nell'inferno del Rwanda non sono affatto
finiti...”.
(sinossi da www.ibs.it)
Sceneggiatura serrata, di derivazione
televisiva, con evidenti riferimenti alla Los Angeles di Ellroy, per un
albo che si pone a metà strada fra un noir e la puntata di uno dei tanti serial
televisivi che provengono dagli Stati Uniti.
Matteo Casali ambienta la storia in
una Los Angeles che sembra uscita da un crime drama televisivo (vedete un po’
voi quale…). Nella metropoli descritta da Casali, quindi, il crimine dilaga e
sono soprattutto le gang afroamericane dei Crips e dei Bloods a farla da
padroni. Antoine Boyd, protagonista del volume, è un detective irreprensibile e
ligio alle regole che cerca di svolgere il suo lavoro nel migliore dei modi.
Il parallelo fra Stati Uniti e Rwanda funziona bene, anche grazie a sapienti
flashback, per cui la lotta fra gang richiama lo scontro, e relativo massacro,
fra Tutsi e Hutu.
Gli Stati Uniti di Casali sono violenti, infami, ingiusti, come il
Rwanda, vi è rappresentata una vicenda e schemi che richiamano alla vita vera e
vissuta, pertanto la differenza tra la metropoli americana e l’Africa profonda,
con le sue baraccopoli, sublima.
Il riferimento ed il parallelo è incarnato da Boyd stesso, profugo
sopravvissuto, con tante cicatrici psicologiche ed emotive, ed è esaltato da
una feroce denuncia dell’ipocrisia del potere, l’avidità delle corporation, la
violenza (innanzitutto psicologica) sui minori, nonché la sotterranea,
strisciante corrente di razzismo che impregna ogni ambiente, dalle stazioni di
polizia ai network radiofonici che enfatizzano i pregiudizi, fino ai lussuosi
uffici dei businessmen, in un certo qual modo più spietati di un Crip o di un
Blood, malgrado indossino maschere di rispettabilità.
La trama non è propriamente originale, ma lo è come viene proposta,
anche grazie ad una intelligente e stimolante dose di citazioni (letteratura,
musica, arte e fatti di cronaca). I disegni di Kristian Donaldson sono più che
funzionali alla sceneggiatura, capaci di dare forma e vita ai “fantasmi” di
Boyd, con un buon uso del chiaroscuro che accentua la componente tragica della
vicenda, accompagnando il ritmo e la lettura dell’albo.
Un buon prodotto, di derivazione statunitense, con un buon sceneggiatore
italiano che miscela originalità e convenzioni per darci la possibilità di
scendere all’inferno e rimanerne un po’ segnati, almeno sottotraccia,
lasciandoci un certo gusto che sa di hard-boiled.
mercoledì 4 settembre 2013
Quando dico le bugie
“Sei ancora più carino quando dici le bugie”
Oppure “non riesci proprio a dire le bugie, ma mi
piaci tanto!”
O, che ne so, “ma lo sai che sei proprio adorabile
quando cerchi di dire una bugia?”
Cose così, magari anche meno.
Invece io mi devo sentir dire: “ma non sparare
cazzate, lo so benissimo che non è vero!”.
La mia vita ha bisogno di un altro sceneggiatore!
lunedì 2 settembre 2013
Citazioni Cinematografiche n.8
Joey: Richie, io sono qui per fare pace....dimmi che devo
fare per mettere le cose a posto.
Richie: Una cosa la potresti fare, credo......potresti morire, Joey.
Richie: Una cosa la potresti fare, credo......potresti morire, Joey.
(Joey Cusack/Tom Stall/Viggo
Mortensen e Richie Cusack/William Hurt in “A History of Violence, di David
Cronenberg - 2005)
domenica 1 settembre 2013
Ulisse e Penelope
Ulisse:
Penelope, amore, vado un attimo a comprare le sigarette!
Penelope: Va
bene, caro, ma non fare tardi…
Ulisse:
Tranquilla amore!
Penelope: Seeh
tranquilla… Non fare che poi ci metti un’ora a tornare a casa!
Ulisse: Ma
no, amore… al massimo 10 anni, come al solito! Ah,Ah!
Penelope:
Guarda che erano 20!!
Ulisse: Che
cagacazzo che sei!
Penelope:
Dove sono i Proci?

Iscriviti a:
Post (Atom)
































