domenica 16 marzo 2014

Ci piacciono i clown!


“Il nostro è un popolo abbastanza strano: s'innamora più spesso dei clown che dei politici impegnati a mettere il bene comune al di sopra di ogni interesse personale e di partito.”

(Eugenio Scalfari su “La Repubblica” di oggi)
 


 
Perchè non dobbiamo dimenticare che erano complici!
 
 
 

sabato 15 marzo 2014

I Guerriglieri - Editoriale Cosmo


Non è l’albo più originale di questa collana, neanche ha il pregio di presentare un protagonista dalla lunga storia, ma “I Guerriglieri”, pubblicato dalla Editoriale Cosmo, all’interno della serie “WEST – I Fumeti di Frontiera”, è un consiglio per gli acquisti.

Questo albo propone due storie, avventurose e divertenti, con protagonisti Ray Walker e i suoi compagni, l’apache Yuma ed il messicano Don Pedro Alvarado Guzman. È proprio quest’ultimo a caratterizzare le avventure, con il suo carattere e l’agire da “truffatore dal cuore d’oro”.

Storie classiche, che ripropongono bene gli schemi stilistici ed avventurosi delle storie western “alla Tex Willer”, personaggio con cui Ray Walker ha più di un punto in comune.
I bei disegni sono opera di Jesus Blasco, mentre l’apprezzabile sceneggiatura porta la firma di Miguel Cussò.


A rendere più intrigante e divertente la lettura è l’ironia che non viene risparmiata al lettore, a cui viene data la possibilità di apprezzare eroi, caratteri e personaggi molto ben riconoscibili e che hanno il merito di intrattenere senza prendersi poi troppo sul serio, nel solco di una sceneggiatura tanto semplice quanto efficace.

venerdì 14 marzo 2014

Malinconia # 2



"Dice che la malinconia non è altro che una forte presenza nel cervello di un neurotrasmettitore che si chiama serotonina. E succede che si ciondola come foglie morte e un po' ci si affeziona a questo strazio e non si vorrebbe guarire più."

(Piero/Edoardo Gabbriellini in Ovosodo, di Paolo Virzì - 1997)

In realtà è la mancanza di serotonina a causare malinconia e tristezza, ma, a parte questa inesattezza, la frase mi piace molto e ritengo descriva in modo efficace la condizione!
Ph. Jane Victoria Ellis

giovedì 13 marzo 2014

Carey Mulligan e la musica



Carey Mulligan sa cantare bene!
Ne abbiamo avuto soddisfacente dimostrazione in “Aproposito di Davis”, il film di Joel ed Ethan Coen, dove esegue, insieme a Justin Timberlake e Stark Sands, il classico “Five Hundred Miles”.

L’attrice britannica, comunque, non è nuova a collaborazioni e contatti con il mondo della musica. È sposata con Marcus Mumford, il cantante del gruppo folk-rock Mumford & Sons, ed ha cantato con i Belle and Sebastian, nel brano “Write About Love”.

Belle & Sebastian - Write About Love (2010)

"I know a spell
That would you make help
Write about love, it could be in any tense, but it must make sense

I know a trick
Forget that you are sick
Write about love, it could be in any form, hand it to me in the morning

I hate my job, I'm working way too much (every day I'm stuck in an office)
At one o'clock, I take my lunch up on the roof
The city's right below, I'll ride upon a friend
He's intellectual and he's hot, but he understands

The seconds move on (if you watch the clock)
And the sky grows dark (if you're looking up)
And the girls move from thrill to thrill on the tightrope walk (on the tightrope walk)

I hate my job, I'm working way too much (every day I'm stuck in an office)
At one o'clock, I take my lunch up on the roof
The city's right below, I'll ride upon a friend
He's intellectual and he's hot, but he understands

I know a way (so you know the way)
Get on your skinny knees and pray (Maybe not today)
You've got to see the dream through the windows and the trees of your living room (of your living room)
You've got to see the dream through the windows and the trees of your living room"

martedì 11 marzo 2014

Leonardo Di Caprio non ha vinto l'Oscar



Non che sia una questione così importante o essenziale per dare un senso a questi tempi, che sembra che un senso non l’abbiano, ma ora tento di delineare quelle che, a mio parere, sono le due principali ragioni che hanno “impedito” a Leonardo Di Caprio di ricevere quest’anno il premio Oscar come miglior attore protagonista.

Al netto di altre motivazioni e questioni, legate al business hollywoodiano e ai vari “giochi” in cui sono impegnate le Major cinematografiche e “poteri forti” vari, sono dell’opinione che il buon Leo Di Caprio nell’ultima cerimonia non avesse poi tante speranze di ricevere (finalmente?) l’Oscar per la sua interpretazione in “The Wolf of Wall Street” di Martin Scorsese.

Hollywood tende ad emozionarsi, farsi empaticamente colpire e coinvolgere da attori e attrici che mortificano sé stessi, ingrassano o dimagriscono in modo evidente e clamoroso, che si “imbruttiscono” per meglio interpretare il proprio ruolo, si “nascondono” dietro un pesante lavoro di trucco e mistificazione del proprio fisico, edulcorano e “ingabbiano” la recitazione. Nel corso degli anni si ha l’esempio di Robert De Niro in “Toro Scatenato” (sempre Martin Scorsese), oppure di Dustin Hoffman in “Rain Man”, più recentemente abbiamo assistito alla premiazione di Christian Bale, ex pugile tossicomane e problematico in “The Fighter”, e di Charlize Theron per la sua interpretazione in “Monster”. L’elenco potrebbe continuare, con nomi più o meno eccellenti, ma il concetto è che spesso viene premiato l’attore o l’attrice che supera i propri limiti fisici, “si tratta male” e stravolge la propria immagine, sia in senso estetico che interpretativo e di ruolo (ruoli scomodi, ai margini, pericolosamente borderline e così via.)











Quest’anno, sfortunatamente per Leonardo Di Caprio, in gara c’era Matthew McConaughey per quanto messo in campo in “Dallas Buyers Club”. Da molti considerato uno degli uomini più belli del mondo, l’attore statunitense è praticamente irriconoscibile, causa un evidente e massiccio dimagrimento, un “imbruttimento” notevole e il ruolo, abbastanza scomodo, di un texano omofobo che contrae l’AIDS ed inizia un proprio personale percorso di “malato” e di uomo. McConaughey ha vinto l’Oscar.


Seconda ragione, secondo me, legata più direttamente al tipo di film in cui l’attore in corsa per l’Oscar recita, è da far risalire a come viene presentata la vicenda in “The Wolf of Wall Street”.

Il film di Martin Scorsese racconta, illustra, mostra, ma non esprime giudizi, non presenta una “morale”, non impartisce una lezione o lancia ammonimenti o avvertimenti. È una storia, che viene proposta per quello che è. Scorsese prende le distanze, per quanto serve, dagli avvenimenti e li presenta al pubblico, senza esprimere una propria opinione.


Questo, alla fine, è risultato un limite. Hollywood conosce i vizi e le aberrazioni, le vuole vedere e mostrare, desidera che vengano presentate le peggiori qualità del genere umano, spinge affinché gli uomini e le donne vengano esposti nei loro limiti e si mostrino mentre commettono ogni tipo di nefandezza. Ma, allo stesso tempo, Hollywood esige che venga presentata anche la redenzione, oppure il giusto castigo per chi ha commesso peccati e si è macchiato di gravi colpe, al limite che venga emessa, dal regista e nella sceneggiatura, una chiara condanna del “cattivo” e delle azioni da lui compiute. Un po’ di puritanesimo cinematografico insomma.

Oliver Stone l’aveva capito, quando nel 1987 girò “Wall Street”, con Gekko/Michael Douglas, che infatti vinse l’Oscar per questa interpretazione. Anche perché è evidente per tutto il film che Gekko è il “cattivo”, colpevole, tra le altre cose, di traviare e ingannare il giovane Bud/Charlie Sheen.

In “The Wolf of Wall Street” non vi è alcuna condanna, neppure un po’ di biasimo nei confronti del personaggio messo in scena da Leonardo Di Caprio. Credo che questo abbia influito, perciò anche quest’anno niente Oscar per il pur bravo e coinvolgente attore di Los Angeles.

lunedì 10 marzo 2014

Citazioni Cinematografiche n. 35


Tommy: Non vi sentite orgogliosi di essere scozzesi?
Mark: È una merda essere scozzesi! Siamo il peggio del peggio, la feccia di questa cazzo di terra, i più disgraziati, miserabili, servili, patetici avanzi che siano mai stati cagati nella civiltà. Ci sono quelli che odiano gli inglesi, io no! Sono solo delle mezze seghe! D'altra parte noi siamo stati colonizzati da mezze seghe. Non troviamo neanche una cultura decente da cui farci colonizzare. Siamo governati da palle mosce! Noi siamo in una situazione di merda Tommy, e tutta l'aria fresca del mondo non potrà cambiare uno stracazzo di niente.

(Tommy/Kevin McKidd e Mark/Ewan McGregor in “Trainspotting”, di Danny Boyle - 1996)


domenica 9 marzo 2014

Tanto per dire

- Sai, ho pensato di mettermi un po' a dieta.
- Ah, sì?
- Sì, magari con calma, senza troppa ansia.
- Ma sì, in fondo fai bene.
- Ma che vuol dire? Mi trovi grassa?
- Ma no, facevo tanto per dire...
- Ah sì? Allora io tanto per dire ti mando a fanculo!


sabato 8 marzo 2014

Le Donne nelle Canzoni - Nomi di donna nel titolo



Le donne nelle canzoni
Il titolo potrebbe essere fuorviante, lo ammetto. In questa lista, infatti, non inserisco canzoni sull'universo femminile in generale, su temi femminili, sull’emancipazione, non dico “se non ora quando”, non propongo tematiche di genere, sulle pari opportunità, sull’autodeterminazione femminile, sulla femmilità da riscoprire ed altre espressioni che inserirei solo per entrare nei risultati su Google.

Quindi?
Propongo canzoni dedicate a donne, con nomi, caratteristiche e fattezze. Si potrebbero definire delle muse, che hanno ispirato alcune delle canzoni che preferisco e mi piacciono. 
Perchè le donne non sono presenti solo nella letteratura...

Canzoni con nomi di donna nel titolo
Perché a volte un nome basta e avanza. 

Non solo canzoni d’amore, anzi, qualcuna non lo è affatto e non sempre ci sono figure romantiche. Potremmo dire grandi donne per grandi autori, perché, come qualcuno ha detto: “dietro un grande uomo c'è sempre una grande donna”.

Suzanne, Lucy, Agnese, Ofelia, Aida e così via: viste e raccontate da Leonard Cohen, Nick Cave, De André e tanti altri.
 










Buon ascolto, qualora vi vada!

1. Leonard CohenSuzanne
2. Nick Cave and The Bad SeedsLucy
3. CCCPAnnarella
4. Luigi TencoAngela
5. The BeatlesEleanor Rigby
6. Francesco De Gregori Alice
7. Ivan Graziani Agnese
8. The Rolling StonesAngie
9. Bob DylanSara
10. PoliceRoxanne
11. Fabrizio De AndrèNancy
12. Bruce SpringsteenSandy
13. Francesco GucciniOphelia
14. PJ HarveyAngelene
15. U2Gloria
16. Einsturzende NeubautenSabrina
17. Pink FloydVera
18. Sergio EndrigoSophia
19. Rino GaetanoAida
20. Eric ClaptonLayla 
21. Vasco RossiSally
22. A Perfect CircleMagdalena
23. Lucio DallaSylvie
24. Tom WaitsAlice
25. PixiesAllison
26. The VeilsLavinia
27. DiaframmaElena
28. Elvis CostelloVeronica
29. Paolo BenvegnùCatherine
30. BlondieMaria
31. Antonello Venditti - Sara
32. StatutoPiera 
33. Beach BoysBarbara Ann 
34. Baustelle - Martina
35. Umberto TozziGloria
36. Ron Wood - Josephine
37. Riccardo Cocciante – Margherita 
38. Cocteau TwinsAlice
39. Lucio BattistiAnna
40. Eugenio Finardi - Arianna



So che ce ne sono tante altre, ma non ho voluto inserire gli stessi autori più volte.
Per altri autori e autrici, interpreti e titoli ci ritornerò prossimamente.

Auguri a tutte le donne!

martedì 4 marzo 2014

Quando si esce in coppia

In genere io sono il primo ad essere "pronto" per uscire, ma poi mi vengono i sensi di colpa e non ho il coraggio di chiederle quanto le manca!


lunedì 3 marzo 2014

Citazioni Cinematografiche n. 34


Chow: Non si meravigli se le ho chiesto di uscire, volevo chiederle una cosa. La borsa che lei aveva questa mattina dove l'ha comprata?
Signora Chan: Come mai vuole saperlo?
Chow: È un modello che mi piace molto, vorrei regalarne una uguale a mia moglie.
Signora Chan: Lei ha dei pensieri molto gentili per sua moglie.
Chow: Per così poco? Ma è difficile accontentarla, tra poco è il suo compleanno e non so cosa regalarle. Me ne può comprare una?
Signora Chan: Forse non le piacerebbe averne una identica alla mia.
Chow: È vero, non ci avevo pensato. Le donne ci fanno caso?
Signora Chan: Soprattutto se sono vicine di casa.
Chow: Forse si trova in altri colori?
Signora Chan: Mio marito lo sa, glielo chiederò.
Chow: E come mai?
Signora Chan: Me l'ha portata lui da uno dei suoi viaggi d'affari, qui a Hong Kong non le vendono.
Chow: Allora non fa niente.
Signora Chan: Senta, anch'io avrei qualcosa da chiederle.
Chow: Mi dica.
Signora Chan: Dove ha comprato la sua cravatta?
Chow: Ad essere sincero non lo so. È mia moglie che compra tutte le mie cravatte.
Signora Chan: Ah davvero.
Chow: Ah adesso mi ricordo, questa me l'ha portata una volta che è stata all'estero per lavoro, qui a Hong Kong non le vendono.
Signora Chan: Ma che strana coincidenza.
Chow: Già.
Signora Chan: A dire la verità, mio marito ha una cravatta identica alla sua e ha detto che gliel'ha regalata il suo capo, se la mette tutti i giorni.
Chow: Anche mia moglie ha una borsa identica alla sua.
Signora Chan: Si lo so, gliel'ho vista. Dove vuole arrivare?... Credevo di essere l'unica ad aver capito.

(Signor Chow/Tony Leung e Signora Chan/Maggie Cheung in “In the Mood for Love”, di Wong Kar-Wai - 2000)




domenica 2 marzo 2014

Ancora a proposito di rose



In un momento
Sono sfiorite le rose
I petali caduti
Perché io non potevo dimenticare le rose
Le cercavamo insieme
Abbiamo trovato delle rose
Erano le sue rose erano le mie rose
Questo viaggio chiamavamo amore
Col nostro sangue e colle nostre lagrime facevamo le rose
Che brillavano un momento al sole del mattino
Le abbiamo sfiorite sotto il sole tra i rovi
Le rose che non erano le nostre rose
Le mie rose le sue rose

P.S. E così dimenticammo le rose.

(per Sibilla Aleramo)

Dino Campana (Canti Orfici, 1913)
Sibilla Aleramo