venerdì 13 febbraio 2015

Giallo, Noir & Thriller/19


Titolo: La Voce
Autore: Arnaldur Indriđason
Traduttore: Cosimini Silvia
Editore: Guanda – 2008

Analisi introspettiva, atmosfera molto curata, personaggi che entrano in “punta di piedi” in una trama che sembra procedere un po’ troppo lentamente.
Elementi che potrebbero essere, allo stesso tempo, punti deboli e motivo di successo.
Personalmente ho apprezzato questa indagine dell’agente Erlendur di Reykjavik, sebbene la consideri leggermente al di sotto delle due precedenti che ho letto (“Sotto la città” e “La signora in verde”). L’ambientazione natalizia, in un luogo chiuso sebbene “fecondo” come un hotel, rende molto triste la vicenda, le vicissitudini personali del protagonista e di quella che è la vittima caricano ancora di più di angoscia e tristezza le pagine di questo giallo nordico, ulteriore prova di una certa vitalità e comunque varietà del genere a quelle latitudini.

A mio parere non sarebbe adatto a chi predilige ritmo serrato e un’indagine senza pause, poiché, invece, siamo di fronte ad una serie di indizi che solo verso la fine svelano la loro importanza e il ruolo che hanno nel fine gioco di rimandi tra presente e passato, nell’intricato accumularsi di elementi e notizie che sviano il lettore, riuscendolo nel medesimo istante ad attirarlo. Come già detto l’indagine offre la possibilità per riflessioni profonde sui rapporti familiari, sugli islandesi sulle loro problematiche. Non a tutti potrebbe fare piacere, ma Arnaldur Indriđason scrive così.

Voto: 7+


Arnaldur Indriđason 
Mancano pochi giorni a Natale e nello squallido seminterrato di un grande albergo di Reykjavik viene ritrovato il cadavere di un uomo vestito da Babbo Natale e con i pantaloni abbassati. Si tratta del portiere dell'albergo, che sotto le feste si travestiva per divertire i piccoli ospiti. Nella sua misera stanzetta vengono rinvenuti alcuni vecchi dischi in vinile e un poster di Shirley Temple. L'indagine si rivela molto difficile fin da subito per l'agente Erlendur, costretto a confrontarsi con la serie di grotteschi personaggi che popolano l'albergo, e con il marcio nascosto dietro la facciata di irreprensibilità ed eleganza. Ma la rivelazione più scioccante sarà il passato della vittima, un ex bambino prodigio, solista nel coro delle voci bianche di Hafnarfjòrdur, che aveva anche inciso due quarantacinque giri a tiratura limitata, diventati ora una rarità di inestimabile valore per i collezionisti. (da ibs.it)

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