martedì 11 marzo 2014

Leonardo Di Caprio non ha vinto l'Oscar



Non che sia una questione così importante o essenziale per dare un senso a questi tempi, che sembra che un senso non l’abbiano, ma ora tento di delineare quelle che, a mio parere, sono le due principali ragioni che hanno “impedito” a Leonardo Di Caprio di ricevere quest’anno il premio Oscar come miglior attore protagonista.

Al netto di altre motivazioni e questioni, legate al business hollywoodiano e ai vari “giochi” in cui sono impegnate le Major cinematografiche e “poteri forti” vari, sono dell’opinione che il buon Leo Di Caprio nell’ultima cerimonia non avesse poi tante speranze di ricevere (finalmente?) l’Oscar per la sua interpretazione in “The Wolf of Wall Street” di Martin Scorsese.

Hollywood tende ad emozionarsi, farsi empaticamente colpire e coinvolgere da attori e attrici che mortificano sé stessi, ingrassano o dimagriscono in modo evidente e clamoroso, che si “imbruttiscono” per meglio interpretare il proprio ruolo, si “nascondono” dietro un pesante lavoro di trucco e mistificazione del proprio fisico, edulcorano e “ingabbiano” la recitazione. Nel corso degli anni si ha l’esempio di Robert De Niro in “Toro Scatenato” (sempre Martin Scorsese), oppure di Dustin Hoffman in “Rain Man”, più recentemente abbiamo assistito alla premiazione di Christian Bale, ex pugile tossicomane e problematico in “The Fighter”, e di Charlize Theron per la sua interpretazione in “Monster”. L’elenco potrebbe continuare, con nomi più o meno eccellenti, ma il concetto è che spesso viene premiato l’attore o l’attrice che supera i propri limiti fisici, “si tratta male” e stravolge la propria immagine, sia in senso estetico che interpretativo e di ruolo (ruoli scomodi, ai margini, pericolosamente borderline e così via.)











Quest’anno, sfortunatamente per Leonardo Di Caprio, in gara c’era Matthew McConaughey per quanto messo in campo in “Dallas Buyers Club”. Da molti considerato uno degli uomini più belli del mondo, l’attore statunitense è praticamente irriconoscibile, causa un evidente e massiccio dimagrimento, un “imbruttimento” notevole e il ruolo, abbastanza scomodo, di un texano omofobo che contrae l’AIDS ed inizia un proprio personale percorso di “malato” e di uomo. McConaughey ha vinto l’Oscar.


Seconda ragione, secondo me, legata più direttamente al tipo di film in cui l’attore in corsa per l’Oscar recita, è da far risalire a come viene presentata la vicenda in “The Wolf of Wall Street”.

Il film di Martin Scorsese racconta, illustra, mostra, ma non esprime giudizi, non presenta una “morale”, non impartisce una lezione o lancia ammonimenti o avvertimenti. È una storia, che viene proposta per quello che è. Scorsese prende le distanze, per quanto serve, dagli avvenimenti e li presenta al pubblico, senza esprimere una propria opinione.


Questo, alla fine, è risultato un limite. Hollywood conosce i vizi e le aberrazioni, le vuole vedere e mostrare, desidera che vengano presentate le peggiori qualità del genere umano, spinge affinché gli uomini e le donne vengano esposti nei loro limiti e si mostrino mentre commettono ogni tipo di nefandezza. Ma, allo stesso tempo, Hollywood esige che venga presentata anche la redenzione, oppure il giusto castigo per chi ha commesso peccati e si è macchiato di gravi colpe, al limite che venga emessa, dal regista e nella sceneggiatura, una chiara condanna del “cattivo” e delle azioni da lui compiute. Un po’ di puritanesimo cinematografico insomma.

Oliver Stone l’aveva capito, quando nel 1987 girò “Wall Street”, con Gekko/Michael Douglas, che infatti vinse l’Oscar per questa interpretazione. Anche perché è evidente per tutto il film che Gekko è il “cattivo”, colpevole, tra le altre cose, di traviare e ingannare il giovane Bud/Charlie Sheen.

In “The Wolf of Wall Street” non vi è alcuna condanna, neppure un po’ di biasimo nei confronti del personaggio messo in scena da Leonardo Di Caprio. Credo che questo abbia influito, perciò anche quest’anno niente Oscar per il pur bravo e coinvolgente attore di Los Angeles.

3 commenti:

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  2. A me sono sempre piaciuti i suoi film a prescindere dalla bellezza dell'attore . Sono convinta che vengano dati gli Oscar non seguendo una giusta linea, ma business e molto altro . Perchè anche con altri attori bravissimi capita di non vincere nulla, ma vince un film che non piace quasi a nessuno. Qui dicono che Leonardo Di Caprio non dimagrisce, non fa parti che ci emozionano, non è " vissuto" abbastanza il suo corpo da vincere un Oscar, lo si deve vedere imbruttito, sofferente ai limiti della sopportazione . Non concordo con tutto ciò, guardate invece quant'è espressivo, com'è bravo a interpretare personaggi anche storici ( Luigi XIV ) ... di emozioni ne regala in abbondanza .
    Anche se non ha vinto l'Oscar Leonardo non si deve scoraggiare, ma pensare che è come se l'avesse vinto, l'invidia è tanta e anche in quel mondo purtroppo. Potrà vincerlo un giorno o no, non si sa, ma l'importante è che continui così, con la sua classe ed eleganza, perchè nella storia del cinema rimarrà ciò che ha fatto non quanti Oscar ha vinto .

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  3. Ciao Eleonora! grazie per il commento! Credo di essere d'accordo con te, in fondo Di Caprio ha avuto un po' di sfortuna. Come, ad esempio, l'ebbe per tanti anni Paul Newman che vinse l'unico suo Oscar ad un'età un po' "avanzata" con "Il Colore dei Soldi". Leo Di Caprio è stato varie volte in gara, ma qualcuno è sempre stato preferito a lui. La mia riflessione, legata ad alcune "dinamiche" tipiche dell'Accademy, a cui si aggiungono altre questioni, a cui faccio veloce riferimento nel post, non inficia in alcun modo la bravura e professionalità dell'attore, che ritengo siano evidenti ed innegabili. Confido che potrà ancora togliersi soddisfazioni e regalarci emozionanti interpretazioni. A presto, Adriano.

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